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Vangelo 13.04.2021 (Gv 3, 7-15)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».(Gv 3, 7-15) ||| COMMENTO. Vado anch’io da quel Figlio dell’Uomo che si dice disceso dal cielo; anch’io ci vado, quando è ancora notte. Perché desidero incontrarlo veramente a tu per tu senza farmi vedere dalla gente. Ma anche per cogliere meglio ciò che mi vuol dire e ‘meditarlo’, in modo da comprendere con il cuore quanto la testa non può capire, anche se ho studiato teologia e Sacra Scrittura, anche se leggo libri (e non è male, ma…), se seguo i Comandamenti e le leggi varie . *’Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto’*. Certo che mi meraviglio e come! Così quando mi dici: *Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo*. E intuisco che ti riferisci a te stesso, venuto dall’Alto, da Dio, per opera dello Spirito, ma venuto da Maria di Nazareth, che passi avendo cura, avvicinando proprio gli esclusi dalla religione, da chi ha potere politico e annunci loro un Dio Padre di tutti. Ma allora mi vuoi dire che il mio ‘nascere dall’alto … salire al cielo’ avviene se sto con te, se scelgo te, se, come dice S. Paolo, “*Queste cose (la Carne, la Legge, l’essere Ebreo, la giustizia derivante dalla osservanza della Legge) le ho lasciate perdere e le considero spazzatura per guadagnare Cristo ed essere trovato in Lui, avendo come giustizia non quella della Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, che viene da Dio*…” Mi chiedo: sei tu l’Unico venuto veramente dall’alto, da Dio e che può portare tutti in alto, all’incontro con Dio Padre? Quello che so è che proprio Giovanni alla fine del cap 1, dice: *nessuno Dio l’ha mai visto, il Figlio unigenito, che è Dio, ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato*. Dunque Tu, Gesù di Nazareth, che volontariamente ti lasci innalzare sulla Croce e, morendo fra ladroni, emetti lo Spirito sul mondo, Tu , vero Uomo, mi riveli Dio? Allora più conosco te Gesù Cristo, Fratello e Amico, più seguo te, Figlio dell’Uomo e Figlio di Dio e più sono uomo vero e divento Dio … Ora capisco: ‘*così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna’. Lì sulla Croce mentre dici ‘Nelle tue mani affido il mio Spirito’ effondi lo stesso Spirito sul Cosmo, sull’umanità tutta. Lì, Tu, puro Amore, ci raggiungi tutti, ci purifichi, ci sollevi in alto, al Padre. Meravigliarci allora di avere la vita eterna, già ora? E’ davvero così semplice, così alla portata di tutti, se si crede in Lui.* *Signore, aumenta la mia fede, aumenta il mio amore. (fratel Tommaso)*

Vangelo 12.04.2021 (Gv 3,1-8)

