Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

P E R   C O N D I V I D E R E

Un pellegrinaggio particolare 'Sui passi di Tommaso

Prima parte

Pace e gioia, Karibuni!

L’invito risuona dal mio cuore con lo stesso tono gioioso e fraterno ascoltato molte volte durante i 20 giorni trascorsi visitando luoghi e amici d’un tempo: KARIBUNI.

Karibuni Betania! Benvenuti a Betania, Benvenuti a rivivere con me, con noi (piccolo gruppo sulle strade di Tanzania, incluso Zanzibar, ) l’immersione nei paesaggi, nelle comunità, nelle persone, nel sole (come un ragazzino ho avuto ustioni di 2 grado in poche ore sulla spiaggia!), utilizzando spesso i mezzi pubblici per un quotidiano il più possibile vicino alla gente.

TAN-ZA-NIA =TANganyik+ ZANzibar+ IA. Così è nata nel 1961 la Repubblica democratica di TANZANIA, con l’unione di Tanganyika e Zanzibar che formano una sola Repubblica unita, ma come due regioni indipendenti.                                                                                                                                                       Uno degli stati più poveri dell’Africa sud equatoriale, ma anche uno dei Paesi più pacifici con le sue 160 tribù (e rispettivi dialetti) ma una sola bella lingua -Swahili- di origine bantu con immissione di parole arabe, indiane e ora inglesi, ma con una struttura ben definita e regolare che la rende solida e facile per tutti. La diffusione dello swahili è avvenuta soprattutto con la politica di Nyerere, il padre della Patria, che fu uomo di grande saggezza, al servizio veramente del bene comune. Volendo uno sviluppo per tutti, sia in campo scolastico che della salute, il 'Mwalimu' (Maestro, così veniva chiamato) aveva pensato e cercato di radunare tutti in villaggi per facilitare i servizi comuni. La così detta politica dell'Ujamaa, della 'socialità', società fraterna, di ugualianza.

Il motivo iniziale per questo viaggio-pellegrinaggio ‘Sui passi di Tommaso’ in Tanzania è stato

l’ordinazione a prete di Bruno, fratello tanzaniano che accolsi a Natale del ‘93 a Chalinze.

Dei più di 12 anni passati in Tanzania: quasi 8 anni li ho vissuti a Chalinze, piccolo villaggio vicino a Dodoma, capitale governativa, e quasi 5 ad Arusha nel nord, città in sviluppo continuo, capitale della Comunità dell’Africa dell’Est.

Ecco alcune 'foto-ricordo',scritte nero su bianco, delle nostre visitazioni, del nostro pellegrinaggio.

ACCOLTI AD OGNI ORA

Intanto una nota di presentazione per inquadrare bene il periodo in Tanzania. Il mio voleva essere un gesto d'amicizia fraterna con Bruno per la sua ordinazione sacerdotale e un rivedere e salutare con gioia gli amici di Chalinze e di Arusha, dopo il lontano 2005 in cui sono ritornato prima in Francia (a La Roque d'Antheron)   e poi in Italia, appunto a Betania.   La conoscenza della lingua e la facilità con cui ho ripreso a parlare Swahili mi davano serenità, la gioia di dialogare, di partecipare a sofferenze e gioie fino alla voglia di battute scherzose.     Per i miei 4 compagni (Mauro e Anna, Donatella, Piergiorgio) essendo la prima volta a mettere piede in Africa, non conoscendo la lingua locale e non troppo l'inglese, dipendevano molto da me, dalle mie traduzioni (a volte troppo brevi). Pur facendo un po' più di fatica negli incontri vari, essi hanno potuto rallegrarsi di paesaggi meravigliosi e conoscere e condividere con persone e luoghi da pellegrini attenti e benedicenti più che da turisti. Abbiamo cercato di passare ascoltando, con pasi leggeri, conn uno sguardo che getta ponti di fraternità e non muri di diversità che separano.

