In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo
caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà,
ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di
quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e
crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo
giorno». Gv 14, 1-6

|||

“Vado dal Padre”, dice Gesù. Che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no,
anche noi andiamo alla Fonte. Di più: tutto ciò che facciamo è, goffamente
o accuratamente, un ritorno a quella fonte, che possiamo chiamare Dio,
pienezza, felicità … Qualunque sia il nome che gli diamo, nel profondo
del nostro cuore vogliamo orientarci verso lei, poiché è da lei che veniamo.
Ci fa bene sapere che stiamo tornando a casa. Gesù non è solo un altro
profeta che mostra la via per andare a quella fonte. La sua esperienza
della Sorgente è così intensa che può dire: “Io e la Sorgente siamo una
cosa sola. Io sono la Via per arrivare a quella Sorgente”.
Da parte nostra, passiamo buona parte della nostra vita alla ricerca di
cammini, provando sentieri, disegnando orizzonti e sognando progetti,
finché un bel giorno ci rendiamo conto che è il sentiero che ci stava
cercando, che non dovevamo inventare il percorso, ma semplicemente
scoprirlo. Arriva anche il giorno – un po’ più tardi – in cui scopriamo di
essere noi stessi la via; che non è necessario fare nulla, è sufficiente
essere. Quel camminare è vivere, solo vivere. E quella vita ci offre ciò
che è necessario per entrare in quella Patria che Gesù chiama Padre e a cui
tutti aspiriamo.
Pablo d’Ors