Fraternità

Eremo Betania

SPAZIO E TEMPO D'INCONTRO CON DIO, CON GLI ALTRI, CON TE STESSO...

IMPRESSIONI, EMOZIONI, CONDIVISIONI

CIRCA IL PELLEGRINAGGIO IN SARDEGNA

SUI PASSI DEI PICCOLI FRATELLI DEL VANGELO

E’ stato un pellegrinaggio del tutto diverso dalle attese e da quelli fatti in passato.

Poco cammino, molti incontri, molti stimoli e emozioni.

In questo senso è stato un vero pellegrinaggio (non un viaggio né un cammino) nei luoghi dei Piccoli Fratelli, e nella memoria da loro lasciata.

Ma il ritorno in luoghi visitati molto tempo fa

è stato anche un pellegrinaggio nella mia grotta interiore, una

discesa nel mio profondo

.

Ho scoperto dentro di me concrezioni di tanti colori formatesi negli anni della mia lunga vita.

Ho contemplato e ringraziato della VITA

che mi è stata concessa in tutte le sue forme.

Natura, Persone, Lavoro, Famiglia.

Mi sono trovato immerso nel cuore di molte persone

:Tom,

il gruppo, gli amici di

Ottana, di

Bindua, di Carbonia

.e anche lì ho scoperto “grotte”profonde emeravigliose

per colori e dimensioni

Tutto questo mi ha fatto vivere queste giornate con un senso di leggerezza e di meraviglia.

                                                                 PieroFusina

Sui passi dei piccoli fratelli.....

passi decisi e di profonda condivisione ci sono apparsi, orme ancora ben visibili nella vita dei fratelli sardi che ci hanno accolto e accompagnato a conoscere una Sardegna che desidera essere piu' profondamente amata.

Terra diversa e molto generosa quando apparecchia al tavolo della grande famiglia umana, tutto cio' che ha.

Attraversare i territori sardi è stato per noi aprire  il nostro  cuore all'altro ma anche riconoscerne  il grande valore  e stimolo ad un "risveglio reciproco alla vita".

I piccoli fratelli vivi negli sguardi ci invitano ad approfondirne i tratti e lo stile tra meditazione profonda  e vita condivisa con le fatiche degli uomini.

                                                                                                                       Anna e Mauro 

ESSERE PELLEGRINI, forse, E’ ANDARE INCONTRO AL SIGNORE CHE VIENE…

Lasciare la nostra nota “area quotidiana”, dove si tende inevitabilmente all’automatismo dei gesti e al circuito chiuso dei pensieri, e mettersi in cammino non solo in senso metaforico ma concretamente scendendo in strada.

Stimolati dal nuovo utilizziamo al massimo tutti i nostri sensi non fosse altro che per orientarci. Bisognosi di comprendere stiamo in silenzio, facendo il vuoto, condizione basilare per permetterci di ascoltare e di accogliere dentro di noi.

In questo cammino in una terra quasi estranea all’Italia, mi è venuto incontro l’umanità, con suo carico di sconforto e speranza, invidia e generosità, isolamento e gioiosa condivisione.

Anche la terra alternava campagne aride a colline fertili, poderi bruciati a distese d'uliveti e vigneti coltivati con sapienza.

Sempre mi ha accompagnato la gioia dell’incontro con persone desiderose di accogliere e condividere , nella bellezza dei paesaggi mutevoli.

Mi hanno chiamato ”sorella”, invitato a danzare, nutrito e ascoltato, resa partecipe delle loro vite. In gruppo, camminando insieme anche nel vento, ci siamo sgranati e ritrovati lungo la strada tessendo giorno dopo giorno il senso di appartenenza non solo a noi, gruppo pellegrino, ma a un’unica umanità.

In questo andare le tappe sono state segnate dall’incontro con testimoni: uomini che hanno saputo rendere operosa la Sua parola con coraggio, inventiva e costanza.

Che io riesca a lasciarmi ogni giorno incontrare da Lui perché, per quella che sono, possa tradurre in opere il Suo amore.

