Pregare non è questione di formule, di parole e parole (“Non chi dice Signore, Signore, ma chi fa la volontà del Padre”). Neanche il Padre nostro è una formula esatta (ci sono nei vangeli due formule precise, diverse -Mt e Lc-, e ce ne sono altre sparse in Gv), ma è l’indicazione di come ci si debba sintonizzare sia quando si prega e si entra in rapporto esplicito, vivo con il Signore, sia nel lavoro, nel rapporto con gli altri, con l’universo.

E questo per risvegliarmi, per rimanere fedele alla vera mia identità: Sono una preghiera in cammino o anche: Sono un figlio/a di un Padre nostro, cioè di tutti, in cammino.

Da almeno un anno, preparandomi a dire il Padre nostro, in particolare al mattino, a conclusione di un semplice esercizio di saluto alla Presenza nel Cosmo; di grazie, di permesso, di scusa all’entrare nel nuovo giorno, mi situo come cristiano, ma non a parte. Cerco di situarmi non tanto come seguace della religione cristiana, bensì come un umano seguace del figlio dell’Uomo e di Dio, Gesù Cristo, morto d’amore per tutti, risorto Spirito cosmico. Allora quel ‘nostro’ detto con la parola Abba, Papà dal cuore di Mamma, prende tutto il suo senso completo, non esclude nessuno, parla di un dono e di un impegno di fraternità fra tutti gli umani e gli esseri viventi dell’universo (Laudato si’), parla di ‘beatitudini’ per tutti gli umani come icona, come ‘specchio’ in cui vedersi e dire:

Sono una preghiera in cammino, sono figlio/figlia di un Padre-Madre di tutti in cammino di Fraternità universale.

 

Siccome anche il Padre nostro non è una formula precisa, mi succede a volte di pregare così:

Abba, Padre nostro, di tutto e di tutti, dal cuore di Madre,

                        sia santificato il tuo nome di Misericordioso

                        venga il tuo regno d’Amore, di Bontà e Bellezza

                        sia fatta la tua volontà di Vita e di Gioia per tutti

                        come in cielo così in terra, sempre e ovunque.

          Dacci oggi il nostro pane quotidiano, il pane della fiducia, della condivisione fraterna.

          Perdona a noi le nostre offese, come anche noi perdoniamo a chi ci offende,

          non abbandonarci alla tentazione, nelle prove e nelle tribolazioni,

          ma liberaci da tutte le paure, da ogni male e trasformalo in bene.

                         Tuo il regno di misericordia, tua la forza di Bontà

                         Tua la gloria d’infinito Amore sulla croce

                         Tua la lode nei secoli, per sempre.   Amen