Pace e gioia.

Partecipando a degli incontri video, ho spesso respirato un clima di dialogo costruttivo, di condivisione fraterna con un bel tono di fiducia reciproca, che è la pietra angolare di ogni realtà comunitaria umana. Ho notato altre volte ombre nel condividere, sorprese per udire proposte o correzioni fate in gruppo che un dialogo privato avrebbe potuto almeno prevenire.

A riguardo della fiducia degli uni verso glia altri, desidero ridire il mio pensiero, già espresso in altre occasioni, senza pretesa alcuna, se non di incoraggiare per una vita di bella umanità.

Per quanto riguarda un’Associazione come Betania, crescere in fiducia significa che ognuno si rafforzi nel senso di ‘servizio’ e di servizio gratuito, di dono gratuito di sé.  In fondo è questo il cammino di vero uomo o donna, di vero cristiano in ogni situazione. Anche un lavoratore, un imprenditore che agisce per guadagnarsi da vivere, sarà un uomo vero e libero se ha uno spirito di servizio, di gratuità, per cui lo stipendio, il guadagno non sarà mai l’unico obiettivo e mai sproporzionato a quello degli altri.

Senza la fiducia una famiglia, una comunità, un’Associazione è come un motore senza olio. L’olio lubrifica, aiuta le ruote a girare senza scricchiolii, tutti i pezzi del motore a lavorare insieme in scioltezza… Così è la fiducia nelle comunità o gruppi!

Sappiamo per esperienza che per una buona condivisione in gruppo è bene non abbia grossi numeri di partecipanti (8-10-12) sia per un clima di fiducia fra tutti e un parlare chiaro, onesto e costruttivo, sia se ci sono sempre da prendere decisioni importati.

Ma ogni caso è a sé e aumentare o no i membri di un gruppo è da valutarsi caso per caso.

Dopo incontri a cui ho partecipato e l’esperienza di altri momenti vorrei  accennare a un particolare che trovo molto importante nelle informazioni e nel proporre visioni o  metodi o soluzioni diverse o nuove,     Per mantenere un   clima di fiducia  e  fare riunioni di ascolto vero e ottenere buoni frutti  è bene, almeno  a volte se non sempre, darsi la regola che non si fa discussione, allora ognuno è invitato a dire con onestà quello che sente, che ‘vede’, che desidera e gli altri ascoltano. Se si fa così davvero c’è ascolto e più disponibilità eventualmente a rivedere il proprio punto di vista, a cambiare…Poi ci saranno i momenti di dialogo, di chiarificazione, ma in seguito e con serenità. Allora anche delle posizioni diverse, anche opposte, delle valutazioni che vengono fatte e comportano posizioni diverse e magari apparentemente contrarie saranno lasciate calare dentro e produrranno effetti positivi.

E ancora oso accennare a un’altra attenzione da avere. Quando ho delle   ‘osservazioni’ e ‘proposte’ di cambiamento un po’ forti per un altro membro del gruppo è bene che non arrivi alla riunione senza averne parlato prima con l’interessato. Arrivare agli incontri video senza novità troppo sorprendenti per l’uno o l’altro, è cosa buona, altrimenti si rischia di ‘rompere’ invece di sostenere un cammino comune.

Come nella parabola, l’invito è a prendere l’olio di riserva per essere pronti per il banchetto.  Tom