1 C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. 2 Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». 4 Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». 5 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. 7 Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. 8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito». (Gv 3,1-8) ||| COMMENTO. In India nel 1992, durante uno dei 40 pellegrinaggi (ogni giorno circa 3 ore e mezza) attorno alla collina di Arunachala, sacra per la discesa del Fuoco Shiva, incominciai a formulare come mantra una preghiera interiore: Spirito di Gesù Cristo, del Padre misericordioso, *Grande Spirito, ti adoro nelle profondità del mio cuore, Tu che misteriosamente sei la mia vera identità.** Trovo conferma nel vangelo di oggi:** ‘Quello che è nato dallo spirito è spirito”.* Mistero immenso, ma una luce che illumina la notte, le nostre notti, le confusioni in cui viviamo nella Con-fusione di Spirito (Dio) e l’Umano. *’Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato’*. (Gv 17, 21) Tienilo ben presente, Giuseppe, amico mio, quando non sai più chi sei. Quando sei preso da tante paure e non credi di farcela per un lavoro fisso di 8 ore che non facevi più da ‘secoli. Quando pensi di non valere niente, di non avere più voglia di niente … Non affannarti a ricordare il sangue della famiglia di carne, della mamma, fai memoria del ‘sangue’ vero che ti abita dalla nascita, ma effuso nel Battesimo e ripreso nella Cresima. Il tuo vero ‘sangue’ è divino, è Spirito e Verità, tu sei veramente figlio del Padre di tutti … Mamma mia! E se fosse proprio vero? Se fosse vero che quell’Uomo che fa ‘segni’ eccezionali, di guarigione, di muti che parlano, ciechi che vedono, peccatori pubblici accolti e cambiano vita, viene veramente da Dio, Figlio di Dio? Nicodemo (Nico= signore, demo=popolo, signore del popolo), di fatto ‘Capo dei Giudei’, uomo giusto, che conosce la legge, è affascinato da quell’uomo. Lo cerca, ma ha paura, teme il giudizio impietoso dei suoi amici farisei, del Sinedrio. Non è opportuno manifestare simpatia per il Galileo: va da lui nella notte. Quanti siamo come lui! Spaventati dal giudizio degli altri, in pericolo se difendiamo i diritti dei poveri, della terra … *’Come può un uomo nascere quando è vecchio’?* Non confondere le due nascite, sono proprio diverse pur integrandosi … ‘Il* vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito». “L*’uomo è l’unico animale che ha Dio nel sangue! Nel sangue! Non come qualcosa di separato, di sopraggiunto, ma come vita della mia vita” (Vannucci). Nascere dallo Spirito richiede un cambiamento di mentalità, un cambiamento di cuore, richiede un cuore nuovo (che ci viene dato!) in cui prevale misericordia e umiltà! Allora andremo come Nicodemo, superando le paure, a ‘seppellire i morti … a visitare i prigionieri, a condividere quanto abbiamo con l’affamato’ nel Vento dello Spirito. (fr.Tom)

Vangelo 11.04.2021 DOMENICA IN ALBIS (Gv 20, 18-31)

Essendo dunque la sera di quel giorno, il giorno uno dei sabati della settimana ed essendo sprangate le porte dove erano i discepoli per la paura dei Giudei, venne Gesù e stette nel mezzo e dice loro: Pace a voi. 20E detto questo mostrò loro le mani e il fianco. Allora gioirono i discepoli, avendo visto il Signore. 21Allora disse loro Gesù di nuovo. Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anch’io invio voi. 22E detto questo, insufflò e dice loro: Accogliete lo Spirito Santo. 23A chi rimettete i peccati gli sono rimessi, a chi li ritenete, sono ritenuti. Ora Tommaso, uno dei dodici, quello detto Didimo, non era assieme a loro quando venne Gesù. 25Dicevano dunque a lui gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore”. Ora egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani l’impronta dei chiodi e non getto il mio dito nell’impronta dei chiodi, e getto la mia mano nel suo fianco, non crederò affatto.26E otto giorni dopo di nuovo erano dentro i suoi discepoli e Tommaso insieme a loro. Viene Gesù a porte sprangate e stette in piedi nel mezzo e disse: “Pace a voi”. 27Poi dice a Tommaso: “Continua a portare il tuo dito qui e vedi le mie mani e continua a portare la tua mano e gettala nel mio fianco e non continuare a diventare incredulo, ma credente”. 28Rispose Tommaso e gli disse: “Il Signore mio, è il Dio mio”. 29Gli dice Gesù: “Perché mi hai visto, hai creduto? Beati quelli che non avendo visto, credono”. 30Certo, molti altri segni fece Gesù al cospetto dei suoi discepoli che non sono scritti in questo libro. Questi però sono stati scritti, 31perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate vita nel suo nome. (Gv 20, 18-31) ||| COMMENTO. Tutti concentrati su Tommaso: bene. L’invito è liberare la mente da idee, da immagini ricevute dalla tradizioni, da pitture, da racconti popolari, per andare oltre. ‘*Ora Tommaso, uno dei dodici, quello detto Didimo’, *cioè Gemello; gemello di chi? Da scoprire. Ho cominciato da me e l’ho trovato gemello (non solo perchè ho lo stesso nome). Medita e lo sentirai gemello nella tua incredulità riguardo all’Al di là, nel desiderio di credere, nel coraggio di lasciare gli altri e tradire per onestà di pensiero (come Giuda). Nel coraggio di affrontare la morte (“Andiamo anche noi a morire al suo fianco”), quasi sempre senza speranza, fino a quando – forse in te è già avvenuto – invitato dai ‘fratelli’ (abbiamo visto il Signore) o dal Signore Gesù stesso, metti le mani nelle ferite sempre aperte del Crocifisso, con amore, servendo fratelli e sorelle malati o feriti del mondo, avendo cura dei vicini, di te stesso come ferito ed esclami ‘*Mio Signore e mio Dio’.* A quel punto Tommaso (Tu) è gemello di Gesù. E in Gesù Crocifisso, nel Suo Amore senza limiti, conosce Dio. E’ attraverso la Croce, nel Crocifisso per amore che tutti, non solo i dodici, possono riconoscere il vero volto di Dio. Quante altre immagini ci facciamo di Dio secondo le nostre invenzioni su di Lui! ‘*Ora Tommaso non era assieme a loro quando venne Gesù.*’ Loro erano riuniti a causa della paura dei Giudei. Forse lui non aveva paura, era più coraggioso e il suo coraggio, senza speranza, l’ha tenuto lontano dal momento comunitario, ma non dal dialogo con gli altri che gli dicevano ‘Abbiamo visto il Signore’. Grazie Tommaso, gemello nostro e di tanti nel non immediatamente credere alla testimonianze dei discepoli, per voler ‘toccare’ cioè ‘sentire’ le ferite dei chiodi nelle mani e nel fianco del Crocifisso, dei crocifissi di oggi che sono le ferite stesse del Cristo cosmico. *“Continua a portare il tuo dito qui e vedi le mie mani e continua a portare la tua mano e gettala nel mio fianco e non continuare a diventare incredulo, ma credente.” * Sì, continua a ‘baciare’ le ferite degli scarti di umanità di oggi, a cercar di sanare le ferite della Natura che continuiamo a devastare senza vergogna. Continua anche se tanti ti deridono. Ma fallo come se Io (Dio) non esistessi (Bonhoeffer), senza attesa di ricompensa, perché ‘b*eati quelli che non avendo visto, credono’ . *Sì, felici e più avvantaggiati noi che veniamo dopo (2.000 anni) e abbiamo solo la Parola e la testimonianza dei ‘santi’ (uomini di Gesù, di Dio). Beati se ‘non vediamo’, se continuiamo a servire senza aspettarci ricompensa, se ci doniamo senza calcoli … Beati noi se ci accorgiamo che Lui è presente quando siamo in comunità, quando siamo due o tre riuniti nel suo nome e ci dice: Pace a voi. Alleluia, Alleluia. (fratel Tommaso)

