Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il
vangelo di Dio e diceva: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è
vicino; convertitevi e credete al vangelo».16 Passando lungo il mare della
Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti
in mare; erano infatti pescatori. 17 Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò
diventare pescatori di uomini». 18 E subito, lasciate le reti, lo
seguirono. 19 Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di
Zebedeo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. 20 Li chiamò.
Ed essi, lasciato il loro padre Zebedeo sulla barca con i garzoni, lo
seguirono. (Mc1,14-20)

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COMMENTO.

*’Convertitevi’…*. Non è un’ideologia diversa, non è formula nuova, non
un’altra religione!

E’ oggi uno sguardo diverso, nuovo e antico come quello del Padre
misericordioso. Soprattutto in questo tempo di Covid19, gli occhi sono
diventati lo strumento principale per incontrare l’altro avvolgendolo con i
sentimenti, la tenerezza, la bontà che uno sguardo può comunicare. Dimmi
come guardi e ti dirò chi sei. Una preghiera che diciamo a Betania il
mattino recita: “Oggi voglio guardare il mondo con i tuoi occhi pieni
d’Amore”.

‘*Credete al Vangelo*’. Una volta si diceva E-vangelo, cioè la Buona
Notizia di Dio Amore, del Padre di Misericordia, che ci ama e con Gesù si è
fatto così piccolo e in basso che nessuno viene escluso dalla sua bontà.
Abitati spesso da varie paure, credere al Vangelo è accogliere oggi l’Amore
di Dio per me e sentirlo come dono impagabile di Gesù.

*“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino.”*

Il regno di Dio è vicino, è già presente. Questa mattina alzandomi o anche
dopo mi chiedo: Dov’è il Regno di Dio? E’ qui e adesso! Dio è presente
nel presente, solo nel presente. Apriamo gli occhi su questo tempo di
Covid19, sul nostro luogo e cerchiamo di riconoscere la presenza di Gesù
risorto, del Cristo personale e cosmico, perché l’Amore è proprio lì come
germe, come e dove sei. Il regno di Dio, l’Amore viene a noi feriti, non
noi a lui.

Chi ha orecchi …. intenda!

Difatti è Lui che chiama, a coppie, almeno qui, per sottolineare l’aspetto
di fraternità, diverso dalla prima coppia di fratelli Caino e Abele.

E allora ‘subito, lasciate le reti lo seguirono’! Essere discepoli è
seguire, non imparare dottrine o esempi per poi insegnare, ma essere al
seguito, mettere i piedi nelle orme di Gesù, come Charles de Foucauld, ed
essere testimoni con la vita.

La fede è mistero-realtà di piedi più che di testa, di piedi che passano e
portano là dove passa e va Colui di cui si è innamorati. (fratel Tommaso)