                                                                                                     Carla Pennati

Il pellegrinaggio in Sardegna sulle orme dei Piccoli Fratelli è stato per me un pellegrinaggio d'incontri:  abbiamo conosciuto delle persone fantastiche che ci hanno accolto con un calore, una fiducia ed una disponibilità straordinarie, altra cosa commovente e stupefacente è stato il constatare che il ricordo dei Piccoli Fratelli vissuti nelle diverse località era vivissimo tra la gente , come se fossero andati via il giorno prima!
Una testimonianza potente!
Per me inoltre il pellegrinaggio si è aperto con la visione di una scultura di Maria Lai un grande presepio e si è concluso a casa di un'amica dei Piccoli Fratelli che vive a Cagliari dove ho ritrovato delle sue piccole sculture sempre a tema "Presepio" ...singolare coincidenza. Maria Lai era una grande artista sarda che io avevo conosciuto anni fa a Roma e che amo moltissimo....
Il tema della nascita dunque...una nascita nello "Spirito”

                                                                               Donatella Buttiglione.

20 settembre. Il cammino è terminato da 8 giorni, il tempo a disposizione per il ‘compito a casa’ sta per finire. Dunque, quale essenza dei passi e degli incontri condivisi provo a salvare con le parole?

L’impronta più forte, più straordinaria del cammino in Sardegna per me è l’accoglienza. A Sarule, a Ottana, a Bindua, a Carbonia, a Sestu, alla Collina. Diversa nelle modalità, ma sempre senza riserve, abbondante. Nell’etimologia della parola accoglienza è presente, oltre al significato di raccogliere, anche quello di scegliere. Ma io scelgo ciò che è prezioso, quindi ti accolgo perché ti ritengo prezioso. Così ci siamo sentiti tutti, preziosi. Fino all’emozione, all’impreparazione, al disagio, quasi. Grande, difficile lezione.

D’altra parte, se il cammino e il viaggio sono stati fonte di accoglienza, il pellegrinaggio è stato per me esercizio di accoglienza. Camminare insieme, parlare, pregare, nutrirsi insieme avendo fatto gruppo quasi per caso è possibile. Ma dirci a vicenda grazie che esisti dal profondo del cuore, vivere questo grazie accogliente con la gioia leggera che non conosce riserve e giudizi, questo non è scontato, è esercizio, conquista del cammino. È esercizio benefico, che trasforma. Lo devo, da tempo, a Betania.

Infine, ma solo per non andare troppo oltre le dieci righe, mi piace recuperare almeno un aspetto del cammino in Sardegna: l’imprevisto, la sorpresa. Nella vita se ne ha paura, perché ci rassicura pianificare, organizzare. L’imprevisto ci spiazza: ‘stasera non ci sono letti per tutti in cui dormire..’. E invece la mancanza di letti si trasforma in una festa, in un gioco a tornare ragazze, che sbriciola gli argini e ci avvicina. Un invito anche questo, dico a Cinzia, ad accogliere imprevisti e sorprese della vita. Sia fatta la tua volontà.

Grazie dal cuore a tutti voi, compagni di cammino, viaggio, pellegrinaggio!

                                              

                                                                                    Cinzia Anselmi

 

Camminare viaggiare pellegrinare: le tre parole guida di questa esperienza che mi hanno accompagnato per tutto il tempo del pellegrinaggio. Grazie per avercele date caro Tom perché mi hanno aiutato ad entrare nelle profondità del significato di  Pellegrinare  : tre verbi  che si intersecano fra loro e si completano nel pellegrinaggio come cammino e viaggio dentro se stessi attraverso l'atto fisico del cammino e dello spostamento da una meta all'altra e dell'incontro con l'altro come meta sacra di conoscenza. Conoscenza di se stessi nell'accogliere e nell'essere accolti. Vorrei aggiungere un altro verbo che ho imparato a declinare : ascoltare . Ascolto di chi peregrinava con me , di chi ci accoglieva con commovente generosità e gratuita'. Abbiamo raccolto il bene seminato da chi è passato prima di noi, il bene seminato è eterno e chi lo sa raccogliere ha l'impegno di essere lui stesso bene da seminare . Un caro abbraccio a tutti i miei compagni di pellegrinaggio ❤️

                                                                                           Maria Luisa Puri

Da Nuoro a Cagliari a Iglesias per ritornare ancora a Cagliari. Percorso strano nelle terre aspre di Sardegna, sospeso fra il viaggiare, il camminare però con il cuore aperto da pellegrino.