Vangelo 10.04.2021 (Mc 16,15-20)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. (Mc 16,15-20) ||| COMMENTO. Ritroveremo questa finale di Marco nella festa dell’ascensione e lo vedremo di più nella luce del Signore che entra in pienezza nei ‘cieli’ = dimora del Padre e si inserisce nell’esistenza dei discepoli più di prima. ‘*Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura’*. Un’affermazione così netta e così chiara di annuncio a tutti non viene dall’evangelista Marco, si avverte che è maturata in una comunità che ha decisamente superato la difficoltà di credere all’universalità della salvezza e all’annuncio della Buona novella dappertutto. Recentemente ancora un uomo venuto all’Eremo-Fraternità Betania mi chiedeva: Dove sei stato in missione? Stavo per rispondergli in Tanzania soltanto, poi ho aggiunto: Ottana in Sardegna, Spello in Umbria, La Roque d’Antherron in Francia, ora qui a Padenghe sul Garda….Quell’ ‘andate’ è stato applicato ai missionari che partivano dall’Europa verso l’Africa, l’Asia, l’America, l’Oceania. Andate è invece missione di sempre e di tutti i credenti. La missione è un andare. Andate è stato tradotto molto bene da Francesco vescovo di Roma e Papa nella E:G: con ‘*Uscite’. ‘**Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo. Ripeto qui per tutta la Chiesa ciò che molte volte ho detto ai sacerdoti e laici di Buenos Aires: preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicure’. E. G. 49.* Alla maniera di Charles de Foucauld. * ‘ il Vangelo, la Buona Notizia’. *Qual’è? Ancora Francesco nella E. G. ci aiuta a capire: Dio è misericordia, solo Misericordia. Dio è Amore nel suo Figlio Gesù, un Amore che chiede soltanto di essere accolto. E da questo Amore nessuno, qualunque sia la sua condotta o il suo comportamento, la sua appartenenza, la sua cultura può sentirsi escluso. Questo è l’annuncio-base da mai tralasciare…. *C**hi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. * Una donna di 55 anni: Sono stata a Medjugorje, adesso credo, recito 150 avemaria ogni giorno…Luigi invece, 45 anni: “Ho spesso vissuto facendo i miei interessi, centrato su me stesso, ora comincio a capire che senza l’altro io non sono niente, che sono chiamato ad ascoltare i miei familiari, i miei vicini, a capirli prima di investirli con catechismi, a spezzare il mio pane con l’affamato; più ancora avverto che fin quando non per-dono a mio fratello non vivo veramente, sono all’inferno”…Qui hanno le loro radici e i loro frutti la fede e il battesimo. Allora *’nel mio nome scacceranno demòni*….’ e tutto il resto. ‘Nel Suo Nome’, non noi o noi semplici ‘servi-figli-amati’, capaci allora di ‘essere suoi testimoni’ pur nelle difficoltà, pur nelle debolezze, perché Lui agisce in noi, con noi. (fratel Tommaso)

