Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

 P R E G H I E R A   E   AMORE VISSUTO

La vocazione (chiamata) e la missione (compito) di ogni essere vivente, dell’umano in particolare è in due parole:     PREGHIERA   E   AMORE VISSUTO.

E’ questa la ‘coppia’ che racchiude il senso della vita di ogni persona, credente (che vuol dire?) o non credente (che vuol dire?), senza religione o di una religione….

Ognuno che viene al mondo è una ‘preghiera, è:

       un grido, una domanda di aiuto (dal primo pianto)…

       un' apertura al futuro (anelito di speranza), dunque

       un’attesa, un desiderio, una ricerca nel suo piccolo essere, già prima della parola

       un ascolto immediato senza barriere…..

     un volto fiducioso senza ombre, un cuore di meraviglia, grato

     Tutto questo è già Preghiera

Un canto dice:   Sono una preghiera in cammino.

Essere preghiera è costitutivo dell’essere umano, allo stesso tempo, preghiera si diventa!

Come in tutto il resto. Figli si è e si diventa, fratelli si nasce e si diventa…., si diventa imparando.

Pregare(che è vivere) è un dono che si riceve, che si impara a ricevere e diventare; appunto pregando.

Pregare non è fare, dire delle preghiere (anche, ma…) o far pregare gli altri; non è solo preghiera comunitaria, liturgia…(che spesso tra l'altro è praticata e vissuta come liturgismo)

Ci sono tanti modi, tante formule per definire la preghiera, ma tutte sono relative perché toccano un mistero, una relazione di vita divino-umana…indefinibile,

Tento qui di dire in due modi, sapendo della pochezza di queste affermazioni.

   *Pregare è tendere coscientemente le vele nostre ( sensi, intelligenza, volontà, cuore) al Vento dello Spirito.

Iniziatore, Maestro, Conduttore della preghiera è lo Spirito.

Nello Spirito è allora fibrillazione, interazione, entrare coscientemente nella circolazione di energia della comunione dei santi e delle cose sante, o del corpo mistico conlode, intercessione, grazie, supplica....Qui si può comprendere la forza della preghiera, può fermare una guerra, impedire una catastrofe, far crescere meglio il grano nei campi....Se (in preghiera) benedico con sincerità una persona,una situazione, sicuramente la benedizione passa, poi ci vuole l'accoglienza dell'altro, e non misurare i risultati allo sguardo nostro che non va più in là del naso....

   *Pregare è dunque un cuore a cuore con il Tu-io che abita l’Universo e ci abita, un’immersione cosciente e amante nel Vivente-Relazione in cui siamo già immersi; Per il cristiano pregare è nel Cristo, che si ritirava a pregare,che era una preghiera in cammino:

In Cristo, con Lui, per Lui partecipare alla vita Trinitaria

Ascolto, incontro, dialogo -in silenzio- con il Padre, il Figlio e lo Spirito che abita l'universo.

Pregare non è tanto rivolgersi a Dio, bensì respirare in Dio, nel quale ci muoviamo e siamo.

E scopri allora che la preghiera (sia liturgica, sia personale) ti converte, ti cambia, altrimenti non è preghiera…

Ti spinge a imparare ad amare, se no sono solo parole e sentimenti e cuore stonato. La preghiera si fa vita, non è alla fine migliore della vita e il vivere (lavorare, studiare, giocare….) si fa preghiera continua. Allora la persona è unita, senza sbavature, in se stessa,con gli altri, con Dio.

Detto in altre parole, avverti che pregare e amare s’intrecciano, si richiamano, si sostengono l’una l’altro.   La preghiera trova il suo compimento nell’amore concreto, nella carità che è misericordia, compassione….E l’amore vero, concreto, libero (la carità, ma anche l’eros, la filia) s’impara in ginocchio, nello Spirito respirato in silenzio come Gratuità totale.

Cosi preghiera e amore s’immergono l’una nell’altro, sono Uno. E posso avvertire chiaramente che quando prego non sono da solo, sono con e a nome di tutto il creato, dei fratelli...

Il luogo fisico e simbolico della Preghiera è il cuore (non per niente si parlerà della preghiera del cuore, del ‘mantra: Signore Gesù abbi pietà di me, soprattutto nella spiritualità greco-russa…..

Ma lo spazio di incontri profondi, di preghiera è il silenzio.

Silenzio, non è pura assenza di parole (ci sono discorsi che non rompono il silenzio), ma è vuoto che non è vuoto (dice anche il Buddha) attraversato da fili, voci, suoni di comunione.

Pregare è armonia silenziosa -a volte faticosa- di relazioni

E’ silenzio già la diminuzione dell’io, l’ascolto profondo degli altri; è silenzio la più attenzione al creato, l’ascolto più attento e profondo della Parola scritta; è già silenzio il dare generosamente e con fedeltà del ‘tempo gratuito’ alla preghiera di adorazione, di grazie.  

“Pregare, resistere nella preghiera è la forza delle ‘persone libere, vere, amanti”.

D. Gasparino: “Molti preti non sanno pregare, non pregano.

Guardate come maneggiamo il Breviario.     Come sovente diciamo Messa, che spesso siamo….. un burattino là che si muove con i suoi paramenti sacri…

Tremendo rischio: un guscio vuoto si finisce per essere secchi dentro e fuori, tristi

Un prete che non è diventato (diventa) preghiera in cammino, che non sa darsi dei tempi di silenzio-adorazione…; sarà un povero prete sbandato, magari brillante, ma senza soffio vitale, senza gioia.

La nostra missione invece è di far vedere come è bella la preghiera.  

Ma per far vedere la bellezza della preghiera c’è da praticarla.

Ascoltare Gesù che ci dice: “Non potete vegliare con me un’ora” ogni giorno?

Crediamo davvero che pregare in verità è immergerci nel pregare, vivere, parlare, agire, soffrire e morire di Gesù?

Sono convinto che la vera preghiera converte, spinge ad amare concretamente, come Gesù…?.

Charles de F.: la preghiera migliore è quella dove c’è più amore.

                   . “Non sono più io che vivo (amo), è Cristo che vive (ama) in me “

Canto: Io sono una preghiera in cammino...