Vangelo 30.10.2020 Lc 14, 1-16

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole Lc 14,1-16 ||| Uno dei tratti più straordinari di Gesù di Nazareth (e in questo Vangelo si manifesta quando visita uno dei capi dei farisei, che non discrimina per essere il capo o per essere fariseo) fu il suo non fare eccezioni tra le persone e trattare ugualmente il ricco e il povero, uomo o donna, intellettuale o analfabeta, bambino o anziano … Ciò è qualcosa di meraviglioso e di assolutamente insolito, tanto che non credo di aver conosciuto nessuno che tratti allo stesso modo un potente e un miserabile. Gesù era così perché si concentrava sull’essenziale della persona. Si occupava della persona e non delle circostanze. Il suo sguardo mirava dritto al cuore, che è il centro dell’essere umano e dove tutti ci riconosciamo come umani. Essere cristiani è imparare ad avere questo sguardo. Pablo de la Amistad

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