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COMPORRE MELODIA BETANIA 2019 5 1

alzati e cammina

laboratorio (pre) teatrale 

Lavoreremo sulla presenza, sul corpo in movimento, sulla relazione con l’altro.

Partendo dagli strumenti del teatro riscopriremo azioni all’apparenza semplici quali: sentire, sentirsi, toccare, lasciarsi toccare, guardare, lasciarsi guardare, ascoltare, osservare, imitare, camminare in schiera, in branco, in cerchio, restare in contatto con se stessi e con l’altro.

Il lavoro sarà prevalentemente fisico.

Per partecipare non occorre nessun requisito particolare.

Qualora qualcuno volesse/potesse portare un brano a memoria, sarebbe ottimo!

Un brano che provenga da un romanzo, da un racconto, da un testo teatrale, da una poesia... da qualsiasi tipo di composizione scritta.

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giorni e orari

Venerdì 31 Agosto

Orario - 9:00 / 11:00 - 15:30 / 17:30

Sabato 1 Settembre

Orario - 9:00 / 11:00 - 15:30 / 17:30

Domenica 2 Settembre

Orario - 9:00 / 10:30

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abbigliamento

La cosa più importante è che l’abbigliamento sia comodo e che si possa sporcare (nella fase di lavoro che faremo a terra). Sarebbe meglio se non ci fossero né scritte, né marchi, né disegni. Sono preferibili le tonalità uniche. Se poi fossero sul bianco sarebbe l’ideale. Possibilmente evitare tute o simili.

- Scarpe comode (vanno benissimo quelle da ginnastica)

- Calze

- Pantaloni

- Maglietta maniche corte

- Maglietta maniche lunghe

- Camicia (per chi vuole)

Le donne se vogliono possono portare una gonna lunga e larga. Ovvero che non impedisca i movimenti delle gambe. In tal caso dovranno portare anche qualcosa di coprente da mettere sotto nel caso che, durante il lavoro, la gonna si alzi. I reggiseni che siano comodi, possibilmente senza ferretti.

Gli uomini se vogliono possono portare pantaloni con taglio classico. Purché siano comodi e non impediscano i movimenti delle gambe.



IN-SPIRANDO- MISERICORDIA -ES-SPIRANDO...

PELLEGRINAGGIO GIUBILARE: SPELLO-ROMA.

 

Ritornato al Pellegrinaggio quotidiano della vita, come prima cosa, prima parola: GRAZIE.

Grazie al Pellegrino dell'Universo intero, dentro e fuori, visibile e invisibile, attimo ed eterno.

Grazie al Pellegrino, Spirito di Vita come Luce del giorno, Terra Madre, Sorgente d'acqua viva, Soffio d'Amore-Misericordia, Fratello e Amico in ogni persona incontrata.

Ha camminato con noi e noi abbiamo camminato, tessendo-più o meno coscienti- una storia con Lui sui sentieri del pellegrinaggio francescano (Romita di Cesi, Fonte Colombo, Poggio Bustone, Santuario della Foresta ), su strade e realtà nazarene (Charles de Foucauld), di vita quotidiana, attuale (Cortaccione, Rieti, Guidonia, Roma) provando la fatica dell'asfalto caldo e scostante, il desiderio di una fontana d'acqua fresca, costeggiando con timore l'impressionante, enorme cementificio di Guidonia, tracciando silenziosi zig-zag nel chiassoso traffico di Roma.

E Grazie a tutti i pellegrini, a ognuno di voi in particolare, senza riserve, a chi ci ha generosamente e teneramente accolti, a chi ci ha accompagnati, a chi abbiamo semplicemente incontrato...

Grazie ancora in cammino.

Tempi di cammino normale , a volte ripido, ma di riparo all'ombra protettrice; tempi di prova con uno di noi accasciato al suolo per incerti motivi (le analisi mediche non hanno poi rilevato nulla digrave); tempi di 'crisi' sfociate normalmente in nuove possibilità e aperture: tempi di silenzio (comunione più profonda con la creazione e con gi altri) voluto e a volte venuto spontaneo; tempi di condivisione fra noi, dal bicchiere d'acqua alla frutta secca, dal racconto di momenti di storia personale al dialogo sulle vicende del mondo e della Chiesa; tempi-tanti- di accoglienza fraterna, gioiosa, semplicemente bella, della bellezza evangelica; tempi di intercedere e benedire in segreto o ad alta voce, tempi di tessere nuove amicizie nel nome della Misericordia.

