Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

 

                             Parrocchia   missionaria

       Introduzione:

a) Da cosa, da quale intenzione profonda è guidato un Parroco? E i laici corresponsabili? Dal 'salvare' i poveri peccatori? Dal 'proteggere i buoni dagli impuri?Da eseguire i riti alla perfezione? Dal 'combattere il male, confondendolo con i malfattori? Dall'aspettare che vengano in Chiesa, in sacrestia, in ufficio.

b)Una semplice constatazione...Ci sono meno preti, hanno parrocchie grandi o più parrocchie, unità pastorali). Parecchi continuano a fare le stesse cose che facevano quand'erano più numerosi: molte messe, funerali, doversi occupare dell'ufficio, delle costruzioni, di partecipare a feste della repubblica, della guerra...; al servizio di una religione, di una tradizione a volte fuori luogo; invece di seguire Gesù, incontrarlo fra la gente, uno di loro, impegnato nelle opere di misericordia corporale e spirituale in cui i laici possano assumere vari ministeri temporanei, come anche nel Vangelo condiviso a piccole comunità...

c) Tre parole, pronunciate da Francesco ad Assisi nella sua visita al santo di cui ha preso il nome, mi sembra possano racchiudere tutto il cammino di una parrocchia missionaria:

ASCOLTO   -   USCIRE NELLE PERIFERIE...-....CAMMINARE INSIEME

Usciamo, usciamo ..per offrire a tutti la vita di Gesù Cristo. Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”..

'Abbiamo dei preti tristi, che si sono trasformati in collezionisti di antichità o di novità, piuttosto che essere dei pastori impegnati avendo l'odore delle pecore..un odore che dev'essere percepito'

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Vediamo queste tre parole o più concretamente dei punti che le contengono:

=+ Una Parrocchia èmissionaria se ha il primato dell'incontro, dell'ascolto, del rispetto, del dialogo, della relazione. Non dello scontro, del giudicare, dell'imporre...Dio è Relazione, è dialogo!

'L'ascolto è la base di ogni buona relazione con l'altro (Persone e creazione), con Dio, con se stessi. Tutto è in relazione; ascoltare è il perno della relazione, di ogni incontro vivo e che fa vivere.

Chi incontrare, ascoltare, dove e come ascoltare?

Incontro basilare, quello con Gesù.Perché la fede è l'incontro con Gesù; e noi siamo chiamati a fare ciò che Gesù ha fatto: incontrare gli altri'.

Ritrovare la preghiera personale ed esservi fedeli; ritrovare e adorare Gesù Cristo presente nel Silenzio del cuore, pregando in Dio, più che pregare Dio, nella creazione, nella parola, nell'Eucarestia, negli altri. Risvegliarsi alla Sua presenza...ovunque.(da parlarne più a lungo a parte)

E dove Gesù incontrava la gente e ascoltava? : In strada (il cieco....Zaccheo...,),in cammino (     ) , al lavoro (Matteo, pescatori...), nella sinagoga....a tavola (- a Cana.;...invitato da...,visitato da   peccatrice), invitandosi lui stesso (Zaccheo....).

Come Gesù incontrava? Non come un dottore della legge, non come un rabbino, uno dei soliti maestri ma come uno di loro, come fratello, amico...(amico, al giovane ricco; amico, a Giuda...) con tenerezza, con compassione, per camminare insieme.

E Charles de F. ci può dire qualcosa?   L'amore a Gesù lo ha portato a imitarlo...a fare come lui...E' passato da 'Nazareth della Trappa, a Nazareth delle Clarisse....pensando di imitare Gesù sopratutto 'ritirandosi' in preghiera, adorazione,nascosto, umile...(anche così era missionario)...fino a scoprire che 'E l'Amore che ti unisce a me (e a tutti), non l'allontanamento dalla gente', e dunque va in Algeria, va nel Sahara per incontrare quei 'poveri', quei 'lontani', per stringere amicizia, per farsi fratello di tutti..E ci va da fratello, da amico....(Vedremo meglio domani: Camminare insieme p. 3)

Francesco, Vescovo di Roma per tutti, fratello con tutti...uomo dell'Incontro! Dell'uscire per incontrare.Lo abbiamo sotto gli occhi: incontra tutti,senza pregiudizi, senza barriere...nel nome di Gesù di Nazareth, di Cafarnao, del Calvario e Risorto.(Vedi: Cuba, famiglie, bambini...)

