Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

EUCARISTIA: MISTERO DELLA FEDE, PANE DI VITA

Nella Messa, dopo la consacrazione, il presbitero invita a formulare il Mistero della Fede:

morte, resurrezzione, nell'attesa della venuta nella gloria di Gesù Cristo..

Questo dell'Eucaristia è il mistero centrale che racchiude tutto il Mistero di Dio, del senso della vita umana, dell'universo. Mistero di un Dio che accetta di prendere carne (unica religione che 'crede' questa follia d'Amore), di diventare fragile, fratello di tutti gli umani, amico, pane quotidiano. Vedremo appunto alla fine del discorso sul Pane di vita (Gv 6) che ''molti tornarono indietro e non andavano più con lui'   Che fatica, che svolta accogliere l'immagine del Dio di Gesù povero, umile, Dio che scende, servo di tutti; Dio dell'Amore e Misericordia infinita! . E' cammino impegnativo, e richiede, come nota di fondo, il lasciarci condurre dalla fede (fiducia), dallo Spirito e non dalla Legge o dal Tempio o dalla Religione; richiede 'Fare della religione un Amore' (Charles de F.), cioè fare della vita un amore, vivere dello Spirito.

.Ma veniamo al testo di Gv 6.

Questa è la volontà del Padre mio che chiunque vede il figlio e crede in lui abbia la vita eterna e io lo risusciti nell'ultimo giorno... In verità, in verità io vidico: chi crede ha la vita eterna....“

In verità, in vverità vi dico non è Mosé che vi ha dato il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che scende dal cielo e da la vita al mondo.... Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui. Io sono il pane della vita....Io sono il Pane disceso dal cielo.Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo.....E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato, che non perda nulla di quanto mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.”

 

Questa è la volontà del Padre mio che chiunque vede il figlio e crede in lui abbia la vita eterna

In Gv c'è sempre il legame tra credere e vita eterna.   Vita eterna:   Non solo dopo, già ora c'è un vivere che è eterno, cioè che non muore, non passa e che è pienezza. Chi ama vive, l'amore vive e fa vivere in continuazione......E' per il dono della fede e della fiducia in Gesù che riceviamo il dono della vita eterna e rinasciamo così dall'alto...ogni volta che amiamo.

La fede non è dunque semplicemente adesione a una dottrina. E' credere, accettare la persona di Gesù, figlio dell'uomo, figlio di Dio, avere fiducia nelle sue parole , accogliere il mistero dell'Incarazione (un figlio dell'uomo: Dio fra noi, uno di noi), il mistero della Pasqua (quel morto, asssassinato dai poteri...muore liberamente di un amore folle che trasforma la morte in Vita nuova., è Lui il Signore). Mistero della fede!

Ecco come Giovanni racconta, nel cap 6, il cammino di fede dopo la moltiplicazione dei pani (Gv 6. 16-21) ...'Salirono in barca e si avviarono sull'altra riva' '

Atraversare il lago è un attraversare la vita che ha momenti di confusione, di paura,di dubbio.

E' un cammino dondolante in mezzo alle onde del mare della vita turbolenta, data l'ampiezza del mistero. Mistero dell'Eucarestia celebrata e adorata e dell'Eucarestia nel quotidiano, ambedue come 'sacramento' di un Vivere interiore, dentro e oltre, vivere mistico, spirituale,.in cui ciò che conta appunto è lo Spirito.

Spirito, Vento, Soffio di Vita,..Creatore, Custode, Rigeneratore. Chiamati a vivere dello e nello Spirito (Rom 8) è cammino di liberazione vera (liberi, gioiosi, creativi, ). Solo lo Spirito rende liberi, da vita nuova, immerge in Gesù Cristo...,non la Legge, la Religione come tale, non il denaro.

'Sono io non abbiate paura'... Gesù invita a passare da una fede basata su un miracolo a una fede che è fiducia totale in lui e nella sua parola, parola che può sembrare insensata, stravagante, scandalosa.,..Mistero di un incontro con Qualcuno che ci raggiunge chiamandoci per nome, e la risposta non è una decisione presa, bensì un consegnarci, un affidarci, un reale spostamento di noi stessi dal nostro io chiuso e concentrato su se stesso, fino a trapiantarci in Cristo, come feti nel grembo della Madre, come bambini nelle braccia del Padre.

