Vangelo 08.06.2021

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della
terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A
null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi
siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra
un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul
candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così
risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere
buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

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COMMENTO.
Ricordi di bambino, appena finita la seconda guerra mondiale, tempo di
ripresa, di ricostruzione, ancora nessun frigorifero. Dalla confinante
Liguria a volte passava il pescivendolo, la mamma se aveva soldi, comprava
un bel po’ di alici fresche, le puliva bene e le metteva sotto sale; le
avremmo utilizzate soprattutto in inverno per un’ottima salsa calda (bagna
cauda) accompagnando anche la polenta.* Voi siete il sale della terra. * E’
detto ai discepoli, subito dopo la descrizione del sogno di Dio e del
cammino di Verità, di Vita degli Umani, del Cosmo. Vale per tutti, ma in
modo speciale per i discepoli del Cristo, Lui Sale e Luce del mondo. Il
sale conserva, fa risaltare il gusto degli alimenti, era anche usato per
confermare un’alleanza tra persone. Il sale ha tutto il suo valore non in
se stesso, ma per altro. Non siamo sale per noi stessi, come non esistiamo
per noi stessi, ma con e per gli altri, per la Terra, per il mondo. Se
viviamo le Beatitudini, se siamo in cammino di ‘operare’ il bene, spezzare
il pane con l’affamato, di accogliere lo straniero, di visitare i
prigionieri … , allora siamo sale, siamo luce. *Voi siete la luce del
mondo. *Che vocazione e che missione, che dignità e che responsabilità!
Oggi il Vangelo, il suo messaggio circa Gesù di Nazareth, uomo come noi,
figlio di Dio (Nella sua umanità la pienezza della divinità, Col 2,9) che
in Lui che dona la vita perché tutti siano ricreati, vivano, in cammino di
fraternità universale di pace e gioia, continua a vivere, viene confermato,
riceve validità dal nostro essere sale, se ‘testimoniamo’ con la vita il
Vangelo, se ‘abitiamo’ in cammino le Beatitudini. In altre parole, siamo
buon sale e siamo luce se non viviamo per noi stessi, se non ci chiudiamo
in noi stessi, magari abili in preghiere, in virtù che ci fanno buoni e
meritevoli, privi di peccati, ma di fatto in situazione di peccato, ma ci
dischiudiamo come Gesù, e in Lui agli altri, alla Terra, al Mondo. Sale e
luce sono le opere e opere fatte con amore, con gratuità. Non chi dice
Signore, Signore … Non perdo il sapore, non ‘impazzisco’ grazie al ferito
che soccorro, al vicino a cui tendo la mano e chiamo amico anche se mi ha
offeso … La mia luce non è nascosta sotto il moggio ma brilla grazie al
candelabro che è il povero con cui condivido il pane, che è quel cercatore
di verità con cui cammino nel buio verso la Luce e non gli impongo le mie
verità … Veramente una grande vocazione e responsabilità. Io sono sale,
io sono luce, noi siamo sale, noi siamo luce come comunità-chiesa. Ma di
sale che ‘impazzisce’ che perde il sapore ce n’è tanto in me e nella chiesa
oggi, anche di Luce sotto il moggio, cioè misurata secondo criteri mondani,
non del Vangelo. * Se il sale perde il sapore…, se la luce rimane sotto
il moggio (cioè se siamo autoreferenziali!) *che cosa succede*? * Quello
che ha detto Gandhi; Se ascolto le Beatitudini mi faccio cristiano, seguo
Gesù, ma se guardo come vivono i cristiani, no… Più ancora: se ascolto le
beatitudini sono spinto a vivere come umano vero e figlio di Dio, se guardo
come vivono i cristiani spesso perdo in umanità vera. (fratel Tommaso)