In quel tempo, apparendo agli Undici, Gesù disse loro: “Andate in tutto il
mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà
battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno
i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i
demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti, e se
berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai
malati e questi guariranno”. (Mc 16,15-18)

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COMMENTO.

Per questo brano di Vangelo scelto per la festa di S. Paolo, Apostolo delle
genti,una premessa:

‘Apparendo agli undici’, In realtà il Vangelo di Marco termina al versetto
8 di questo capitolo. Non si parla del Risorto, Il risorto i discepoli lo
vedranno in Galilea. Il cammino di ogni discepolo di allora , di oggi al
seguito di Gesù è cammino di uomini e donne nuove, abitati dallo Spirito di
Gesù Cristo , ma un cammino che con Lui riparte dalla Galilea -dal
quotidiano, dalla storia concreta di ognuno- fino a Gerusalemme. In questo
cammino è fondamentale ascoltarlo e incontrarlo. E allora è già
resurrezione. La mia paura cambia in fiducia, una vita di persecutore in
vita di missionario che genera vita. La Buona Notizia -Evangelo- ci è
dato per questo e noi saremo sempre discepoli-missionari. ( Evangelii
Gaudium)

‘*Predicate il Vangelo’*, la Buona novella: Dio è amore che chiede soltanto
di essere accolto. Dio-amore che si offre non per togliere qualcosa
all’uomo, ma per potenziare la sua esistenza. E da questo amore di Dio
nessuna persona, qualunque sia la sua condotta o il suo comportamento, può
sentirsi escluso.

Non dice: Predicate che Dio castiga, che sarete condannati, che vi manda
all’inferno…

.*Chi non crederà sarà condannato. L*ui stesso si auto condanna, cioè non
si rende disponibile a lasciarsi inondare dall’Amore di Dio (conversione) e
con la vita diffondere amore nel mondo, rimarrà e farà rimanere altri
nell’inferno di egoismo, di isolamento voluto, di paura di perdere la vita.

*’Chi crederà*’ ‘Credere’ significa accogliere questa potenza d’amore ed
essere disposti poi a comunicarla agli altri. L’amore ricevuto da Dio si
trasforma in amore comunicato . Arturo Paoli lo esprimeva con ‘amorizzare
il mondo’ o comunicare affetti, gesti di bontà,, amicizia, spirito
d’amore, per-dono…

Credere in verità ha questi due poli. Accogliere l’Amore e testimoniarlo.
Sempre discepoli-missionari! Altrimenti non è fede vera:

Allora il discepolo-missionario dove passa porta comunione (scaccia i
demoni-divisori), ascolta prima di parlare (come fr. Charles, parla così
lingua nuova),affronta situazioni complicate, che potrebbero essere
velenose, con calma e facendolo nel Suo nome non avrà danno, anzi
distribuisce benedizione con opere e parole e così i malati ne avranno un
bene.

Basta con le divisioni teologiche, dottrinali…Che tu sia cattolico,
ortodosso, protestante, anglicano…..accogli l.’Amore e diffondi Amore.
Questo unisce in verità.. (fratel Tommaso)