Fraternità

Eremo Betania

L'accoglienza a Betania riprende il 13 febbraio.

R I T I R O

Silenzio-Semi digiuno-consapevolezza-preghiera

dal 7 sera al 10 mattino presso Comboniane di S. Felice del Benaco

 

Che dire di queste tre notti, quasi tre giorni completi di 'Ritiro' con le caratteristiche del silenzio e del semi digiuno?

Innanzitutto un grazie all'Ispiratore, Spirito di Amore, Padre di Misericordia, Gesù Fratello e Amico; Lui ci precede sempre e ancora una volta lo abbiamo sperimentato.

Grazie a Donatella e Noris per la proposta, accettata in pieno e con gioia perché la portavo nei desideri e nel cuore da tempo, e grazie per la preparazione e la conduzione del ritiro con bella esperienza, con saggezza e spirito d'amicizia gesuana.

Un primo frutto che ho notato in tutti (spero di interpretare bene): abbiamo respirato con serenità il silenzio.   Il silenzio, come tutte le realtà umane, è ambiguo,per questo a volte può far paura o almeno timore. Noi l'abbiamo in questi giorni conosciuto come compagno amico, come luogo di musica, cioè qualcosa di divino, di mistero non pauroso, bensì portatore di vita, di comunione, di bella amicizia fra tutti.  

Il dono della decisione di fare un periodo di silenzio 'insieme', in gruppo non troppo numeroso! Eravamo in nove e ci è sembrato un numero buono, di più sarebbero troppi.

Invece della paura ho notato la ricerca del silenzio da parte di tutti, e spesso il dimorare in silenzio con gioia, con profonda meditazione.

Ecco, cercavamo il 'vuoto -silenzio', lo svuotarsi di sé, il diminuire e l'abbiamo anche trovato, ma insieme un pieno di musica in silenzio, di relazioni in silenzio, di preghiera in silenzio, di gioia in silenzio....A noi oggi di trovare e di essere dei segni di un Natale nella greppia, nella stalla...là dove hai più caldo che nel palazzo di Erode o del Governatore Romano, o nel Tempio dei sacerdoti.

Silenzio, un altro nome di Dio, ho sentito dire dai Twaregs in Algeria, fra i quali Charles de Foucauld ha vissuto. Condivido.

Un altro frutto: i benefici di salute fisica e spirituale del semi digiuno. Qualcuno si faceva un po' di problemi: Chissà se ce la faccio, chissà se starò bene alla fine...?   Domande un po' infantili, dato anche il breve periodo di digiuno, ma, si sa, la fame è fame e....pensare di digiunare sconcerta.

Vorrei subito dire che, grazie all'esperienza di Noris e all'abilità nel preparare i succhi, le bevande, le verdure alla sera, siamo stati nutriti meglio che nell'ordinario dei giorni.

Come posso affermare questo? Nell'ordinario dei giorni in genere mangiamo troppo o male esagerando in certi cibi e tralasciando altri più salutari, più adatti a un equilibrio nutritivo...Vero?

Dal succo di acero alle spezie varie, alla frutta e verdure tra mattino e sera, personalmente non ho avvertito stimoli di vera fame, anzi devo dire che fisicamente e spiritualmente ne ho tratto grande beneficio, così da poter dire con sincerità: abbiamo mangiato 'meglio' per la salute integrale che nel quotidiano della vita.

Sicuramente il semi digiuno ha liberato energie nuove di pensiero, di comunicazione armonica, di cuore, di apertura a 'sognare' positivo.  Semi digiuno per sognare, ma non stupidaggini infantili, bensì una bella amicizia fra noi, un miglioramento del bene comune, più fraternità fra i popoli, fra le chiese, in famiglia, fra le persone a partire dai vicini di casa.

E poi le campane tibetane, il gong, i disegni su grandi e piccoli fogli, gli esercizi di risveglio e delle 10 posizioni....Sottolineerei in tutte queste attività, in particolare le campane tibetane, il coinvolgimento comunitario, lo stimolo a relazioni fraterne e amichevoli belle, piene di tenerezza, di,cura dell'altro, di affetto, che aiutano a sorpassare di slancio differenze di carattere,di età, di tradizioni spesso percepite invece come muro, come ostacolo.

Il tutto vissuto in preghiera. Non abbiamo fatto molte preghiere ufficiali, 'stabilite'...Abbiamo cercato e a un certo punto capito di “essere preghiera in cammino. E così sia.   Tom