Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed
essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di
idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o
no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì
e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non
lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere
nulla a queste parole Lc 14,1-16

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Uno dei tratti più straordinari di Gesù di Nazareth (e in questo Vangelo si
manifesta quando visita uno dei capi dei farisei, che non discrimina per
essere il capo o per essere fariseo) fu il suo non fare eccezioni tra le
persone e trattare ugualmente il ricco e il povero, uomo o donna,
intellettuale o analfabeta, bambino o anziano … Ciò è qualcosa di
meraviglioso e di assolutamente insolito, tanto che non credo di aver
conosciuto nessuno che tratti allo stesso modo un potente e un miserabile.
Gesù era così perché si concentrava sull’essenziale della persona. Si
occupava della persona e non delle circostanze. Il suo sguardo mirava
dritto al cuore, che è il centro dell’essere umano e dove tutti ci
riconosciamo come umani. Essere cristiani è imparare ad avere questo
sguardo.
Pablo de la Amistad