'Uscendo è importante andare incontro a.. incontro agli altri.

“In questo momento di crisi, non possiamo preoccuparci di noi stessi. Non chiudiamoci, vi prego...Una chiesa chiusa è una chiesa malata. La Chiesa deve uscire da se stessa. Per andare dove? Verso le periferie dell'esistenza, non conta quali periferie,ma uscire '

'Gesù, quante volte bussa alla porta per uscire, ma noi non lo lasciamo uscire perché siamo attaccati alle nostre certezze, o spesso siamo chiusi nelle nostre strutture che ci rendono schiavi, ma non figli di Dio, liberi!' (Omelia di Pentecoste)

Per l'incontro il primo passo è l'ascolto. Anche nell'evangelizzazione questo è così:

Il primo momento consiste in un incontro (dialogo) in cui l'altra persona si esprime e condivide le sue gioie, le sue speranze, le preoccupazioni...e tu ascolti ..Solo dopo è possibile presentare la Parola”(E. G. 127-128)

Alcune applicazioni: Una parrocchia è missionaria se il Parroco, i preti come primi, ma ogni cristiano

hanno come primato, come veramente essenziale l'incontro personale con i parrocchiani, a partire dagli 'ultimi', dai 'lontani', dai piccoli... E allora, perché non dedicare mezz'ora, un'ora di tempo (vale quanto la preghiera di lodi!) a incontrare persone ( soprattutto immigrati) sulla piazza, nei bar, a casa, semplicemente salutarsi, dialogare, conoscersi, fare amicizia...non per convertire. Di lì verranno fuori molte iniziative...con loro, da loro...insieme..

Parroco, preti o/e laici che prendono l'autobus, (invece di usare la macchina sempre) vanno a far la spesa o altro con la precisa intenzione di salutare, di conoscere (ma per rispetto, per 'niente' non per giudicare,.). Di lì nasce un rapporto diverso con la gente: un fratello che cammina con fratelli e sorelle. Viene fuori una guida che parla con autorità'....

=+Una Parrocchia è missionaria se il primato è dato all'altro, già figlio di Dio, già fratello, già in cammino di salvezza...dell'altro con cui camminare insieme, con cui scoprire il Vangelo, scoprire Gesù come vero Donatore di Vita, come Amico e Fratello, che cammina con noi per condurci nelle braccia del Padre....Parrocchia quindi di tutti fratelli già dalla nascita eppure si diventa.

Parrocchia della persona umana e del creato. Prima di tutto le persone,l'altro, a partire dai più poveri, deboli, emarginati, scartati..

Cristiano -il pieno d'umanità- non è definito da delle leggi, da riti, da tradizioni, da chiese...fosse anche la più bella e grande , né da teologie, da formule ben recitate...No: cristiano è definito dall'amore con cui accetta d'essere amato (anche quando sembra il contrario) e ama (anche quando per amore si perse la vita, unico modo per ritrovarla), perchè Gesù Cristo è proprio tutto e solo questo!

Che si capisca o no, che si voglia o no, sono convinto che il Dna di ogni umano sta in questo essere amato e amare. Spesso le filosofie, le società, gli stati, senza dire in particolare del denaro, anche le religioni non aiutano l'umano, anzi lo bloccano, fanno credere che per essere amato bisogna essere grandi, i primi, dominare..sconfiggere l'altro.....

Invece, per riprendere Arturo Paoli: l'altro non è estraneo, è la mia obbedienza, la mia religione, il mio amore a Dio, il mio camino.   Ascolta!

In effetti anche l'amore a Dio passa per l'amore degli altri (vedi lett di Giacomo)

Vedi giudizio ultimo sull'umanità: Giudicati sull'amore al prossimo.

Quando una parrocchia rimane con il primato dei sacramenti, con il contare chi va a messa e chi no, con la preoccupazione principale della morale, di riti precisi e 'sacri', della catechesi sul Vangelo..Siamo in una religione che lega, che distingue buoni e cattivi,che mette paura, che separa invece di unire, che sa di cimitero....\

E l'altro sono innanzitutto i poveri, gli scartati, emarginati... “Dio concede ai poveri la sua prima misericordia. Questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani   Chiesa povera per i poveri...parrocchia povera per e con i poveri...Chiamati a scoprire Cristo nei poveri, chiamati a essere loro voce, ma anche loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli, ad accoglierli...(E.G. 197) E prima di tutto un'attenzione rivolta all'altro 'considerandolo come un'unica cosa con se stesso'...(198)

Oggi se una Parrocchia davvero mette l'altro (persone e creazione) come primato, come 'missione' non può non camminare insiemea loro, non può oggi non coinvolgersi nell'accoglienza, in particolare agli immigrai, rifugiati politici e altre acoglienze.

