Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

 E U C A R E S T I A – C H I E S A

Corpo di Cristo – Memoriale – Opera dello Spirito nella fede

 

Una premessa basilare: Eucarestia= Tutto Gesù Cristo nella realtà sacramentale: Gesù di Betlemme,

                                                  di Nazareth, la sua vita di com-passsione, la sua morte; Gesù Cristo

                                                   Risorto, Signore, Fratello e Amico di tutto, di tutti.

              Charles de F.: Nell'Eucarestia c'è Gesù, c'è tutto Gesù.... Potremmo dire:G: Cristo

           -Tutto Gesù- è quel pane, quel vino in cui lo Spirito opera pienezza di Resurrezione, di Vita.

“Quando dunque vi radunate insieme     (per) mangiare la cena del Signore...

Io infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e,dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me.”

Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice dicendo:Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue,fate questo ogni volta che ne bevete, n memoria di me”   Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice,, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga:”

Sono le parole più antiche che abbiamo sulla cena del Signore. Sono state scritte nel 55-56 dopo Cristo

Desidero cogliere alcuni aspetti di questo brano che possono aiutarci alla riflessione sui due misteri: L'Eucarestia e la Chiesa ,ambedue come corpo di Cristo e ambedue come memoriale del mistero di Pasqua.

Parole scritte da Paolo quando era a Efeso.... Paolo già prima aveva iniziato a frequentare Antiochia, Corinto (dall'anno 40, pare),piccoli gruppi in cui si iniziava a condividere il pane e il vino in memoria di Lui, la cena del Signore...

Paolo affermava di aver ricevuto, anche lui, quella consegna: Fare memoria, Fate in memoria....

Ma per capire meglio il legame tra Eucarestia e Chiesa mi pare possa essere utile ripercorrere, con un po' d'immaginazione,ma a partire dai testi che abbiamo, il formarsi delle prime comunità al seguito di Gesù

Immaginiamo di essere a Corinto, a Colossi, a Roma, ad Antiochia...

Antiochia una città di 300.00 abitanti....Abbastanza presto vi si forma una comunità importante (Antiochia è il primo posto dove i 'santi' sono chiamati cristiani); in realtà una comunità di una cinquantina di persone. Non c'è Vescovo, non c'è il parroco, non c'è una cattedrale...ancora nessun messale, niente Bibbia (Vangeli scritti...), niente libri di canto, niente canone fisso.... Quella cinquantina di persone avevano ascoltato dei discepoli di Gesù venuti da Gerusalemme; essi parlavano di un uomo che era vissuto in Galilea, era passato facendo del bene, era stato addirittura crocifisso (la più grande umiliazione di quel tempo, perché amava tutti e parlava di Dio come Papà dal cuore di Mamma..), ma era risorto.

Vediamo che Barnaba e Paolo, che erano in quella comunità, parlano con molta convinzione e passione; è evidente che credono davvero a quel crocifisso, ora vivo -dicono-, Signore e fratello.   Si, affermano che Gesù di Nazareth, quel 'maledetto' (secondo la Bibbia) crocifisso, è Signore di tutti,greci, romani, ebrei, tutti....Un messaggio nuovo, mai sentito....Signore a quel tempo, sotto i romani, era detto dell'Imperatore romano; lui il benefattore del mondo, perché dispensava a tutti benevolenza e pace (La pace dei morti!!!)

Tali discorsi o annunci lasciavano senza parole...Poi alcuni che avevano cominciato a vivere insieme nel Suo nome davano testimonianza di fraternità, di accoglienza e così altri chiedevano di essere accolti...

I nuovi accolti venivano 'immersi' (bapto) nell'acqua, come segno di essere immersi in Lui, nel suo mistero di morte e resurrezione...Il battezzato non si apparteneva più, era una nuova nascita. “Adesso sai a chi appartieni”, a Gesù Cristo, tuo Signore per sempre.

Continuiamo a ricostruire, ad immaginare. Quei battezzati ogni sette giorni, abbastanza regolarmente, si incontravano. Cosa facevano durante l'incontro? Come primo, mangiavano insieme. Ognuno portava del cibo,benedicevano il pane, poi consumavano il pasto...Dicevano che era usanza degli ebrei, praticata anche da Gesù...Paolo e Barnaba la chiamavano “La cena del Signore”.   Infatti prima di morire Gesù aveva consumato con i suoi amici una cena simile, ed era poi risorto, allora quella cena era il momento della comunione con lui e della memoria di lui.

