Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

Pace e gioia a ognuno dei pellegrini e delle pellegrine.

(Solo pochi raggi di luce fra i tanti che hanno illuminato il nostro Pellegrinaggio .

Troverete molti e più vivi raggi di luce dalla condivisione di tutti in 10 righe richieste.)

La lunga preparazione del pellegrinaggio, unita ai chiari obiettivi -Incontro con persone e realtà significative; camminare 'sui passi di Gesù'; visitare i luoghi più caratteristici dove ha vissuto accompagnati dalla lettura e meditazione di passi dell'A. T e del Vangelo per un'immagine più concreta del Gesù storico-, ha dato buoni frutti.

Primo fra tutti: un gruppo unito fin dall'inizio, senza sbavature; un gruppo cresciuto in amicizia, fraternità e nella gioia d'esserci. Davvero da sottolineare 'lo spirito' unitario del gruppo. Ci eravamo preparati da lungo tempo e con obiettivi precisi...Chi ha aderito ha avuto tempo di entrare nello 'spirito', per cui non ci sono state deviazioni di tipo turistico o altro,ma si è realizzato fondamentalmente 'un cuore solo e un'anima sola' nella diversità dei pellegrini.

Un bel contributo è venuto dalle tre-quattro condivisioni fatte , raccontandoci, a partire da una parola scelta, intenzioni, motivi del pellegrinaggio, attingendo alla propria storia personale.. Un gran dono questo 'raccontarci' gli uni gli altri in clima di non giudizio, di ascolto profondo. Ci ha permesso di continuare il pellegrinaggio 'portandoci gli uni gli altri nelle sofferenze, nelle felicità' e nelle arricchenti diversità.

Il desiderio di ritrovarci a Betania per 'rinsaldare' il clima di fraternità e amicizia è anche frutto di queste condivisioni e di quelle più personali avvenute durante tutto il pellegrinaggio in vari momenti di cammino, di sosta, di stanza comune per la notte.

Dovunque siamo passati abbiamo lasciato uno degli 'Occhi di Dio' (piccolo quadrettino in vari colori di lana, realizzato insieme prima del pellegrinaggio) e il logo con la scritta:

'Peregrinando nei territori di Gesù il Pellegrino, Amico e fratello di tutti, i nostri passi annuncino PACE E GIOIA nella giustizia, nella misericordia e nella fraternità delle differenze. Questo uno degli obiettivi essenziali dell'andare nei territori di Palestina e Israele.

Ci è stato dato di accogliere e condividere desideri e azioni di pace, in particolare da persone e realtà significative di 'artigiani di pace', cioè di segni concreti di pacifica convivenza e gustare il sapore della speranza in situazioni dure di divisioni a causa del territorio, di arroganze e abusi di proprietà, di scontri economici, sostenuti da fanatismi etnici,culturali e religiosi.

La maison d'Abraham a Gerusalemme, i piccoli fratelli e in particolare Violetta e la sua associazione di 'tessuto (appunto per tessere legami sociali e fraterni) a Nazareth; Il vescovo melchita, novantenne, di spirito giovane e gioviale, e l'accoglienza nelle case a Eilaboun; infine la bella realtà di Nevé Shalom (oasi di pace dove convivono nel rispetto reciproco ebrei e arabi mussulmani e cristiani),ecco alcune realtà che ci hanno iniettato dosi di speranza,di incoraggiamento a portare avanti nel nostro quotidiano iniziative concrete di pace, di fraternità per diffondere nel mondo dinamiche di pace, vero scopo del nostro vivere.

Certo ci hanno toccato molto anche i luoghi 'santi' da Gerusalemme a Nazareth, a Cafarnao...

Un vero dono lo straordinario lavoro di organizzazione e di accompagnamento di fra Jordi, esperto di questi luoghi, attento all'archeologia, al legame con i testi biblici e in particolare con il Vangelo. Abbiamo anche cercato di pregare in questi luoghi con lo spirito di discepoli, di seguaci appassionati della storia dell'Uomo Gesù, bambino a Betlemme, lavoratore a Nazareth, battezzato nel Giordano (e qui ognuno ha fatto una rinuncia o delle rinunce, e poi un 'credo' personale con i piedi nell'acqua e aspergendoci vicendevolmente), pellegrino che passa sanando e annunziando Dio padre dal cuore di Madre,. Un uomo che da la vita per amore anche dei nemici, gratuitamente, follemente agli occhi del mondo, un giudeo che muore come fratello di tutti, per cui il primo a riconoscerlo Dio è un centurione romano, un pagano.....Al calvario, il primo giorno, molto bella e coinvolgente la silenziosa messa nel sepolcro al mattino presto. .

In questo obiettivo 'd'essere una preghiera in cammino sui passi di Gesù', un grande aiuto è stato il camminare, 'scendendo da Gerusalemme a Gerico': un percorso di circa tre ore nel pietroso e prezioso Silenzio del deserto; e poi da Gerico a Kumran e Mar morto.

Due bagni: uno nelle Sacre Scritture, che i rotoli del primo secolo d. C., ritrovati in queste grotte, hanno confermato essere autentiche, e l'altro nelle acque 'morte' del mare con una sgradevole sensazione di impossibilità a nuotare, apprezzando poi le acque del 'mare di Galilea' dove i 'discepoli di Gesù' hanno potuto, sulla Sua parola, pescare ottimo pesce e nuotare al largo.

Ecco: nuotare al largo nel quotidiano dei giorni, proprio come ci ha indicato l'ultima tappa a Cesarea di Filippo con la visione di Pietro che è invitato a non chiamare impuro nessuno, con Paolo   annunciante con la vita e con la parola Gesù Crocifisso per Amore, Risorto ,Spirito di Vita, fratello e Amico universale.  

                   Un abbraccio a tutti. E ora è cosa ancora più bella e buona la nostra esistenza. Tom