Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

Perdono di Gesù

Gesù di Nazareth è venuto ad annunciare il Regno di gioia. Il perdono ne è la porta. E ne è anche la chiave.

Per comprendere il Perdono è necessario comprendere a chi Gesù rivela i «segreti del Regno dei cieli»: ai perseguitati, ai calpestati, agli emarginati, ai prigionieri, agli oppressi, alla gentaglia, alla folla che «che non sa nulla della legge».

A quelli arrivati per ultimi nella corsa della vita o che non hanno nemmeno avuto il permesso di parteciparvi. Anime perdute, alla deriva ai margini della vita, lontane dal calore della società umana. Ai peccatori.

Ma cosa significa per Gesù l’essere «peccatore».

La teologia giudaico-cristiana del peccato e la dottrina asiatica del karma sono modi simili per spiegare il mistero della sofferenza e del male.

Tanto la dottrina asiatica quanto quella biblica esprimono una legge cosmica di compensazione morale. Alla fine ci sarà in qualche luogo qualcosa che salderà tutti i conti della vita, anche i più segreti. Tali dottrine spiegano le ingiustizie e le tragedie della vita.

Gesù è venuto a renderci adulti, la sua profonda percezione della legge del karma apre un significato nuovo attraverso il suo insegnamento sul perdono, sulla grazia dell’amore incondizionato che non retribuisce ma trasforma.

Quando Gesù incontra il cieco nel tempio, i suoi discepoli gli rivolgono una domanda che per loro è perfettamente normale, come lo sarebbe per un indù: «Rabbi, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?» (Gv 9,2).          Essere nato cieco è ovviamente un castigo per trasgressioni personali o generazionali. La risposta di Gesù è sconvolgente: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma é cosi perché si manifestassero in lui le opere di Dio» (Gv 9,3).

E di nuovo quando “si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». (Lc. 13,1-5)

La vita, egli dice, é più che un sistema intricato di causa ed effetto. L’insegnamento di Gesù sta alla Legge come la fisica quantistica sta a quella newtoniana.

È questo il senso dell’invito alla conversione, metanoia: cambiare mente Profondo mutamento nel modo di pensare, di sentire, di giudicare le cose «cambiar parere», 

La verità della sofferenza non e la spiegazione che essa é il castigo, la conseguenza delle azioni nostre o altrui. Il significato pieno sta nell’incontro fra la sofferenza umana e la compassione divina.

«Il mio significato é l’amore», dice Gesù a madre Giuliana di Norwick.

Quindi Gesù nega qualunque legame tra il peccato e la punizione. Il verbo ‘convertire’, adoperato dall’evangelista, indica il cambiamento di orientamento della propria esistenza, cambiare la propria vita, metterla a favore degli altri. Gesù esclude qualunque relazione tra il peccato e un castigo da parte di Dio. Dio è amore rivolto a tutti quanti. È come il sole che splende sui giusti e sugli ingiusti. L’amore di Dio è anche per gli ingiusti e i malvagi. Quindi non c’è nessuna relazione tra le disgrazie dell’esistenza e il proprio peccato: Dio non castiga ma perdona (Alberto Maggi OSM)

Il cuore della realtà é amorevolmente personale. È compassionevole, non soltanto efficiente. Dio è amore. L’amore supera La Legge (karma).

Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

La mente del perdono è quantica: nonostante le differenze di forma riconosce che tutto è uno: ogni incontro che fai è un incontro con te stesso; pochi sembrano accorgersi che gli altri sono loro.

In quanto individuo tu sei parte dell’umanità e partecipi dell’umanità, come se tu stesso fossi l’umanità intera. […] Quando sei irritato contro tuo fratello, pensa allora che sei irritato contro il fratello che è in te, vale a dire, vale a dire contro ciò che in te è simile a tuo fratello. Dio diventa comune se riferito alla sfera fuori di noi, individuale se riferito a noi. […] Nessuno ha il mio Dio, ma il mio Dio ha tutti quanti, me compreso. […] Così si tratta sempre di un unico Dio, nonostante la sua molteplicità.