Questo cammino nella fiducia in Gesù è il tema centrale del Vangelo di Giovanni. E' la storia dei primi discepoli, è la nostra storia.“L'opera di Dio è che abbiate fiducia in Colui che ha mandato”

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In verità, in vverità vi dico non è Mosé che vi ha dato il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che scende dal cielo e da la vita al mondo.” Gv 6 32-33

Mi diceva un pellegrino: Chi non mangia non cammina' Abbiamo tutti bisogno di mangiare, ma 'non di solo pane materiale vive l'uomo'.Abbiamo bisogno di un Pane discceso dal cielo.

“Io sono il pane della vita.(48)...Io sono il pane vivo disceso dal cielo.(51)...'.Esprime fortemente la personalizzazione del pane di vita nella sua persona. Gesù è colui che è disceso dal cielo e può donare la vita eterna al credente in lui, contrariamente alla manna la quale non impediva la morte. Solo l'uomo che realizza la comunione con Gesù si realizza e si apre a una vita nuova.

Gesù è Pane di vita. Lo èsia come Parola, sia come libera Offerta-vittima sacrificale, per Amore.  

Per gli ebrei era evidente che si vive della Parola di Dio, si mangia la Parola 'ascoltandoLa'

'Apri la bocca e mangia ciò che ti do... un libro in rotolo.. Io lo mangiai e in bocca mi fu dolce come miele...'(Ez. 2, 8-10)  

La Parola di Dio (per noi soprattutto il Vangelo) è rivelazione dell'Amore di Dio per il suo popolo e anche del senso della storia, dell'universo, dell'umanità.

Chi non 'mangia ' questa Parola di Vita (che è Gesù) muore lungo la strada, perde il sentiero della vita.   Di qui la Messa con due mense, della Parola e del Pane; di qui il Vangelo come reale presenza -cibo di Vita, di incontro con Gesù. E l'importnza di ritrovarlo come fondamento di catechesi.

.“E il pane che io darò è la mia carne.”(51).Per gli israeliti la carne e il sangue di una persona sono il suo essere completo. Separando carne e sangue Gesù significa e annuncia il suo drammatico morire per amore. Gli interlocutori prendono le sue parole solo alla lettera , non riescono a cogliere la dimensione mistica. Mistero della fede, scandalo per i Giudei, follia per i greci.

E' lo scandalo fondamentale di:Gesù Parola e Carne..Il mistero dell'Eucarestia, del Pane di vita, carne di Cristo. E' il mistero dell'incarnazione (Gesù Dio eUomo), mistero d'Amore, un Amore folle, senza limiti, che si fa fragile, che discende, muore e porta frutto, Vita. (Annunciamo la tua morte)   E' lo stesso mistero del povero, dei poveri, carne di Cristo , in cui Cristo abita, realmente; e risorge nella solidarietà, nel giustizia e misericordia (perdono) vissuta (Proclamiamo la tua risurrezione); mistero dell'universo, della storia come 'sacramento' di una Vita totale, piena , di una Com-unione di tutto e tutti in Dio (Spirito ) verso cui andiamo (Nell'attesa della tua venuta). Tutto questo 'per opera dello Spirito', cammino di fede.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in lui: Come il Padre che ha la vita ha amato me ed io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me'

Gesù ci offe una comunione intima con lui, una relazione personale che ci introduce nella vita stessa di Dio, ci porterà a rimanere in Gesù e Gesù rimane in noi. L'inabitazione reciproca rivela un'amicizia che implica una certa uguaglianza tra le persone, ognuna aperta all'altra, vulnerabili. Diventare amici veri di qualcuno è diminuire il proprio io, è ascolto dell'altro, è gratuità totale, cercare il suo bene, ciò che lui ama e vuole..

'Rimane in me e io in lui' Se Gesù è il nosttro amico beneamato, cerchiamo di fare ciò che vuole (Charles de F.) Che cosa vuole Gesù? Intanto vuole ciò che il Padre vuole. Dunque: che siamo in comunione con il Padre, che ci amiamo come lui ci ama, che non giudichiamo, che non condanniamo, ma che perdoniamo anche i nemici.   Opera dello Spirito.

La comunione alla tavola del Signore, manifesta e nutre l'amicizia che Gesù desidera vivere con ognuno di noi.