Si radunavano il primo giorno della settimana,giorno della resurrezione, giorno del Signore, dell'assemblea, della Cena del Signore, dell'Eucarestia.

Ecco un altro testo che presenta il radunarsi (ecclesia) dei battezzati per spezzare il pane, una sinassi eucaristica, celebrazione che comprende lo spezzare il pane, la spiegazione delle Scritture.

( At 20, 7-12). (Leggere e raccontare l'episodio degli Atti))

La domenica appare dunque essere il giorno in cui la comunità si raduna, convocata dal Signore risorto per celebrare l'evento pasquale..

Convenire, riunirsi insieme (ecclesia), cena del Signore sono identificati con l'espressione ecclesia tou theou...La concreta chiesa locale che è in Corinto, in Roma, in Padenghe....(ogni comunità, anche la più piccola, rappresenta la chiesa universale)...si raduna per la fractio panis (spezzare il pane, mangiare), per la spiegazione delle scritture (ascoltare, mangiare la Parola) e per vivere di Lui, in Lui, con Lui.

Dunque il mistero della Chiesa emerge essenzialmente nell'assemblea eucaristica.e il mistero eucarisico è 'dentro' quello della Chiesa.

Di qui con chiarezza possiamo dire che nella Celebrazione dell'eucarestia è tutta l'assemblea che celebra,un'assemblea (chiesa) in cui tutti sono sacerdoti (dal Battesimo. Non vado a 'prendere' Messa, a 'dire' Messa; non vado solo per precetto) Certo il servizio del Presbitero, che presiede, è essenziale, a nome di Cristo Sposo...,ma 'servizio' perché tutta l'assemblea celebri.(E.G. 104)

E attenti a isolare l'aspetto liturgico dal resto della vita....Rischio molto grave, che può portare a una incomprensione del mistero totale che è l'Eucarestia, che è la Chiesa. Può portare anche a una deriva 'dove l'aspetto canonico, rituale viene messo come primo (E.G. 95), può portare a una sacralizzazione e idolatria delle regole, dell'ostia (guai a...toccare l'ostia)...;sacro di qua in chiesa e profano di là nella vita..; i sacramenti prima del grande e unico Sacramento: Gesù; prima dello Spirito....Il prete che prende potere,che porta frutto se mette in pratica le leggi, se la comunione si fa in ginocchio e in bocca, e poi sarebbe meglio il latino... (Ci ritorneremo)

Nelle prime celebrazioni della cena del Signore, Paolo, prima di congedare i partecipanti, diceva loro una cosa forte e consolante: Noi che siamo qui, proprio noi, siamo il 'corpo di Cristo'.

Eucarestia: Corpo di Cristo

Chiesa: Corpo di Cristo,(vedremo meglio il significato...), popolo di Cristo in cammino

Quale dei due è 'Presenza reale'? Presenza mistica?   Che vuol dire?

C'è da riscoprire come nell'Eucarestia la presenza vera di Cristo che si da a noi come nutrimento per la fede sia orientata verso la trasformazione di noi tutti nel corpo di Cristo. Nell'Eucarestia preghiamo il Padre di mandare lo Spirito affinché trasformi o porti a pienezza le offerte nel corpo e sangue di Cristo e riunisca i fedeli in un solo corpo e in un solo spirito; di membra disperse, divise, rivali, realizzi il Corpo di Cristo.

Francesco Vescovo di Roma, qualche mercoledì fa, ha parlato della Chiesa come corpo di Cristo, un corpo edificato nello Spirito (Ez. 37, la visione delle ossa rianimate....):

Che bello se ci ricordassimo più spesso di quello che siamo, di che cosa ha fatto di noi il Signore Gesù. Siamo il suo corpo, quel corpo che niente e nessuno può strappare da lui e che egli ricopre della sua passione e di tutto il suo amore, proprio come uno sposo con la sua sposa: Questo pensiero, però, deve far sorgere in noi il desiderio di corrispondere al Signore Gesù e di condividere il suo amore tra di noi, come membra vive del suo stesso corpo.” (Francesco, mercoledì 22-10).  