Vangelo 09.04.2021 (Gv 21, 1-14)

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. Esi manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. (Gv 21, 1-14) ||| COMMENTO. Sono in sette (numero di completezza), cioè ci sono tutti i discepoli lì, sul Mare di Tiberiade, anche se nel racconto cronologico non ci sono tutti e il mare sarebbe un lago. Tiberiade ricorda condivisione di pani e pesci; ricorda zona pagana … Disse loro Simon Pietro: «*Io vado a pescare*»*. *Forse è deluso. Forse nel suo cuore alberga ancora il buio riguardo a Colui che ha seguito con tutto il cuore e con slancio tale che, basandosi solo sulle sue forze, non lo ha capito e lo ha più volte tradito. ‘Torno a pescare’, e gli altri discepoli vanno con lui, ma ‘*quella notte non presero nulla*’. Ritornare in Galilea, ritornare dove e ‘come’ prima, dopo i due o tre anni passati con Gesù, dopo l’esperienza con il figlio dell’Uomo tutto rivolto (donato) agli altri e al Padre fino a morire, vuol dire buio. Vuol dire non capire che la vita è una missione, non un non senso. Noi stessi, anche se avremo vissuto questo tempo di Pandemia come un tempo con Gesù, condividendo, curando per quanto possibile, con compassione, nella preghiera, aiutando, come il Cireneo, ‘poveri cristi’ a portare le loro croci, potremmo avere momenti di buio, di ritorno come prima, e sarebbe peggio. Ma Gesù non lascia soli i suoi discepoli, mai … *’Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva’. *Non lo riconoscono. ‘*Figlioli, non avete nulla da mangiare? *Quella parola ‘figlioli’, abbastanza normale quando erano con il Maestro e quell’ultima cena di poco tempo prima in cui ha spezzato il pane e lavato i piedi … ‘*Gettate le reti dalla parte destra …*’ Forse è proprio ancora Gesù che lo dice, e, incerti nella testa, ma con fiducia, gettano le reti e pescano (Vi farò pescatori di uomini) una ‘moltitudine’ di pesci. Moltitudine vuol dire con evidenza che parla di una missione e che si deve andare verso coloro che non hanno più la loro dignità, per far loro riscoprire la dignità di figli di Dio, verso le pecore perdute, confuse, ferite, (oggi da Covid, guerre, e discriminazioni). *E’ il Signore! *Ancora l’Amore (il discepolo che Gesù amava) riconosce. E Pietro è nudo (strano, secondo la vita normale in barca, ma significativo qui), allora stringe la veste attorno ai fianchi. Non aveva l’abito del Maestro-Servo e se lo cinge: il grembiule dell’Ultima cena, il grembiule del servizio che è il vero abito dell’uomo. *’Venite a mangiare’. * Ma il ‘Chi sei tu che ci inviti?’ rimane inespresso … Ogni volta che Gesù si manifesta da Risorto si offre come pane, come alimento e rinnova energie per nuove missioni. (fr.Tom)

Vangelo 08.04.2021 (Lc 24,35-48)

Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. (Lc 24,35-48) ||| COMMENTO Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Non tanto nel racconto di veggenti dei vari santuari mariani, quanto piuttosto qui ho avvertito la presenza di Gesù in mezzo a noi radunati nel chiostro di S. Girolamo a Spello, durante il commento al Vangelo della messa di Pasqua (1985?) in cui Carlo Carretto raccontava la sua esperienza d’incontro con Cristo: Carlo parlava con il cuore in mano della sua terza chiamata a seguire Gesù Cristo nel deserto e poi fra i Twaregs. Si, quel giorno di Pasqua Gesù si è presentato in mezzo a noi, più di 250 persone radunate nel chiostro di S. Girolamo a Spello. Gesù in persona stette in mezzo a noi e disse. Pace a voi! Shalom! E la Pace, Soffio leggero sul grande telo arancione, unguento profumato a consacrare le mani di tutti, arcobaleno sventolante sul Pozzo da cui, come fresca acqua, si diffondevano gli armoniosi canti di Pierangelo, la Shalom scendeva nel cuore di tutti e risplendeva sui volti. ‘Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa’. Non potrei dire di aver sentito con chiarezza queste parole quel giorno di Pasqua, ma riesco a capire perfettamente che l’evangelista usa delle espressioni letterarie per far capire che c’è continuità con il Gesù che passa curando, guarendo e che muore d’amore sulla croce e il Gesù Cristo invisibile risorto presso il Padre, ma visibile in una comunità che si raduna nel suo Nome. E nel suo nome di risorto è una comunità che si fa come lui pane per tutti, che serve, che ha cura… E con questo anche sottolinea che ogni persona non viene annullata nella resurrezione, ma viene come ampliata, diventa creativa, capace di relazione nuove, più ampie… Capace di toccarlo…. Ma come? e dove? Nel povero o ‘santo’ della porta accanto, nello ‘scartato’ dalla società (ora anche a causa del Covid), in Giacomino il piccolo di Giulia nato l’alro giorno, nel ricoverato della casa riposo e nell’animatore che, veramente disgustato dalle falsità e dalla mancanza di informazioni su tutta la vicenda Covid, rifiuta in coscienza (e lo capisco) il vaccino. ‘Nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme’. Nel nome di un Cristo Uomo-Dio, che muore donando la vita (mistero dll’universo) perchè tutti abbiano la vera vita in abbondanza, sia annunciata la vera direzione: nel cambiare vita, nel non pensare più a te stesso, ma orientando decisamene la tua vita per gli altri sei per-donato, amato e vivrai amando. Carlo Carretto dal deserto, ritornato in Italia a Spello (Roma) ha cominciato proprio da lì l’annuncio di nuovo orientamento. (fratel Tommaso)

Vangelo 07.04.2021 (Luca 24,13-35)