 

La prima foto-ricordo del periodo in Tanzania ha il colore di Accoglienza, detta con la famosa parola KARIBU (per una persona) KARIBUNI (per molti)                                                           Il primo 'Karibuni', ascoltato con gioia nel piccolo aeroporto del Kilimanjaro, aveva la voce del piccolo fratello Bruno e dell’autista venuti a prelevarci alle 0,30 (ore 22,30 Italiane) del 10 gennaio. Parole e clima differenti, modi e abitudini diversi, ma gioia e senso di sicurezza di sentire voci amiche e calorose                                                                                                                                      E poi: Karibuni, con occhi un po' assonnati, ma voce limpida, accogliente e un po' timorosa da parte di Janet e Joseph, sorella e fratello d’una famiglia a tre (la mamma impegnata nel comitato di preparazione della festa di ordinazione sacerdotale di Bruno è ormai a letto) in cui passeremo i 9 giorni ad Arusha e che sarà un essere ‘come a casa’, crescendo in familiarità e amicizia bella.

Se dovessi riportare tutti i Karibu, Karibuni ascoltati nei differenti luoghi del nostro peregrinare ci sarebbe da scrivere almeno sette libri. Dai sette libri raccolgo solo due o tre fiori freschi nella memoria e nel cuore.

Dopo l’ordinazione di Bruno incontrando alcune piccole sorelle, ho detto loro che il giorno dopo saremmo passati nella loro fraternità. Dunque, il mattino dopo, con il piano di andare in città e fare alcuni acquisti (ricordi) e cambio di moneta per prepararci al viaggio verso Dodoma del giorno dopo, accompagnati fedelmente da Joseph, arriviamo dalle Piccole sorelle, conosciute come ‘le accoglienti’ per antonomasia.

Bussiamo e ci apre una sorella in tono sommesso, facendoci sedere in un salottino piccolo…scambiando qualche notizia….Io pensavo: ora arrivano le altre p. sorelle, poi andranno a preparare un po' di thè, dei biscotti…Niente. A quel punto chiediamo di pregare un po' in cappella…Mezz’oretta. Usciamo…Stiamo per prepararci a partire in città, diciamo di avere un po' di fretta a causa del cambio in banca…….Sono le 11,30. Veniamo a sapere che avevano tentato di telefonare perché venissimo a celebrare Messa…Ora è tardi… ma non è tardi per il pranzo, anzi è presto, e loro, senza farsi notare, hanno tutto preparato in fretta e con impegno.

Si: il pranzo è proto, prontissimo. Da una porta e dall'altra spuntano delle sorelle, delle postulanti, delle ‘riguardanti’….l’atmosfera si fa viva, gioiosa, . Il calore dell’accoglienza comincia ad avere tutto il suo profumo di cibo, di nomi, di paesi diversi, di gusto d’amicizia nel nome di Gesù….Si mangia, ci si presenta come a Betania con una parola che ognuno tira da dentro…Arriva anche la torta, e si scatena la danza. Danza africana con tutto il corpo in particolare le parti centro-basse….E la torta passa da una postulante all’altra finché una di loro danzando la porta sulla testa di Piergiorgio….e di lì al tavolo dove noi cinque, gli ospiti, la tagliamo insieme.                                                                                                                                    Meraviglia dell’accoglienza delle Piccole sorelle…Non dimenticheremo mai più. Avete aggiunto un’altra stella alle 5 che già avete nella graduatoria d’accoglienza.  

E l’accoglienza di Masuele (con Edina e altre lavoratrici...), la gentile, spontanea, affettuosa ragazza che al Cuamm di Dar ci ha orientati e ‘serviti’ nelle varie necessità con il tono di un’opera musicale andante-allegro. Davvero abbiamo avvertito quanta buona energia passa da chi fa il proprio lavoro non come un pesante dovere, ma consapevole di compiere un’opera d’arte.

Tant’ è vero che Mauro, artista della chitarra, nell’intento di imparare un po' di swahili e frastornato dai frequentissimi Karibu, Karibuni, arrivando in qualche famiglia o gruppo salutava con entusiasmo : Karibu, Karibuni, sorprendendo gli ospitanti ai quali non rimaneva che rispondere ASANTE (GRAZIE), esattamente il contrario del normale. Ma abbiamo capito che ci stava bene, e che spesso il rovescio delle situazioni ha un suo valido significato.                                                                                                                                                           Solo se in ogni situazione e con tutti siamo ospiti e ospitanti allo stesso tempo, possiamo dire di aver intrapreso il vero pellegrinaggio della vita, possiamo sperare d'essere 'artigiani di umanità, di pace'.

                                                     Kwa herini, Arrivederci       Tom

(Prossimamente la Seconda parte).