Così è stato il regalo che Tommaso mi ha fatto.

“Viandante non c’è via, si fa via con l’andare”

E la via si è dipanata negli incontri con le comunità di Nuoro, Bindua, Ottana, Sestu, Serdiana… fatte di uomini e donne severi perché forgiati dalle miniere, ma grandi nell’accoglienza. Hanno spalancato porte, case, imbandito mense, aperto a noi il cuore ricordando, a distanza di anni, l’abitare fraterno, fra loro, dei Piccoli Fratelli.

Per loro Tommaso assieme ai Piccoli Fratelli è stato , ed è uno che si è sporcato le mani per condividere e promuovere con i poveri della Sardegna una chiesa viva, incarnata. Potere della testimonianza!

Ho camminato leggera, in sintonia con gli altri del gruppo, incantata dai frutti dell’accoglienza maturati dal passaggio di piccoli fratelli, svincolata dal tempo, tolta alla tentazione del superfluo.

Ho scoperto nuove terre, ho raccolto buoni frutti nell’incontro ed ora l’impegno di rendere ai passanti sulla mia via.

Che il tempo ci arricchisca e non ci eroda.

                                                                                                                    Mary con Giordano

Giorni intensi sono appena trascorsi!

Dopo i primi momenti di smarrimento dovuti al mio essere nuova nel gruppo (e anche in Sardegna!) e arrivata a pellegrinaggio iniziato, mi sono sentita presto parte di esso.

Essendo per me tutto nuovo, ho cercato di accogliere i minuti e le ore una dopo l'altra, con l'abbandono e lo stupore di un bambino. Il lavoro antico e dal valore inestimabile della tessitura dei tappeti sardi è stato per me una grande lezione di lentezza, nel mondo del tutto e subito a cui sono abituata. Questo incontro ha dato il LA a mille altri incontri, con persone appassionate e impegnate, che non hanno esitato ad aprirci cuori, cucine e camere da letto! Accoglienza, ospitalità, fraternità, dono di sé, l'amore ancora vivo per i piccoli fratelli passati per di là. La natura ha fatto il resto: il mare cristallino, la famosa macchia mediterranea attraversata in pieno, i profumi, le rocce, il maestrale violento, i fichi (quante merende!).

Un'emozione particolare me l'ha data vederla e ascoltare il racconto in prima persona sulla chiesetta che sessant'anni fa ospitò i primi tre piccoli fratelli fattisi sardi.

C'è stato poco tempo per pensare, interiorizzare, i minuti erano densissimi e questo lavoro l'ho potuto solo fare una volta tornata a casa, dove mi ritrovo certamente più ricca di molte cose, dagli sguardi delle tantissime persone incrociate, alle loro parole, ai loro esempi e sproni.

Ringrazio e abbraccio tutto il gruppo di pellegrini, buona continuazione nel sentiero della vita a tutti!

                                                                                                       Francesca

Pellegrinaggio in Sardegna 2017

Differenza tra :PELLEGRINO- VIAGGIATORE – CAMMINATORE

  • Io penso che un Pellegrino , per dirsi tale, deve avere la vocazione del contemplativo , come qualità intrinseca . L’altra cosa che mi viene in mente è che il Pellegrino , colui cioè che va a visitare i luoghi sacri , reca in sé anche lui qualcosa di sacro e incute un rispetto speciale che nessuno osa negargli.
  • Il viaggiatore è l’antitesi del pellegrino, perché non penetra la realtà, ma la prende , la consuma, la ruba. Lo identifico con il turista, spesso ignorante dei luoghi che visita in maniera molto egoistica. Nei confronti della gente del luogo è un rompiscatole, disturba gli equilibri del territorio ( basta vedere la basilica di s.Pietro, assalita dai turisti , ma anche i bar e i ristoranti del centro storico che trasformano la città in un albergo a cielo aperto, dove monumenti e storia ma anche il popolo che ci abita, passano in secondo piano, mentre sembra che i veri protagonisti siano loro , i turisti !
  • Il CAMMINATORE fa un esercizio sportivo per puro piacere, che trova rilassante e meditabondo; aggiusta i suoi passi al ritmo del suo cuore , scaccia i cattivi pensieri e se cammina insieme ad altri e – come spesso succede – nella natura , coltiva non solo il senso della solidarietà, l’altruismo ma con lo stupore di luoghi e panorami impara ad ascoltare ciò che nella Natura è nascosto e si rivela solo a quei pochi che la amano davvero .

