In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva,
Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il
Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose
che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo
argomento. Lc 9, 43b-45

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Nell’ “Ascoltate” che Gesù dice in questo vangelo risuona l’ “ascolta
Israele” dell’Antico Testamento; è un invito all’apertura, all’accoglienza,
alla ricettività. Se si potesse riassumere la Sacra Scrittura in una sola
parola, questa parola sarebbe senz’altro “ascolta”. L’ascolto presuppone il
silenzio, che è il contesto o atmosfera che lo rende possibile, e
presuppone anche la parola, che è ciò che risuona in quel silenzio.
“Dio è il silenzio nel quale si odono tutti i suoni”, diceva San Giovanni
della Croce. Dio è il suono che permette che il silenzio sia percepito come
tale.
Pablo de la Amistad