Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli
erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che
io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri
uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il
Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio
dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani,
dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo
giorno». Lc-,18-22

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Chi sono io? Questa è la domanda spirituale per eccellenza. Solo con la
corretta risposta a questa domanda potremo rispondere con precisione alle
tre domande capitali: che cosa devo sapere? Che cosa devo fare? Che cosa
devo sperare? Solo sapendo chi siamo, realizzeremo ciò per cui siamo venuti
al mondo e cominceremo ad avvicinarci a quello che Dio aveva progettato per
noi. Al contrario vivremo come ciechi. Il gran dilemma della vita perciò è
sempre quello dell’identità.
Alla domanda sul nostro proprio essere potremo rispondere solo riferendoci
al nostro Essere con la maiuscola. Possiamo definirci come “sposi”, per
esempio, come padri di famiglia o come professionisti; però in qualunque
momento potremmo perdere i figli, o il coniuge, o vederci costretti a
cambiare professione, e non per questo il nostro io dovrebbe scomparire.
Le abituali definizioni di noi stessi sono approssimazioni che non toccano
veramente il nostro essere. Perché ciò che è radicale è l’Essere, e solo se
ci definiamo in relazione all’Essere ci avviciniamo al mistero di ciò che
veramente siamo.
Quando Pietro dice “Tu sei il Cristo di Dio”, sta svelando l’identità
dell’Uomo che ha davanti a sé, e nello stesso tempo sta svelando la sua
propria e più profonda identità. La scoperta della Luce manda luce sulla
nostra propria e vera identità e sulla nostra missione.
Questa scoperta non ce la rivelano né la carne, né il sangue, ma il Padre
del cielo. La scienza umana può aiutarci nell’auto-riconoscimento,
naturalmente, ma non sarà mai così radicale. Il mistero di ciò che siamo ci
viene svelato attraverso la spiritualità, che ci mette in contatto con la
Fonte e attraverso il silenzio, che ci mette in contatto con l’Essere.
Pablo de la Amistad