Riparleremo nel ritiro di marzo del Corpo di Cristo, ora vorrei solo sottolineare un aspetto importante legato alla riconciliazione (sottolineata tra l'altro all'inizio della Celebrazione della Messa):

Eucarestia, Chiesa misteri di Riconciliazione.   Proprio dell'Eucarestia cristiana, del fare chiesa è il superamento di ogni divisione....”Non c'è più greco né giudeo; né maschio né femmina; né adulto né bambino; né ricco né povero,nè libero né schiavo....

Che diciamo delle divisioni tra cristiani per orgogli, per invidie, per sentirci noi nella verità da difendere e imporre a tutti i costi (a volte su cose banali...modi di far pastorale...), divisioni che portano ascontri....divisioni coscientemente continuate (tra varie chiese) invece di dialogo....?

Che diciamo delle celebrazioni eucaristiche per gruppi, per movimenti, per categorie....quando sono intenzionalmente eucarestie chiuse ad altri? Non ci sono eucarestie di 'solo noi'....Sono anti-cena del Signore. L'Eucarestia, come la Chiesa, è proprio il contrario dell'Esclusione.

E allora teniamo ben presente l'invito della E. G.: “l'Eucarestia, sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli”.(E.G. 47)

E mi permetto di aggiungere: Non ci sono qui ruoli che contano...dignità o poteri che esimano dal corrispondere al Signore. Il prete, il Vescovo è chiamato come tutti, prima di tutti direi, a cogliersi debole e nutrirsi di Lui, condividendo l'amore con ogni altro.

E veniamo così al Memoriale, che riguarda sia l'Eucarestia, sia la Chiesa.  

Quando la comunità si raduna e celebra la morte e resurrezione del Signore, in quel preciso momento avviene un mistero grande e tremendo. Questo mistero lo chiamiamo memoriale.. Il memoriale,il fare memoria nella Messa è proprio un'altra cosa da una bella cena per ricordare un morto, un personaggio...Non siamo in un museo.(E: G. 95)

Gesù stesso ha celebrato l'antica Pasqua degli ebrei facendo memoria. Sono loro che hanno scoperto il memoriale.

Cos'è dunque?   Ogni volta che ci raduniamo per celebrare l'Eucarestia è sempre, è davvero Pasqua, è sempre il mistero che si compie, ora in questo momento, lo stesso mistero del calvario, della tomba vuota.  C'è qualcosa di grandioso in questa memoria.

'Fate questo in memoria di me'...non vuol dire semplicemente 'celebrate la Messa in memoria di Me', ma fate ciò che questa celebrazione significa Celebrate la cena del Signore, continuate quello che io ho vissuto, vivete come io ho vissuto, donate la vostra vita come io l'ho donata.

Non sarebbe anche questo la sua Presenza reale oggi?

Ed è qualcosa di straordinario: significa che è l'Amore a vincere per sempre ogni forma di morte.

Tutto questo solo lo Spirito puo' operarlo (come per le ossa che rivivono di Ezechiele)

Importanza dell'invocazione dello Spirito(epiclesi) prima della consacrazione durante e dopo.

E' lo Spirito che convoca, che raduna, che trasforma e completa l'incarnazione e la resurrezione....

Lo Spirito e la nostra fede.

La fede dei partecipanti, la fede del primo partecipante, il Presbitero, il Vescovo.

La fede si nutre se la Messa è Parola pregata, se è incontro con il Signore Gesù (E.G. 262)

Si nutre facendo memoria nella celebrazione e nella vita.

Allora è fede perché si esprime, quando risulta nell'Amore.

Il memoriale che testimonia di più, che evangelizza di più è:: Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me...ama in me, si dona in me, offre in me...loda in me....fa comunione con tutti in me....

Posso con umiltà e serenità, sentendomi in cammino, osare dire anch'io queste parole?

-Mi preparo, mi raccolgo prima della celebrazione dell'Eucarestia? Con che animo, quali preoccupazioni mi abitano nel celebrare Messa?

-Che incidenza ha la celebrazione dell'Eucarestia nella mia vita con gli altri?

         Padenghe, Eremo Betania, 5-11-14