“Se una Parrocchia non accoglie non è chiesa, è un museo” (Francesco)

Si tratta dunque di trovare formule di aggregazione, di inizio di comunità:

 

++Fare rete in parrocchia nell'accogliere rifugiati: volontari vari che si dividono i compiti e sentono che è opera del Signore più che loro, che è evangelizzare con la vita. Da soli si muore!

++Perché invece (o oltre) ,delle solite feste, che terminano con tristi e individualistiche abbuffate,non proporre Cene tra immigrati e locali in cui, mescolati a tavoli di 10-12 persone, si mangia e beve insieme rispettando ognuno le proprie tradizioni anche per il mangiare, ma soprattutto facendo in modo di conoscersi, ascoltarsi e così diminuendo le paure, le lontananze..(Mt 9,10 su chi è invitato...) Anche tra Parroco -preti- e laici corresponsabili in vari ministeri è bene fare delle cene proprio come luogo di conoscenza reciproca e di condivisione su alcuni problemi pastorali:

++Altro esempio: Una persona sola cerca alloggio e a prezzo basso, perché non proporre di aggiungersi ad altri e condividere un alloggio con altri! in modo da diminuire le spese e portare avanti una convivenza fraterna pur venendo da etnie e religioni differenti. Ma anche altre iniziative per la pace,giustizia e salvaguardia del creato,e nel quotidiano 'togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell'altro' in dialogo rispettoso, interagendo (accogliendosi a vicenda) .

E così:

=+Parrocchia missionaria del 'gridare il Vangelo con la vita', di testimonianza, più che dell'insegnare, del convincere,del trasmettere...'La Chiesa non cresce per proselitismo. Cresce per attrazione'. Gesù ci aspetta nelle periferie non tanto per farsi amare da noi, ma per rivelarci altre parti della Sua Verità. E la sua verità è misericordia'.

Nelle periferie, direbbe Charles de F. per 'lasciarci evangelizzare, per condividere gioie e dolori e camminare insieme nella bontà, nell'amicizia, misericordiosi come Dio è misericordioso, pellegrini assieme a tutti, perché tutti siamo ospiti e stranieri, e in in cammino di liberazione, di fraternità da accogliere e coltivare in povertà, in sobrietà.... nella gioia!

Parrocchiani senza gioia, con volto da funerale, testimoniano satana, il divisore, non il Regno.

Riflettiamo: Più che fare delle preghiere ricordiamoci che siamo una preghiera in cammino. Allora: più che fare la carità, siamo carità in cammino. Così per il Vangelo: più che annunciarlo con le parole, siamo Vangelo incammino, più che fare missione , siamo missionari in cammino .

Mi chiedo? Che preghiera sono ?, Che carità sono? Che Vangelo sono?   Che missionario sono?

Con sale o senza sale? Tenebra o luce?..

.=+ Per gridare il Vangelo con la vita c'è innanzitutto da ascoltarlo, da meditarlo e pregarlo e condividerlo.

Parrocchia missionaria lo nell'ascolto del Vangelo, nel primato dato alla Parola di Dio prima che agli insegnamenti del Papa, al catechismo, al rituale romano... Questo è uno dei punti più importanti e che richiederà più costanza per un rinnovamento della parrocchia.

--Ripartire dal Vangelo. Che significherà ripartire da Gesù, perché il vangelo ci porta a Gesù, -la fede è l'incontro con Gesù- ci porta ad avere 'gli stessi sentimenti che furono di Gesù', ci fa 'missionari' come lui (e non come la Chiesa spesso l'ha inteso)

--Ripartire dal Vangelo come fonte di preghiera personale, di meditazione, di contemplazione anche davanti all'Eucarestia, per l'incontro personale con Gesù: Solo così si costruisce sulla Roccia

--Ripartire dal Vangelo nelle omelie(E. G.) e non dalla morale, dalle minacce.,dalle verità assolute...