La mente del perdono è come la Mente divina che fa sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti e fa piovere sui buono e sui cattivi.                                                           NON CONDANNA Né ASSOLVE. NON GIUDICA.

UNA STORIA CON GESU'
IN ASCOLTO DEL GRIDO DELLA TERRA E DEI POVERI
Perché In ascolto ?
E' l'atteggiamento fondamentale di persona umana, di creatura nel mistero di cammino del e
nell'universo; mistero di fede, di riconoscenza di venire da..., di essere amati, di obbedienza filiale,
come un bambino, di gratuità, di abbandono....gioioso.
'Ascolta Israele..(Dt)..!' 'Chi ascolta le mie parole e le mette in pratica...(Mt).'
(A)
Ascoltare è fondamentale per oggi, in un mondo di fretta, di valanga di parole vuote, ambigue...,
ma le persone sempre più isolate. Difficile anche ascoltare senza pregiudizi, senza aspettarsi che
l'altro dica ciò che piace a me, senza controbattere subito, con pazienza...
Ascoltare: primo passo nel dialogo.
(B)
Il grido della terra e dei poveri....
Abbiamo scelto (con Anna e Valeria) di parlare di una storia con Gesù in ascolto del grido della
terra e dei poveri , perché la Creazione (madre terra) e i Poveri sono le due prime Parole di Dio a
tutti, e sono anche i due 'luoghi teologici' più maltrattati, le due sfide (due guanti di sfida) lanciati a
noi oggi.
Sono anche o meglio possono essere i due luoghi privilegiati di incontro, di cammino insieme tra
religioni, culture, spiritualità diverse per una comunione nello Spirito che rispetta le differenze ma
unisce i cuori.
Infine, perché ci permette di ripercorrere e di attingere alla vita di Charles de Foucauld come Una
storia con Gesù, una storia con i poveri, con il creato.
La situazione attuale.
Attingo con abbondanza da Laudato sì:
“I gemiti di sorella terra....si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo” (53)
“Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli” (53)
“La Terra stessa è nella fragilità... (215!)
Di più: “Oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa
sempre più approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente, per
ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (49).
“Tutto è connesso (117), tutto in relazione (120), affermazione chiave (Leitmotiv) di Francesco.
Per cui non basta la scienza, che invece con il potere tecnologico pensa di risolvere tutti i problemi,
non basta la filosofia, la teologia, una religione....Ci vuole il concorso di tutti nella forza umile di
sapersi 'solo amministratori' dello Spirito che alita sull'universo.
Il fatto che Dio-Trinità sia una relazione di persone divine ha per conseguenza che tutte le cose in
relazione sono risonanza della trinità divina (240)
Allora si può ben capire che “La parola di Dio insegna che nel fratello si trova il prolungamento
permanente dell'incarnazione per ognuno di noi: “Quello che avete fatto a uno solo di questi miei
fratelli più piccoli l'avete fatto a me” (179)
E, citando il Patriarca ecumenico Bartolomeo: “Un crimine contro la natura...è un peccato contro
Dio” (B2)
Charles, un uomo con...
Ricercatore, Esploratore, in ascolto.
Il ricercatore, l'esploratore attento, cerca d'immergersi il più possibile nella realtà da esplorare
e impara, si mette in ascolto.....Charles: Ricercatore di felicità, come ognuno, di amicizia...con le
feste (sbagliandosi un pò) con i libri (e non trova, ma è in ricerca-ascolto...) Ricercatore geografico
in Marocco, ricercatore di umanità...E lo fa travestendosi da ebreo per poter entrare in Marocco e
immergersi così tra di loro, cammina con loro.
La ricerca ( o ascolto) sua più sconvolgente avviene in Terra santa, inviato da Huvelin: Non vuole