I sacramenti (l'Eucaristia in particolare) sono come delle porte che ci aprono a questa amicizia con Cristo e di Cristo con noi, la rivelano, la mantengono e la fortificano e la estendono a tutto e tutti senza frontiere, senza barriere, nella gratuità d'un amore folle (mistero di Pasqua.).Siamo chiamati a diventare come Gesù e così a diventare i figli amati del Padre .

Il cibo di cui parla Gesù è la sua presenza reale nei nostri cuori. Ci invita ad avere fame e sete della sua presenza d'amore, che è presenza reale in noi.

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(Riflessione)

+ Le nostre celebrazioni dell'Eucarestia e l'adorazione sono autoreferenziali. (ridotte a religione, qualcosa da fare per Dio, per salvarsi...per pagare un debito..), o 'luogo' di intimità con Gesù,, di contemplazione e preghiera profonda, di 'adorare Dio in Spirito e verità?

+ Vivo e cerco di far vivere l'Eucarestia come 'sorgente' di salvezza per me e per tutti, .come cammino per diventare altro Cristo che ha dato la vita perchè tutti l'abbiano in abbondanza? Eucarestia-Gesù Pane di vita per diventare noi pani di Vita, o semplice 'funzione' farisaica?

Canto:   Trovare in me la Tua presenza, tenere una lampada accesa,

             Voler abitare la fiducia, amando e lasciandosi amar

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Mangiando il Pane di vita alla Messa siamo immersi nella morte di Gesù:'

“Annunciamo la tua morte”

Gesù, mi fido di te, della Tua Parola, di Te che ci ami fino a morire, di te che chiami Giuda amico, che chiami noi, piccoli poveri, traditori.a morire con Te,.ad amare come tu ami, a dare la vita., a non aver paura della morte...Annunciamo la tua morte: oggi ancora muori nelle vittime di violenze, nei mari con i profughi, nei bambini vittime di fame, di violemze, di armi... Mistero della fede!

Ma noi desieriamo un Gesù che mette ordine nelle cose del mondo. Mentre Gesù vuole che noi mettiamo giustizia , misericordia nelle cose del mondo. Sta a noi, nella forza dello Spirito, nutrire chi ha fame, lottare per la giustizia e la pace....Sta a noi curare, sanare, rispondere al male con il bene, vivere l'Eucarestia nel quotidiano dei giorni , essere 'altri Cristo' o ostensori di Lui ,esposti tra chi soffre, è oppresso, in modo da rivelare davvero la buona notizia concreta dell' amicizia e essi possono sentirsi amati dal Padre e capire che alla morte si risponde con la vita, sempre: Proclamiamo la tua risurrezione”. Bevendo il Sangue delll'Alleanza nella Messa siamo introdotti nella sua resurrezione, ma la proclamiamocon il nostro vivere e non andarcene perchè...ma perchè Dio non mi ha risolto i problemi, perchè tanti morti di fame, di violenze bestiali....perchè i terremoti esistono ancora e di che magnitudine! ?1?

Scrivevo per gli auguri di Pasqua: Quante volte respiro il profumo di misericordia. Grazie a te Luigi che hai saputo 'risuscitare' la moglie che ti ha tradito; grazie a te Paola, che hai 'vendicato' il fratello ammazzato frenando la violenza vendicativa dell'altro fratello e spargendo preghiere per gli assassini.   Grazie a voi clan di scouts che ho visto veramente impegnati nella custodia e difesa del Creato; grazie a te Luciana, a te Beppe, silenziosi 'artigiani di pace' nel duro quotidiano.che affilate 'le armi' della Misericordia: non giudizio, pazienza, dialogo, accoglienza dell'immigrato..Messa celebrata in silenzio, senza suono delle campane,solo un fondo di primaverile Vento leggero. E'Pasqua!profumo diMisericordia,Risurrezione

'Chi mangia questo pane vivrà in eterno' .'E molti tornarono indietro, e non andavano più con lui'. In questo capitolo: una folla all'inizio...pochissimi alla fine. In certo senso comprensibile..Tutto questo ci riguarda ed è mistero della fede l'accogliere, il credere, l'abbandonarsi al Pane di vita che è la Parola, il Vangelo; alla Carne di Cristo (Pane di vita), Eucarestia celebrata, alla Carne di Cristo (pane di vita) che sono i poveri, che è anche il creato (che soffre e geme nelle doglie del parto).