COSA CONSERVO NEL RICORDO DI QUESTO PELLEGRINAGGIO

OTTANA – l’incontro di Tommaso con le “spazzine “ Una di loro ha detto ;: E’ stato Tommaso che ci ha insegnato a piantare gli alberi . Alberi e giardini 40 anni fa non esistevano. La cittadina davvero è un gioiello di verde specie intorno alla bellissima cattedrale romanica con le sue pietre vulcaniche, scure, cangianti che si stagliano nette sul cielo azzurrissimo. L’incontro fortuito delle operatrici del verde mi conferma che le idee crescono . Bisogna avere il coraggio e la fiducia di seminarle La stessa dei contadini che tra le mani hanno solo minuscoli semi , che forse il vento spazzerà via lontano. Aggrappata a questa profondissima e recondita speranza , quella racchiusa nel seme, anche noi istruiti sull’esempio e senza neanche aver messo alla prova la pazienza dell’attesa, possiamo seminare. Tommaso non ha aspettato- mi sembra e forse non si è aspettato niente ; ha solo dato seguito a un imperativo del cuore, del suo cuore che dice : “Cura, abbi cura !”

“Getta le reti, Pietro” diceva il vangelo quel giorno ! Lì a Ottana è nata una cultura per l’ambiente, iniziata da persone che non erano andate lì per quello. A distanza di anni, almeno ai miei occhi, vedo che un piccolo seme ha germogliato .

OGNUNO Può GETTARE UN PICCOLO SEME NEL PROPRIO AMBIENTE CON LO STILE DI GESù, stile discreto, pacifico, ma attento fino alla commozione viscerale per l’altro. Ognuno a modo suo ha questo amore per la gente, ma avere una PASSIONE ILLOGICA DELL’ALTRO COME FRATELLO , questo è un ancora passo avanti ….

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Ecco sono mancata solo 2 settimane dalla routine. Senza Tv, senza giornali e poca radio in camper ……Che cosa mi sono persa ?

Una bomba sulla metro di Londra, un altro femminicidio, un’altra bomba ad opera del nuovo dittatore di marca asiatica. Un nubifragio per l’incuria degli uomini che ha ucciso più di 20 persone e dulcis in fundo , lo scioglimento dei ghiacciai a causa delle elevate temperature estive !Meno male che a Mosca – Russia, per lo stesso motivo è aumentata la produzione di grano.

E meno male che la tanta Bellezza che ho visto ha attutito, smorzato la violenza, le brutture, il male . Il viaggio è stato fatto nella Bellezza dei luoghi . E l’effetto-bellezza toglie la tristezza! Pensare che la Bellezza è sempre là dietro la porta, basta che tu esca Era bello vedere dal camper la fila dei Pellegrini che marciavano in colonna. Era bello vedere come la gente ci accoglieva quando arrivavamo! Accoglienza fraterna .

Pace! Pace desidera il cuore.

Questo è stato un VIAGGIO NEL CUORE . Nel cuore della Sardegna- Amore per la Terra nonostante i lutti e i dolori .

Le visite ai cimiteri = una riconciliazione tra Vita e Morte, qui non si nascondono le sofferenze e la morte non è un tabù e l’umiliazione e l’esclusione hanno solo l’effetto di fortificare orgogliosamente la “minoranza” intorno a uno stesso ideale . SOLO INSIEME POSSIAMO PORTARE AVANTI ALMENO UN PO’ DI QUEL CAMBIAMENTO IN QUESTO MONDO TROPPO INGIUSTO era scritto su un cartello nel Parco della Memoria voluto da fr. Gerardo e da tutti i minatori sopravvissuti. . In questo mondo troppo ingiusto ! Senza mezzi termini, senza inutili ipocrisie, senza sconti . Un mondo troppo ingiusto!

