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Dove siamo? (Laboratorio teatrale)
Da Martedì, 13 Agosto 2019
a Martedì, 20 Agosto 2019
Visite : 485
di admin

Dove siamo?

Dove sono io? Sono nel mio corpo, nella mia mente, nella mia anima? Quello che viene chiamato “io”, dove si trova esattamente? Non lo so. Ma so quello che spesso mi capita di vedere durante i laboratori: che quell’io è in più luoghi contemporaneamente. È al nostro interno, è tra noi e l’altro ed è in ciò che io e l’altro creiamo insieme.

La relazione scenica. È su questo che lavoro da anni ed è questo ciò che maggiormente mi interessa. Per chi fa teatro o vuole fare teatro possiamo appunto definirla “scenica”, per chi non fa teatro né ha intenzione di farlo, possiamo chiamarla “essenziale”. Il teatro è per me uno strumento per cercare l’essenza. Quello che accade in scena è un estratto di vita, una sintesi di spazio e tempo. In questo senso il lavoro che propongo, pur provenendo da una lunga esperienza e disciplina teatrale, è per tutti: perché riguarda il teatro ma, per come lo vivo io, alla parola “teatro” possiamo benissimo sostituire la parola “vita”.

Tutto è relativo, ovvero tutto è in relazione. Ed è la relazione il luogo proprio dell’io. O, per lo meno, questo è quello a cui mi capita di assistere. Vedo le persone cercarsi e, a volte, trovarsi. In quale luogo? Dove? Si trovano in se stesse E nell’altro. Come se l’io fosse centrato E decentrato. Infine si trovano in un terzo luogo: la creazione.

Tutto questo mi fa pensare a quando due persone generano un figlio. La loro relazione da vita ad un’altra vita. E allora dov’è il padre? Dov’è la madre? Sono in se stessi, sono nella persona che amano e sono nel figlio che hanno generato. Lo stesso vale quando si ama qualcuno, di qualunque tipo di amore si tratti. In quel momento si è in se stessi, nell’altro e nell’amore, ovvero in ciò che si è creato insieme.

Il teatro è un antico signore che conosce molti aspetti dell’essere umano. Non a caso è fiorito presso i greci la cui cultura, dovendo scegliere una frase, è riassunta dall’invito: “conosci te stesso”. Poi, qualche millennio più tardi, è arrivato un uomo che ha lanciato un altro invito: “ama il prossimo tuo”. Durante il lavoro in sala cercheremo continuamente il punto di contatto tra questi due inviti: conosci te stesso e ama l’altro. Sii in te e per l’altro. Contemporaneamente.

E il teatro? E lo spettacolo?
Lo spettacolo sarà assistere alla nascita, alla creazione della relazione scenica, ovvero della relazione essenziale.

Concludo dicendo che il lavoro sarà fisico, intellettivo ed emotivo. Sarà lavoro di connessione tra le parti che ci compongono. Il punto di partenza sarà il copro in movimento. Perché il corpo in movimento è ciò che, nonostante le mie idee e nonostante le mie maschere, parla di me. Un corpo, quando è in movimento, si “confessa”, ovvero parla di me.
abbigliamento

La cosa più importante è che l’abbigliamento sia comodo e che si possa sporcare (nella fase di lavoro che faremo a terra). Sarebbe meglio se non ci fossero né scritte, né marchi, né disegni. Sono preferibili le tonalità uniche. Se poi fossero sul bianco sarebbe l’ideale. Possibilmente evitare tute o simili.

- Scarpe comode (vanno benissimo quelle da ginnastica)
- Calze
- Pantaloni
- Maglietta maniche corte
- Maglietta maniche lunghe
- Camicia (per chi vuole)

Le donne se vogliono possono portare una gonna lunga e larga. Ovvero che non impedisca i movimenti delle gambe. In tal caso dovranno portare anche qualcosa di coprente da mettere sotto nel caso che, durante il lavoro, la gonna si alzi. I reggiseni che siano comodi, possibilmente senza ferretti. Gli uomini se vogliono possono portare pantaloni con taglio classico. Purché siano comodi e non impediscano i movimenti delle gambe.


un brano a memoria (per chi lo desidera)

Mi piacerebbe moltissimo avere la possibilità di lavorare anche sulla parola per cui invito caldamente ad imparare a memoria un brano, che si tratti di teatro, di narrativa, di poesia o d’altro. Sapere un brano a memoria non è assolutamente un presupposto necessario per partecipare al corso. È piuttosto un mio grande desiderio: quello di vedere e far vedere in che modo la parola stessa può diventare corpo.


giorni e orari

Martedì 13 Agosto
Arrivo

Da Mercoledì 14 a Lunedì 19 Agosto
Orario - 9:00 / 11:00 - 15:30 / 17:30

Martedì 20 Agosto
Partenza

Gli orari potranno subire dei cambiamenti in base alle esigenze di Betania e dei suoi ospiti. Riguardo gli orari esatti ci accorderemo quando saremo tutti lì insieme.