Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

Pace e Gioia!

Carissimo Fratello,

                                 Sono decenni che questo augurio mi accompagna, quasi come fosse il mio stemma, ma ancora oggi sento forte dentro di me la gioia di viverlo e condividerlo.

Due parole -pace e gioia-, che 'insieme' trasmettono quel senso di serenità che si avverte quando si è al servizio di un bene comune. Un sentimento che nasce da qualcosa che si è vissuto gratuitamente, non per sé stessi, ma per e con gli altri., alla pari, Insieme, mano nella mano, faticando insieme, gioendo insieme.

Questo è uno degli insegnamenti più importanti appresi da Charles de Foucauld e tra i principali motivi che mi hanno spinto da Prete diocesano a passare nei Piccoli Fratelli del Vangelo.

Charles ha fatto esperienza che Dio è nel Fratello, presente come nell'Eucarestia.

E proprio per questo, appassionato di Gesù di Nazareth, andò in Algeria, come ultima tra le sue esperienze, per amicizia con tutti, per essere riconosciuto come un Fratello e gioiva che la sua abitazione cominciasse a essere chiamata dai tutti : la Fraternità.

 

Una frase mi ha colpito molto fin dalla prima volta in cui l’ho sentita molti anni fa:

Ho cercato me stesso e non mi sono trovato; ho cercato Dio e non sono riuscito ad incontrarlo, a capirlo; ho cercato l’altro, e, riconoscendolo come cosa sacra, ho trovato tutti e tre. Io, Dio, l'altro”   La sacralità dell’altro è alla base di tutto; è accettando l’altro che accetti te stesso.

L'economia di mercato con l'idolo del denaro, la politica al suo servizio, le religioni, spesso agganciate al potere: tutto un sistema che divide anziché unire, che spinge all'individualismo, allo scontro. Un sistema che porta a vedere le diversità come minacce, negli altri dei nemici, quando invece si ha di fronte una possibilità di umanità, arricchita dalle differenze, dalle esperienze vissute.

Anche le stesse religioni, fatte per la 'comunione', spesso cadono in questa dimensione di divisione.

Il Dio veramente di tutti lo si trova in una spiritualità cosmica, planetaria in cui si riconosce che tutti gli esseri viventi sono in relazione l'uno con l'altro e l'universo è un misterioso e perpetuo movimento intriso d'Amore ineffabile e senza misure.  I mistici di tutte le religioni (uomini e donne essenziali, semplici, abitati dallo Spirito) riconoscono e vivono questo.

“L'altro esiste, vedo il suo volto, dunque anche io esisto. Sono gli altri che salvano me, non io che salvo loro”. La religione deve portarci qui, a questo amore fraterno, a questa fraternità universale, che è la vera Bellezza che salva.   E poter dire a ognuno che incontri: E’ cosa buona che esisti!

 

Charles de Foucauld, esploratore in Marocco, esploratore in Palestina, scopre Gesù figlio di Dio ma come uomo e fratello, Dio fratello in Gesù, Dio fratello nei piccoli, in ogni persona umana. Un uomo che si fa piccolo, che lavora come tutti gli altri, che non tiene ai “titoli”, alle etichette, oltre le religioni, oltre le etnie, culture….: fratello universale.

Il mio desiderio, caro fratello, è che chiunque venga qui a Betania trovi innanzitutto un fratello, un uomo con i suoi pregi e difetti, ma persona umana prima che Piccolo Fratello inteso come “titolo”, prima che prete, prima di ogni altra appartenenza….

Non si viene qui per trovare un guru, un professionista, ma per trovare un proprio pari.

Così è nata Betania: uno spazio e un tempo per tutti, dove ritrovare l'altro, sé stesso, Dio.

Un ambiente di famiglia per chi ha delle ferite da curare - chi non ne ha? - o per chi ha perso il senso della propria vita. “Una sosta al pozzo di amicizia e di pace, dove possono riposare Dio e l’uomo per continuare a camminare e vivere con speranza il pellegrinaggio più lungo: diventare amico di sé stesso, degli altri e di Dio.”

 

È l’accoglienza il colore di base che dà il senso alla vita umana. Un’accoglienza nella quale tacciono le definizioni, tace ogni giudizio. Siamo fatti per accoglierci a vicenda, perché coloro che accolgono e coloro che vengono accolti hanno sempre qualcosa da scambiarsi, da donarsi, da raccontare. Il raccontarsi in un ambiente libero, in cui non si è giudicati, è già vivere sereno, è passo liberante dalla paura e cammino conviviale attorno al tavolo dell'amicizia con tutti.

Questo cammino conviviale qui alla Fraternità-Eremo lo chiamiamo Radio Betania.

A tavola - luogo di convivialità delle differenze- ci diamo del tempo per riconoscere i volti ascoltandoci a vicenda condividendo il cibo.

Fraternità-Eremo Betania significa abitare insieme nella contemplazione, nel senso di meraviglia verso la realtà, verso la vita. Contemplare è come ritornare bambini: meravigliarsi di tutto, un tutto che è vivo, una realtà vivente che ci circonda, che ci abita e che noi abitiamo.

Per questo il rapporto con la Natura, questo Respiro con il Creato, è un ulteriore caposaldo di Betania. Un dialogo silenzioso con la Natura che può essere raggiunto tanto nelle camminate mattutine o durante la cura dell’orto, quanto nella meditazione e preghiera in cappella,.

Meditazione: contemplare il silenzio, tessendo fili di comunione invisibili, più forti delle parole

Buddha diceva che il silenzio non è vuoto, nel silenzio avviene l’illuminazione.

È in questa dimensione che spesso e volentieri scoppia la Luce nelle nostre vite, che riusciamo a toglierci dei pesi, quando siamo pronti a rinascere e diventiamo capaci di perdono.

Caro fratello, ogni nuovo giorno che nasce dedica almeno 15 minuti di meditazione - silenzio - contemplazione e lasciati invadere dalla luce: Aurora del giorno e Aurora della vita.

Desidero condividere con te un racconto rabbinico che mi piace molto.
“Un rabbi un giorno chiede ai suoi discepoli: Quando puoi dire: non è più l'aurora ed è già l'alba?

Il primo discepolo: Quando vedo un’ombra in lontananza e riesco a dire: quell'ombra è un albero.

Il secondo: Vedo un’ombra che si muove, cerco di capire, dico: è un animale.
Il giorno seguente il rabbi ripropone ai suoi discepoli la stessa domanda.

Questa volta il primo dice: Vedo più chiaramente quell'ombra in lontananza, è un ciliegio.

Il secondo: Quell'ombra in movimento posso affermare essere una capra.

A questo punto il rabbi dà la sua risposta: Ciò che avete detto è bene. Ma io vi dico: vedo delle ombre che si muovono in lontananza, non so distinguere se si tratta di uomini o di donne, di un bianco o di un nero, di un giovane o di un anziano. Non importa e dico: ecco mio fratello, ecco

mia sorella, questi sono miei fratelli e sorelle.

È qui la vera alba dell'Umanità, dell'Universo: e sia così.”

Amico caro, alla Fraternità-Eremo Betania desidero che si respiri questo soffio, quest'aria che mantiene viva la speranza e il sogno dell'umanità, che è poi il sogno di Dio:

Tutto e tutti abbiano la vita in abbondanza, vita di amicizia fraterna.

Non lasciamoci rubare mai la gioiosa speranza e il sogno d'una fraternità universale.  

                  

                                 Pace e Gioia!

                                                                     Tuo fratello, Tommaso