*Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli
dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa
mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro:
«Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua;
seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice:
Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei
discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata
e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e,
entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo
diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice
e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il
mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che
non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò
nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte
degli Ulivi.*

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COMMENTO.
Festa del Corpo di Cristo è celebrazione del segno-sacramento
dell’Eucarestia, volto di Dio che lascia a bocca aperta, e accoglienza di
una Presenza meravigliosa e sottile che la fede in Gesù Cristo, dono
d’Amore del Padre, morto per Amore e risorto nell’Amore ci fa sperimentare
come connessione e comunione con il Creato, con Dio, con me stesso. *Dove
vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua? *Chissà
cosa intendevano i discepoli per mangiare la Pasqua, comunque come ebrei
intendevano rivivere l’uscita dalla schiavitù, il cammino di liberazione in
cui la Legge e poi il Tempio sono i punti di riferimento. *Dov’è la mia
stanza in cui io possa mangiare la Pasqua?* Un uomo con una brocca d’acqua
ce lo indica. Il luogo è l’umanità, è il Creato, ma è anche un luogo
interiore, la stanza alta, dove è già tutto pronto dalla Creazione, ma va
comunque riconosciuto. In ogni persona c’è un luogo (teologico) dove lui è
Figlio di Dio, dove Dio è già presente. L’amore che Dio ha per me è la mia
identità profonda. Risvegliamoci a queste verità per celebrare vivi la
festa del Corpo del Signore e vivere la Pasqua nel quotidiano dei
giorni. *Mentre
mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede
loro…** Quel prendere il pane non è un afferrare per possedere, è un
accogliere un dono; quindi ringraziare, poi il dono per energia interna va
donato e perché sia vero dono a tutti va spezzato, offerto, condiviso,
distribuito. Non c’è altra via. Così è stata la vita di Gesù, così sarà
la sua Pasqua di morte e resurrezione, a partire proprio dall’ultima cena,
nella quale raccoglie e ci ha lasciato (Fate questo in memoria di me) il
Mistero di salvezza, di comunione con Dio, con gli altri, con l’universo,
con noi stessi**. Prendete, questo è il mio corpo. *Accogliete: questo è la
mia storia, la mia vita, il mio amore per tutti, mangiate e diventerete
Colui che mangiate. C’è da preparare il luogo interiore mio, e con umiltà e
gioia riconoscere che non tanto io vado a Gesù, ma Lui si offre a me per
guarirmi, per nutrirmi, perché cresca nel Suo amore a tutti, perché
mangiando il suo corpo faccia mio il suo modo di stare nel mondo, e bevendo
il suo sangue possa essere fedele anche nelle zone rosse della vita al dono
di me stesso. Ho bisogno di nutrirmi di Lui che vuole abitare i miei occhi,
le mie mani, il mio cuore, uno con me perché io continui la sua cura e
passione per ogni forma di vita nel Cosmo. Nella Celebrazione
dell’Eucarestia allora, rispondendo al Celebrante: Ecco l’Agnello di Dio
che toglie il peccato del mondo, invece di dire Non son degno, dirò:
Signore Gesù da chi andremo, Tu solo ci doni vita eterna: E alla fine della
Celebrazione non dico: la Messa è finita, ma: andiamo e continuiamo con
Gesù Fratello e Amico l’Eucaristia con la vita. Difatti lo Spirito di Gesù
Cristo ci è dato per abbracciare l’Universo, per vivere e amare come Lui,
per accogliere ogni vita come dono, e tutto diventi in pienezza Corpo di
Cristo. E in silenzio davanti al tabernacolo, come davanti al
fratello-sorella povero, ci sei Tu Gesù con il Padre e lo Spirito, mistero
di relazione totale, ci sei, Corpo mistico, con l’universo intero. (fratel
Tommaso)