I minatori di Bindua erano già gente fiera e pronta alla lotta, nonché a sopportare sacrificio e umiliazioni, ma hanno lottato con a fianco un giovane (fratel Gerardo) che per scelta radicale cristiana ( cioè sull’esempio di Gesù) ha condiviso la loro stessa fatica fino alla fine   . Credo che fosse strano anche per il popolo vedere un consacrato, un prete, schierarsi così tanto dalla parte di chi soffre, che non è stato facile abituarsi a vedere al loro fianco un amico oltre che un dispensatore di liturgie e sacramenti , che in nome di quelli insegnava con l’esempio a benedire anziché a maledire quella vita disgraziata fatta di stenti e di soprusi , ma non ad accettarla passivamente, bensì lottando fianco a fianco , insieme, Insieme come formiche che divorano un granaio .

Il Progetto di fr. Gerardo è stato intensamente voluto e portato a termine .

Nell’unione si fa leva sulla positività che ognuno possiede; si deve invece tralasciare quel limite che è di ostacolo all’unità.

L’unità è costruita da modi gentili, da affabilità, a volte da un’armonia magica che si forma quasi da sé. Ai pellegrini del “Cuore Sardo “ , come mi piace chiamare quelli che hanno partecipato a questo cammino, è successo tante volte di emozionarsi all’unisono, di tacere tutti insieme in un silenzio cogitabondo e carico di pensieri , o di ridere allegramente tutti insieme.

Ed ora appunto : Come continuare nel quotidiano ?

Come sorpassare i soliti ostacoli ed evidenziare invece il positivo che ognuno possiede? ( questa è certezza acquisita ormai, ognuno possiede un positivo !)

Credo che il primo passo è l’affrancamento da ogni dipendenza . Credo a quello sciogliere di cui parlava Tommaso , ( quello che legherete e quello che scioglierete ……vangelo del giorno ….) a quella trasformazione che avviene però soltanto con ciò di cui siamo fatti come nel GEODE di s.Barbara, dove il VUOTO ha creato nuovi fantastici cristalli !      

I pellegrini del “cuore sardo “ hanno capito anche l’importanza di meditare le scritture ( la moglie di Giordano lo ha proprio detto ,come era bello aver letto la stessa lettura due giorni di seguito) Non tralasciare quindi la fonte , unica, che ci può ispirare, nutrire.

Roma 25 settembre 2017

                                                                               Patrizia Raspanti

Pellegrinaggio per me realizzatosi “Per concessione DIVINA”, 

come mi hai detto tu  Tommaso! E penso sia stato proprio così...!

 La mia partecipazione tanto desiderata e sognata, si è concretizzata proprio come l’avevo immaginata.

 Grazie! Grazie ancora!

I giorni sono stati così intensi e pieni di incontri e conoscenze che mi sembra di aver vissuto un tempo dilatato. 

 È’ la prima esperienza di questo genere.

 Gli incontri: significativi,  tanto calore umano , tante belle persone tanta ospitalità.

  I luoghi : dalla casa della prima sera a Ortobene alla “Collina” delle ultime sere… ; dalla villetta condivisa con Luisa, Patrizia e Virgilio…alla casa in campagna di Angela… e, ancora… luoghi pregni di storia di lavoro e fatica umana (le miniere) e le bellezze naturali di cui la Sardegna è ricca. 

 Poi l’ospitalità e la condivisione dei pasti generosi e genuini!

Ma la cosa che più porterò nel cuore sono i  racconti, le storie e condivisioni di quelli che abbiamo incontrato, la loro accoglienza semplice e vera.

 nfine la grotta .., immersione nelle viscere della terra e di noi stessi, vissuta e contemplata nel silenzio.

In tutto ciò che ho visto e vissuto sentivo che aleggiava uno spirito Divino..e tu caro Tommaso ..sei stato il pastore amorevole, mite e premuroso del  gregge in cammino ..

Dentro tutto cio’ che ho visto e vissuto ho potuto intravedere il frutto che voi, Piccoli Fratelli, avete seminato negli anni con grande spirito evangelico di fratellanza .

 Quel frutto ..in questo viaggio lo abbiamo assaporato ..e aveva  un profumo …e un  sapore… molto, molto  buono!!!

                     Pace e gioia.

                                                                           Mara Teresa

 

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