--Ripartire dal Vangelo cercando di iniziare e sostenere piccole comunità di ascolto, piccole fraternità di condivisione del Vangelo dove lo si ascolta, medita, prega e mette in pratica. Esempio: Con i genitori dei battezzandi, o prima comunione: radunarli e, invece di catechismo, fare condivisione di un brano scelto di Vangelo.   Così per i cresimandi, che possono essere presi insieme ai genitori e condividere pagine del Vangelo. Da questi incontri possono nascere comunità di ascolto-preghiera-servizio. (Kigoda in Tanzania)

Investire sul Vangelo in parrocchia significa coraggio di novità, (superando resistenze di tanti), lasciare da parte certe tradizioni,(sicuramente meno catechismo diretto, ma derivante dal Vangelo,) 'fecondare con il Vangelo' tradizioni di pietà popolare...

=+ Parrocchia missionaria per' 'condividere una gioia, segnalare un orizzonte bello, offrire un banchetto desiderabile' (E. G.14)

Oso sperare che le cose dette siano un aiuto ai preti e ai laici a capire e vivere (se praticate) come disscepolimissionari, come parrocchia missionaria, oggi.

Anche il termine 'missionario' prende una luce nuova: non un conquistatore, caso mai un esploratore (come Charles de Foucauld), ma non per 'controllare, per dominare, bensì per conoscere ascoltando, accogliere e condividere in cammino...Missionario che soprattutto condivide la gioia che porta nel cuore e indica cammini verso la Luce, la Libertà, il Bello.. in particolare invita a 'mangiare insieme' a sedersi a tavola, dove gli ultimi hanno davvero il primo posto...Parlo di cene, di pranzi della vita quotidiana (non della Messa): Cene, pranzi di condivisione dove i poveri sono invitati; cene non abbuffate, gioiose non ubriache, di amichevole conoscenza e non fissati sul proprio piatto.

Ripropongo: Cene tra immigrati e locali, solo per conoscersi un po' meglio, fare amicizia, fraternizzare...e niente più; ma questo è Vangelo e, forse, dialogando si potrà anche parlare di Gesù, del suo Spirito che ci abita. Lc 14, 13: '...Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli....nè i ricchi vicini...Al contrario invita poveri, ciechi, zoppi e sarai beato...'

E un'ultima invito.

Da Misericordiae vultus, il messaggio per l'anno giubilare della Misericordia.

'Nelle nostre parrocchie,nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma dovunque ci sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un 'oasi di misericordia.

Siamo tutti 'ospiti e pellegrini'...Nel pellegrinaggio di misericordia teniamo presenti i passi da fare:

1) Non giudicate,non condannate. 2) Date e vi sarà dato...3) Perdonate e sarete perdonati...

Si tratta di camminare umili e pieni di speranza, aprire gli occhi a vedere le miserie del mondo., le mani stringano le loro mani...

Si tratta di riscoprire e praticare le opere di misericordia corporale e spirituale, singolarmente e come parrocchia. Alla sera della vita saremo giudicati sull'Amore...

Anche la parrocchia missionaria avrà il suo esame sull'Amore, non altri:

Tutti invitati a essere Missionari della Misericordia. Parrocchia della Misericordia!

Parrocchia di testimoni umili, ma con speranza, con gioia.

Avendo ben presente che “Nel cuore di questo mondo (della nostra parrocchia) rimane sempre presente il Signore della vita che ci ama tanto” (Laudato si 245)

      Per la condivisione:

1) Quale appello, quali cambiamenti se ascoltiamo davvero quell' 'Usciamo...'?

     C'è da lasciare, da tracciare sentieri nuovi. Quali ostacoli?

2) Cosa comporta, cosa cambiare per dare il primato all'incontro con ogni altro, al Vangelo...invece che alle tradizioni, alla morale, ai riti sacramentali, al catechismo....?

3) Come suscitare piccole comunità-fraternità all'interno della comunità più grande, con tre piedi: Parola, Preghiera, Carità (condivisione anche economica, servizi nella gratuità, accoglienza.....). Come fare? Da dove partire?

Riassumendo:   Coraggio di novità, di lasciare da parte certe tradizioni e ridare valore ai due

                           pilastri delle prime comunità cristiane:

           + Ritrovare il Vangelocome base della catechesi. Pregarlo, Raccontarlo, condividerlo

                     (Il vangelo di Marco in particolare era la catechesi)

           + Ritrovare il tavolo del pranzo o della cena nelle case o/e in parrocchia per '

                     Cene di incontro, di conoscenza, di condivisione

           + Ritrovare l'Eucarestia come mensa d'incontro con Gesù Cristo, con la comunità che celebra il giorno del Signore, della fraternità, del riposo.