Ti voglio ringraziare, Signore, per il dono della vita.

Ho letto da qualche parte che gli umani sono angeli con una sola ala:

possono volare solamente se rimangono abbracciati.

In certi momenti di confidenza oso pensare, Signore, che anche Tu hai

un’ala soltanto. L’altra forse la nascondi per farmi capire che Tu non ami

volare senza di me.

 

Per questo mi hai dato la vita, affinché io sia tuo compagno di volo.

Insegnami dunque a librarmi con Te. Perché vivere non è trascinare la vita,

non è afferrare la vita, non è rosicchiare la vita.

 

Vivere è abbandonarsi come un’aquila all’ebbrezza del vento.

Vivere è gustare l’avventura della libertà, che nasce nella responsabilità

del bene comune. Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di avere

un partner grande come Te.

 

Ti chiedo perdono, Signore, per ogni peccato contro la vita, contro i miei

fratelli e sorelle. In particolare ti chiedo perdono per tutte le ali che io non

ho aiutato a distendersi; per i voli che non ho incoraggiato: per l’indifferenza

con la quale ho lasciato trascinare al suolo tanti fratelli e sorelle che Tu avevi

invitato a navigare nel cielo!

 

Aiutami ora, Signore, a librarmi.

A dire chiaramente che anti-Pasqua, anti-Amore non è soltanto l’aborto

o l’eutanasia, ma ogni mancanza di accoglienza in particolare all’immigrato;

ogni rifiuto del pane, della casa, del lavoro; ogni rifiuto di istruzione e dei

diritti fondamentali dell’uomo.

 

Anti-Pasqua, anti-Amore è la guerra, ogni guerra, tutte le vendite di armi; è

lasciare il prossimo nel vestibolo triste della vita dove si vegeta soltanto.

Anti-Pasqua, anti-Amore è camminare con indifferenza a fianco del fratello,

della sorella che si trascina con una sola ala, a causa della miseria, della

solitudine; ed è persuaso di non essere degno di volare con te.

 

Per questo fratello, per questa sorella infelice, in particolare,

donami o Signore un’ala di riserva.

 

(da Tonino Bello)