Nell' attesa della sua venuta nella gloria”, quando Cristo radunerà tutto e tutti, nelle braccia del Padre- Madre, tutti passati nel fuoco dell'Amore a Gesù Cristo, presente nei piccoli, nei poveri, nei prigionieri, nell'immigrato...

“Per i cristiani, i poveri non sono sociologia,ma la carne di Cristo” (Francesco)

'Se noi andiamo verso la carne di Cristo, incominciamo a capire qualcosa, a capire che cosa sia questa povertà del Signore e a prendere su di noi il dolore dei poveri e usciamo...' dal chiuso delle sacrestie, di schemi liturgici, di 'si è sempre fatto cosi', di paure di sporcarsi 'Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, che una chiesa ammalata per chiusure...(Francesco)

Paradossso:è solo uscendo verso la carne di Cristo nelle periferie che si rimane in Lui

Charles de F: 'Non c'è, credo, parola del Vangelo che abbia fatto su di me una più profonda impressione e trasformato di più la mia vita che questa: “Tutto quello che fate a uno di questi piccoli, voi lo fate a me. Ed è lo stesso che ha detto: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue.

E accettterà di essere ordinato prete diocesano per 'portare questo divino banchetto' ai più poveri, lontani, per imparare a diventare lui stesso eucaristia vivente, ostensorio che irradia misericordia, avendo lo stesso odore dei Twaregs, non possedendo Dio, né la Verità, ma attento a imparare qualcosa dagli altri, a indicare orizzonti di fraaternità, a rendersi conto che, pur non essendo necessario essere cristiano cattolico per salvarsi, è comunque cosa buona sapere di avere un Padre dal cuore di Madre, conoscere Cristo che ci fa fratelli in pienezza con tutti, perchè in tutti, a partire dai più piccoli, Lui si è identificato.

E così ha imparato ad avere un solo culto, quello del Corpo di Cristo, Pane di Vita, presenza reale nell'Eucarestia, ma presenza reale in un popolo, nei fratelli, nel povero, presenza di una vita offerta. Si dirigerà verso Tamanrasset, sapendo di non poter celebrare la Messa....E non avrà più niente da offrire Fr. Charles a Tamanrasset, se non se stesso ed allora sarà quasi obbligato ad essere tra i Twaregs puro testimone dell'Amore divino,senza apparenza, senza gloria, nel dono di sé.

Accanto al suo corpo-cadavere giaceranno le ostie consacrate sparse dai predatori: Eucarestia vissuta.

La Chiesa, guidata dal Vangelo della Misericordia e dell'amore all'essere umano, ascolta il grido per la giustizia e desidera rispondervi con tutte le sue forze. In questo quadro si comprende la richiesta di Gesù ai suoi discepoli: Voi stessi date loro da mangiare, e ciò implica sia la collaborazione per risolvere le cause strutturali della povertà e per promuovere lo sviluppo integrale dei poveri, sia i gesti più semplici e quotidiani di solidarietà di fronte alle miserie concrete che incontriamo” (E. G. 188)

                                              

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+ Il mio odore di Prete (diacono) sa più di altare, di sacrestia, di chiuso, di ostensorio dorato da mettere in alto o l'odore dei poveri, degli emarginati, prigionieri, curando concretamente, servendo, portando a spalla?   Sono ostensorio con l'odore delle pecore, che, mostrando Gesù , lo fa come fratello e amico o come ruolo di prete, di Monsignore, Eccellenza...?

+ La nostra pastorale tiene conto dell'invito di Francesco: “Dobbiamo diventare cristiani , preti, vescovi coraggiosi e andare a cercare quelli che sono la carne di Cristo”?

Preghiera finale (da Francesco): “

'Signore Gesù, ci hai detto che se noi mangiamo il tuo Corpo e beviamo il tuo Sangue avremo vita, amicizia con te, intimità reciproca. Adesso, facendo adorazione, collegati con la celebrazione della Messa, preghiamo: Signore, Tu che sei con noi nell'Eucaristia, Tu che sei nell'Ostia e sei dentro di noi, dacci la grazia di non aver paura di uscire, di incontrare, toccare la carne Tua nei poveri, dacci la grazia dello Spirito santo, la grazia di non aver paura quando lo Spirito, con sicurezza, ci dice di fare un passo avanti., di uscire. In questa adorazione chiediamo questo coraggio apostolico di generare vita e non fare della nostra vita un museo di ricordi'.   AMEN