13 Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14 e conversavano di tutto quello che era accaduto. 15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. 16 Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 17 Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18 uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19 Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20 come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 23 e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24 Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». 25 Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! 26 Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28 Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29 Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. 30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32 Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 33 E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso». (Luca 24,13-35) ||| COMMENTO. Un vangelo conosciuto, ricco di messaggi, merita meditazione personale, silenzio per ascolto pieno. “*Erano in cammino verso un villaggio distante sessanta stadi da Gerusalemme, di nome Emmaus*” La vita è un cammino, sempre. Qui un cammino di fuga, dal mistero della Croce, dell’Amore che ‘morendo’ introduce pienamente nel Regno di Dio, che è fioritura di Vita per tutti, non solo Israele storico, non solo i cristiani… E i due discepoli, uno senza nome -posso mettere il mio- percorrono sessanta stadi(36mila piedi) simbolici per dire tutti. In fuga verso Emmaus , dove 2 secoli prima, c’era stata la vittoria di Giuda sui ‘pagani’. Dunque vanno, eventualmente, a incontrare il Messia ma con l’ aspettativa del Liberatore dai romani ‘*Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele’. *Allontanandosi dal Calvario verso Emmaus e discutendo sulle donne e ‘alcuni dei nostri’ che lo hanno cercato e non trovato nel sepolcro, sono un simbolo evidente di quanto può succedere anche a noi di cercare il Risorto là dove proprio non c’è: nel passato, nella storia di una Chiesa ‘regnante’, forte, che si oppone ai ‘cattivi’, alle altre religioni…, o nella vita nostra quando abbiamo successo sugli altri, quando scaviamo sepolcri ai ‘cattivi’. E siamo tristi, e ci lamentiamo di tutto e di tutti… Ma proprio in cammino *’Gesù in persona si accostò e camminava con loro*’. Gesù si accosta a noi, a ognuno proprio nei momenti duri, difficili e ci interroga in modo discreto a volte, in modo forte altre, nella coscienza. Non è facile riconoscerlo, c’è da fermarsi (come dicevamo ieri) e renderci disponibili all’ascolto della Parola, degli eventi che ci capitano. Dall’ascolto il mio modo di sentire e di vivere cambia? Passo dalla tristezza alla gioia? dall’egoismo all’amore? Dall’accapparrarsi il pane al condividere il pane? Dal fuggire al camminare verso gli altri? O almeno, come Cleopa e l’altro, mi arde il cuore nel petto quando ascolto la Parola? “*Resta con noi, perché si fa sera*” Quante volte ho cantato, magari così, senza pensarci, quante volte gridato in silenzio, proprio in situazioni di ‘tramonto’, disperate….E Lui non abbandona mai i ricercatori, anzi entra nella ‘locanda’, il luogo più popolare, e ‘fa memoria ‘ con loro della sua vita donata fin sulla croce e ‘raccolta’ nell’Ultima cena, la cena dell’Amore-Dono-per-dono, servizio ai ‘fratelli’. Dov’è Gesù , il Messia, risorto, dove lo incontriamo? Nello spezzare il pane, nel condividerlo, nel servire tutti come fratelli, nel ‘fate questo in memoria di me’?. “Lo riconobbero, ma Lui sparì =si rese invisibile= a loro. Gesù risorto è invisibile ma visibile là dove si pratica ‘fate questo in memoria di me’. (fratel Tommaso)

Vangelo 06.04.2021 (Gv20,11-18)

In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò subito ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto. (Gv20,11-18) ||| COMMENTO. *“Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: Signore … ”*Siamo dunque in un ‘Giardino’ anche se la narrazione dice di un sepolcro, quello dell’Eden della creazione e in particolare il Giardino del Cantico dei cantici. In questo sepolcro-Giardino c’è l’amata che cerca l’Amato del suo cuore, non lo trova, lo vede, ma non lo riconosce, è chiamata per nome e lo riconosce, vuol trattenerlo ma non è possibile ‘possedere l’amato’, che invece le affida la missione di annunciare a tutti i discepoli che l’incontro, che le nozze d’ amore si realizzeranno in pieno nel Giardino del Padre mio e Padre vostro, perché ora siamo tutti fratelli e sorelle. Mettiamoci con Maria all’esterno del sepolcro, guardiamo dentro la nostra storia personale e la storia che viviamo tutti ora con il Covid dove immaginiamo solo morte, puzza di cadavere … Strano: due angeli, uno in alto l’altro in basso; gli angeli custodi della nostra storia, della mia storia … essi sanno e mi chiedono: Perchè piangi? Non so più dov’è Dio, non so più che senso ha per me questa pandemia? Non so più in questa confusione di verità-menzogne come scegliere il Bene e dov’è. *’Si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù … Donna, perché piangi? Chi cerchi?’ *Voltarsi. Fermarsi! Silenzio. Continuiamo ad andare troppo in fretta, a non voltarci. Fermati 20 minuti ogni giorno, medita, ascolta … per fermarti anche nel quotidiano che ti sta travolgendo. Chi cerco? Cerco per prendere, possedere, salvare a tutti i costi la pelle, ed è la morte; o cerco come la Maddalena? Perché se cerco davvero ‘il mio Signore’, che è lo Sposo che incontro nel segreto della stanza del cuore nella preghiera, ma che è Mio Signore e Fratello e Amico e incontro ‘togliendomi i sandali davanti alla terra sacra di ogni altro, allora lo sguardo mio cambia, allora mi raggiunge la sua voce che mi chiama per nome e mi fiorisce la vita nelle mani. Non ti è mai successo? Perché *non basta amare e non basta credere, se non incontri l’altro e non ti viene incontro c’è il nulla, c’è solo il lutto e il pianto*. “Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta (E.G. n.3) L’incontro con il Signore cambia la mia storia, da sepolcro prende il tono di Giardino. *Gesù le disse: «Non mi trattenere,* trattenere, possedere, tenere per sé, tutti verbi di morte, di sepolcro … Gesù Cristo non è là, l’Amore non è la. L’Amore ama, crea, dà vita, semina, mette in cammino, fa fiorire, lascia crescere … e insieme ognuno cammina libero e leggero verso il Giardino finale, il Banchetto di nozze nella casa del Padre mio e Padre vostro. (fratel Tommaso)