vivere che per Dio, ne ricerca appassionatamente il volto nei luoghi dove Gesù ha vissuto. Ricerca
Dio e scopre l'Uomo, il Bambino di Betlemme, il ragazzo e l'adulto di Nazareth, colui che ha preso
talmente l'ultimo posto... Mistero dell'Incarnazione, dell'umiltà di Dio, di Dio fratello.....
“Ho perso il mio cuore per Gesù di Nazareth....”
L'aver incontrato Gesù di Nazareth non gli cambia l'indole di Ricercatore, anzi, gli darà occhi e uno
sguardo più a fondo e lontano di ascolto che diventa adorazione e prossimità
UNA STORIA CON GESU'
Da quel momento la storia di Charles de Foucauld, Ricercatore geografico, dell'uomo, di Dio,
diventa più chiaramente una storia con Gesù! Una storia a due (deux danceurs sur la piste).
Charles e Gesù: tutto Gesù, da Betlemme (anche prima) al Calvario, al Risorto, ma in particolare
con Gesù di Nazareth, della famiglia di Nazareth, mistero d'Amore, mistero del cuore..(S. Cuore di
Gesù), il luogo, il simbolo per eccellenza dell'Amore, del Mistero di vita..... (B3)
La sua storia con Gesù di Nazareth: non visioni particolari, non momenti di contemplazione
speciali....Charles e Gesù si scriveranno tutti i giorni, si penseranno sempre...ma non in intimismo
insano, dimenticandosi degli altri, anzi facendosi sempre più prossimo e incontrandosi in tutti i
viventi a partire dagli umani, in particolare i piccoli, poveri, fino a tutte le creature....
Perché per lui Gesù, anche nell'Eucarestia, -lo si intuisce da come ne parla e come lo vuol imitare, è
davvero umano, davvero un bambino fra tutti i bambini del mondo, davvero 'ultimo' nella fila dei
piccoli....Non sono solo parole vuote, fantasie belle di innamorato …..Innamorato lo è,
appassionato continuerà ad esserlo, incamminato in un viaggio di imitazione totale, di libertà piena,
di fraternità con tutti e tutte le creature in divenire....
(B4)
Charles intuisce che il Beneamato Fratello e Signore Gesù è presente ovunque, ma c'è un luogo in
cui è presente in modo speciale.
Nazareth, l'incarnazione realizzata, Eucarestia: Incarnazione completata negli elementi del creato
Eucarestia, Adorazione: stare con Gesù...., Pensare a Lui amandolo.... rimanere in lui
Nell'Eucarestia c'è tutto Gesù.
La sua , posiamo dirlo, è dunque anche una storia con Gesù-Eucarestia
Charles starà con Gesù eucarestia ore ed ore.....Ma andando e stando con Gesù nell'Eucarestia
Charles lo fa per essere toccato da Lui, lasciarsi toccare da lui e imparare meglio che lui è presente
nel povero, in ogni fratello (Twareg, mussulmano o protestante o...,, nel vescovo, nel latte della
capretta che gli salva la vita, nel monte -Assekrem- nel...)
Quella di Charles è anche – e forse prima ancora che con l'Eucarestia,- una storia con Gesù-
Evangelo- Nel Vangelo, con il Vangelo incontra Gesù, conosce meglio Gesù.....
Letto, meditato tutti i giorni, anche durante l'adorazione eucaristica, il Vangelo è, per Charles, Gesù
'compagno di viaggio' che illumina, indica il cammino... (B5)
La sua una storia con Gesù-gli ultimi, i lontani-(che scoprirà essere vicini, suoi salvatori)
Va da loro, per stare con loro, per camminare con loro in amicizia, avendo scoperto che in ogni
altro Gesù Signore e fratello è presente, crescere con loro, lottare con loro in difesa degli schiavi....
Da loro imparerà anche a ricevere, soprattutto imparerà , la sacralità vera, i cerchi di sacralità dove
non le leggi e i luoghi di religione, non la cappella cattolica, non la patria...sono al primo posto,
bensì la persona umana..,l'altro, ogni altro come fratello,.
Quella di Charles de Foucauld: Una storia con Gesù- ogni altro . Nella sua vita piano piano ha
imparato, come dice Francesco nell'Ev. Gaudium, a togliersi i sandali davanti alla terra sacra
