Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

SAPORE D'INCONTRO ...'OLTRE'

Sapore d'incontro, sapore di fraternità, sapore di libertà, tono d'amicizia gioiosa. Incontro è guardarsi negli occhi, allo stesso livello pur di diversa statura; è ascoltarsi in piena fiducia, è rispetto e umile accoglienza delle differenze che, allora, arricchiscono invece di separarci e farci paura; è 'darsi la mano' che va fino ad aver cura concreta dell'altro in ogni suo bisogno, ma senza imporre o controllare                        E' dunque alleanza di cuori, è creatività sviluppata insieme, è in qualche modo condivisione d'un quotidiano con tutti i suoi problemi, sofferenze e gioie. Avverto anche che gli auguri personali quest'anno hanno bisogno più che mai di un respiro 'oltre','che potremmo chiamare il soffio o corda della speranza. La speranza: una corda lanciata sull'oltre, sul futuro; una corda dall'impossibile umano al possibile divino-umano, una corda di un progetto arcobaleno che fondamentalmente è il progetto (sogno) di Dio, il sogno di Gesù: un regno, una famiglia, una casa, una nazione, un popolo di tutti fratelli, nella convivialità di differenze, di lingue diverse, di etnie, di religioni,

Ecco allora che, osando fare gli auguri a tutti gli amici, in particolare per il gruppo residenziale provvisorio (siamo in 5-6 tutti provvisori) della Fraternià-Eremo Betania, per i membri dell'Associazione Betania, per voi collaboratori e ospiti di Betania, mi ritornano carichi di un appello a incontri personali, a lanciare la corda della speranza per superare tanti piccoli muri e intravvedere 'pascoli verdi e tavolate di amicizia festosa' Il sogno di Dio è scritto nel DNA di ogni persona umana, ma è così profondo che solo chi sa far silenzio e sa fermarsi e meditare lo porta alla luce e vive come artigiano di quel sogno. Ringrazio Dio che mi da ancora di 'sognare', di avere il progetto di una fraternità universale di tutti fratelli e sorelle, di un cosmo che viaggia verso un'armonia piena....mentre appare tutto il contrario, mentre dominano i muri di divisione, di diversità sentite con paura, come ostacoli invece che ricchezze.

Questo 'Oltre' mi abita e mi incoraggia a osare gli auguri di Buon Natale, auguri che mi ritornano un po' scomodi. Mi ritornano scomodi ma alla fine gioiosi perché invitano proprio me a uscire da un Natale 'dolciastro', a base di un consumismo mangereccio, di regali alla moda, a non ripetere liturgie 'belle' perché diverse o stucchevoli e vuote, per vivere un Natale con attenzione a incontri più personali.

Un Natale con le porte aperte, non solo della casa, ma del cuore, oltrepassando vari muri di differenze di carattere e di formazione, muri di pregiudizi e di 'giudizi' che, magari inconsciamente, mi abitano, di paure dell'altro diverso per etnia, per cultura, per religione... E' dalla paura che nascono erezione di muri, costruzione di armi fino alla follia del nucleare, disprezzo dell'altro, violazione dei diritti fondamentali umani....,

Ancora muri da oltrepassare con varie corde legate alla speranza: il muro delle prima reazione, spesso insensata (la corda della riflessione,); il muro dell'indifferenza (la corda della compassione); il muro dell'individualismo (la corda del bene comune)il blocco dell'identità fissa, immobile; il muro del razzismo (la corda della misericordia con se stessi, con gli altri) Insistendo negli auguri della corda lanciata dalla speranza, sottolineerò, secondo l'esigenza di ognuno, parole vive come: creatività, fraternità, amicizia, libertà, porte aperte, vastità di cuore, relazione armoniosa....

A chi non lancia la corda della speranza , i muri cadranno loro addosso e non è castigo di Dio, ma conseguenza naturale della Vita che si difende da chi la disprezza negli altri diversi e deboli.

                               YUYUYUYUYUYUYUYUYUY

Dove nasce e dove continuo ad attingere il sogno-progetto di Vita che nel profondo tutti ci abita? In quel bambino di Betlemme,in quel ragazzo di Nazareth, in quel crocifisso risorto avviene il misterioso incontro-alleanza di Dio con l'Umanità. Un incontro-alleanza di una portata 'oltre' la conoscenza intellettuale, 'oltre' i sentimenti', 'oltre' lo stesso cuore, ma soprattutto 'oltre' le cortine fumogene dell'orgoglio personale e quello di scienza, di tecnologia, di religione, di razza. Un incontro-alleanza in cammino, che già pieno ora, ma in figura, attende e spera un 'oltre' totale.

'Rallegrati, Maria, amata da Dio' 'Oggi ci è nato un Bambino'....'Una spada ti trafiggerà il cuore'....Tu sei mio figlio diletto'

I Vangeli narrano la storia di Maria, di Giuseppe, di e di Gesù, figlio di Maria e figlio di Dio.... Nella loro storia, in particolare quella di Gesù, c'è la storia mia, tua, di ogni vivente. E' paradigmatica. Parola difficile, ma che semplicemente vuol dire che nella storia di Gesù, storia umana-divina anello centrale della storia tutta, leggo la mia storia e tu sei chiamato a leggere la tua storia. Questo vale anche per le famiglie, le comunità, la chiesa, l'umanità tutta.

''Rallegrati, Maria'....'Tu sei mio figlio....Oggi, Natale 2018, è' detto a te Delfina, a te Eliseo, a te Francesca, a te Erica. E' detto a Massimiliano, a te Teresa, a te Fabio, a te Tommaso, a te Morena. a te Aziz, a te Sandro, a te Elena, a te Sabrina, affamata di soldi ma per sopravvivere. Mistero della fede, ma il Bambino Gesù che nasce a Betlemme, il Verbo-Dio che si fa carne, che si fa uno nella storia di tutti, il giovane falegname di Nazareth, cittadina sconosciuta, alla domanda: chi è Dio? permette di rispondere: Dio è Gesù di Betlemme,di Nazareth. E alla domanda: chi è l'umano? permette di rispondere: ogni umano è (figlio di)Dio. Rallegrati dunque, amico mio,amica mia, chiunque tu sei, dovunque tu vivi, qualunque sia il tuo passato, oggi ci è nato un Bambino, un fratello. In Lui siamo tutti fratelli dalla nascita e lo diventiamo con l'artigianato della fraternità, che è sapore d'incontro...oltre.

Buon Natale Tom