Vangelo 05.04.2021 (Mt 28, 8-15)

Abbandonato in fretta il sepolcro, con *timore e gioia grande*, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli. Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: *Rallegratevi.* Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: Non temete; andate ad annunziare ai *miei fratelli* che vadano in *Galilea, là mi vedranno*. Mentre esse erano per via, alcuni delle guardie giunsero in città e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto. Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare parecchie monete d’argento ai soldati dicendo: Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e lo rubarono, mentre noi dormivamo. E se mai la cosa verrà all’orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noi. Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questa parola si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi. (Mt 28, 8-15) COMMENTO *Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: Rallegratevi.* Nonostante continui il timore e le incertezze nel tempo della pandemia, è il momento di gioia grande, di accettare l’invito di Gesù a rallegrarsi, alla gioia. Gesù Cristo è risorto, alleluia! Ma chi l’ha visto? Ci sono apparizioni di Gesù nei Vangeli, ma non nella storia della Chiesa, mentre della Madonna tante, anche troppe (visioni?). I racconti di apparizioni nei Vangeli, come quella di oggi, dicono con termini simbolici come le donne, gli apostoli, i discepoli (più di 500, 1Cor 15,6) hanno sperimentato che Gesù Cristo è risorto, è vivo. Ma questo è dato non solo ai pochi di allora, ma a tutti coloro che in ogni tempo ‘seguono Gesù Cristo’, lo cercano e Lui va loro incontro. Possono essere raccontati questi incontri? Nella vita dei santi (Francesco d’Assisi, Charles de Foucauld….anche quelli non proclamati dalla Chiesa) non abbiamo mai letto di ‘apparizioni’, di esperienze di intimità con Gesù, di timore e gioia come per le donne, di incontro con il Vivente nella vita quotidiana, nell’amore al prossimo (Francesco e il lebbroso), nelle sofferenze? Quel ‘*timore e gioia grande*’ e quel *’rallegratev*i’ detto alle donne non ricorda le stesse cose dette a Maria nell’annunciazione? E quel ‘andate ad annunziare *ai miei fratelli *che vadano in Galilea, là mi vedranno’, non è una chiara indicazione che il risorto si sperimenta, si incontra proprio là nel quotidiano, nelle gioie e nei dolori, anzi proprio nelle nostre miserie, là dove è iniziata la storia di Gesù di Nazareth e con Gesù di Cana, di Cafarnao, del Tabor (trasfigurazione)…fino al Calvario? Da notare ‘i miei fratelli’ non discepoli: Dopo la resurrezione, nell’Alleanza nuova, nella Creazione nuova ci sono solo ‘fratelli’ e sorelle’. E che le donne, presenti nella passione e sul Calvario, facciano esperienza del risorto prima degli apostoli, è da registrare bene. Sono le donne (è la parte femminile in me uomo come la tenerezza, l’accoglienza…) più pronte ad ascoltare la Parola e ad andare verso i ‘miei’ fratelli e più vanno verso i fratelli più vedono Lui. E’ così per ognuno, per me, più amo il fratello, più esprimo tenerezza (roba da donnicciole, dicono i forti del mondo) e misericordia più vedo il Figlio e più faccio esperienza del risorto! *Mentre esse erano per via, alcuni delle guardie ….*Gesù risorto entra discretamente nella storia del mondo, della chiesa, di me e lascia spazio ancora all’opposizione, ma sempre mi ripete: Non temere, non avere paura, rallegrati, dai tuoi sepolcri allontanati con timore e *gioia grande! * Gesù Cristo è risorto, alleluia, alleluia. E’ veramente risorto, alleluia, alleluia. (fratel Tommaso)