dell'altro (E,G. 169), mussulmani, perfino tedeschi ….
Ma che fatica! E l'altro è ogni vivente, non solo il vivente umano.
Una storia , ancora una volta di alti e bassi, di ricerca, di intuizioni, di rabbia e di perdono, di
'sentire l'altro come nemico' ma farsi prossimo perché......questa è la storia di Dio con noi in Gesù
di Nazareth, questa è l'unica storia o Via di Verità, di Vita, dove chi segue Gesù è nel mondo, ma
non del mondo e la croce (mistero d'un amore più grande,non del mondo) porta vita...pace, gioia.
LA NOSTRA STORIA CON.....
“PICCOLI MA FORTI NELL'AMORE DI DIO, COME (CHARLES DE FOUCAULD) FRANCESCO, TUTTI I CRISTIANI SIAMO
CHIAMATI A PRENDERCI CURA DELLA FRAGILITA' DEL POPOLO E DEL MONDO IN CUI VIVIAMO.” (Ev.G. 216)
Una vera spiritualità riguarda la vita tutta del cristiano; il suo presente, il suo incontro con Gesù,
Fratello, Amico, con ogni umano, con ogni vivente.... (C)
Con Gesù:
Se siamo davvero in ascolto, avvertiamo il forte bisogno di rinnovare il nostro incontro personale
con Gesù, mistero di due presenze in una (E.G.3) (D)
Con ogni umano, a partire dai poveri
Ev.G.187: Ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la
liberazione e la promozione dei poveri, in modo che essi possano integrarsi completamente nella
società, questo suppone che siamo attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo
Poveri e fragili attuali: senza tetto, tossicodipendenti, rifugiati, popoli indigeni, gli anziani sempre
più soli...i migranti....le donne....
Persone schiave di varie tratte. Dov'è tuo fratello?
Ma “Come” con Gesù-i poveri, gli ultimi...?:
Piccole indicazioni per avviare una condivisione, che è importante.
L’amicizia, la bontà che permette la comunicazione dell’amore tra gli uomini, è il mezzo
attraverso cui si può comunicare ciò che più conta: siamo amati, possiamo amare. Noi lo attingiamo
da Gesù, l'Umano in cui è la pienezza della divinità e da Charles...
Tutti o ognuno diverso, ma fratelli dall'inizio e fratelli si diventa per impegno, per amore fino alla
croce (dare la vita per gli amici, l'amore più grande)
Per noi in Europa (ma ovunque) urgente ritrovare la strada della sacralità dell'umano, di tutti gli
umani,di un umano abitato misteriosamente dal divino; sacralità dell'umano prima delle religioni,
degli Stati...Titoli....; quindi liberarsi delle troppe distinzioni, per es nell'accoglienza
Con ogni vivente . “Come”con Gesù-ogni vivente dei vari cerchi dell'unica spirale dei viventi
da rispettare.
“Proteggere la nostra casa comune (13) necessitiamo di 'una conversione ecologica globale' e di
una cultura della cura (cuidar in spagnolo)che impegni tutta la società, tutti (231), tenendo presente
che la situazione attuale non è una tragedia annunciata, ma una sfida perché sappiamo prenderci
cura della casa comune e gli uni degli altri, a partire dagli ultimi.
Anche qui: amicizia fedele, attenta, gratuita....nella cura dell'ambiente umano e geografico,
salvaguardia del creato... in spirito di semplicità, di solidarietà, di tenerezza, sapendo con tutto noi
stessi (non solo i sentimenti) che trattiamo con fratello sole, sorella acqua, fratello fuoco...(S;
Francesco) (F) Laudato sì (147-148)
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Padenghe S/G, Aprile 2014

Attività Ricorrenti

 

Martedi ore 18 :  S. Messa,  ore 20,30: Condivisione sul Vangelo
 
Giovedi ore 18 : Lectio divina - Eucarestia
 
Venerdì ore 18,30 : Ora di silenzio (in comunione con tanti che la fanno a casa, nel proprio ambiente)

DOMENICA E FESTIVI: Liturgia ore 11:00

Canti e Preghiere Per leggere il libretto clicca sull'immagine sopra.

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