Misericordia, il nome della fede, il nome della speranza, il nome della carità, il nome di Dio, il nome dell'Uomo realizzato. Misericordia, realtà che include e sovrabbonda con umiltà la giustizia, la verità, il diritto, la compassione, il perdono....

Questo profumo abbiamo respirato (inspirato e espirato) durante tutto il pellegrinaggio con alti e bassi, con fatica , a volte, interiore e esteriore, ma generalmente con meraviglia di luoghi e di incontri umani che ci hanno avvolti di tenerezza, di pace , di gioia.

Pellegrinaggio “Icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza “ (Misericordae vultus): Proprio così, anzi facilitati dalle condizioni atmosferiche. Ci ha sempre accompagnati un 'tempo più che favorevole'. Caso mai uno scroscio d'acqua alla fine, proprio dopo aver terminato l'attraversamento della porta santa di S. Pietro, a significare la 'purificazione', la Misericordia che libera anche da conseguenze del male e suscita vita nuova.

Entrando in porte vive di Misericordia (Caritas, Comunità di vita con i poveri, di recupero...) siamo stati inondati di Tenerezza, di Bontà, di Perdono....Ritornando o Uscendo ora nel nostro quotidiano ci sia dato di 'misericordiare il mondo', essere misericordiosi come il Misericordioso, nostro Papà con le viscere di Mamma, nostro Fratello e amico Gesù di Nazareth.

Così lo chiamava il beato Charles de F, di cui abbiamo rincorato il centenario del 'Transito' alla fine del Pellegrinaggio

Avrei molte altre cose da narrare, graffate nei piedi, negli occhi, nel cuore....ma lascio che ognuno dei partecipanti scriva una decina di righe (né molto meno né molto di più) e me le mandi in modo da condividere con tutti i frutti del pellegrinaggio, ed eventuali consigli pratici di miglioramento.

       Pace e gioia, sempre.       Tommaso

                  PREPARAZIONE DELLA FESTA DI BETANIA   2-3  SETTEMBRE
 
 
Ho pensato ch'era bene rivolgerci (mi metto anch'io tra coloro che ne hanno bisogno) due parole di 'risveglio' per preparare la festa di Betania.
Dunque Per il 2-3 settembre è stabilita la festa di BETANIA. .   
La stiamo organizzando in modo che tutte le componenti di Betania dovrebbero trovare modo di partecipare e esprimersi.      
La festa è prevista dal pomeriggio e sera di sabato 2 al pomeriggio-sera di domenica 3 sett
 
 
Punito forte di riferimento dovrebbe ancora essere come l'anno scorso, la cena comunitaria, di conoscenza, di amicizia.
Questo sarebbe naturalmente la sera di sabato.2 sett...Invitiamo ogni gruppo (di vario tipo) a portare qualche cibo semplice secondo le proprie origini..All'inizio della cena si  presentano i cibi e si spiega il valore di interconnessione tra i vari elementi del cibo e chi l'ha lavorato e noi che ora lo mangiamo.....(quali combinazioni di solidarietà o di violenze di mercato.....quali interazioni,,).
La cena si svolge a tavoli di 8-10 persone di diversa provenienza  e, con la facilitazione di  una coppia di persone  faranno conoscenza tra di loro e prepareranno un breve  segno circa : Tetta sacra ogni altro
Infatti tema di fondo della festa:sarà: TERRA SACRA OGNI ALTRO.
Dopo cena: musiche e testi di cultura varia dai vari Paesi o zone....
IL pomeriggio di sabato, la domenica mattina prima della messa, la domenica  pomeriggio sono per ora  spazi e tempi liberi in cui la Fuga, l'associazione bibliodramma, il gruppo Coppie- Famiglie....e altri , possono organizzare momenti di incontro.... 
 
 
Quale contributo possiamo dare  noi del la FUGA?
Teniamo presente che Loredana si è proposta a mettere in ordine il nuovo testo del libretto.  Ha inviato a tutti il vecchio testo,perché  le modifiche vengano fatte proprio sul vecchio testo in modo da avere un'unica formattazione.
Alcuni hanno già modificato...e, altri non ancora. Va fatto entro il 20 agosto in modo da avere tempo per pubblicare....
Ci sono anche modifiche da fare in alcune beatitudini proprio sul luogo della realizzazione...Coraggio.!...
Insieme il 20 agosto decideremo che momento della festa viene meglio per ripercorrere la via della Gioia.   
  E la gioia di Dio è la nostra forza.   Tom 

MESSAGGIO DALL'EREMO BETANIA

Pace e gioia, carissimi.

Un bel gruppo di laici, religiose e un prete, popolo di Dio pellegrino,in cammino come discepolimissionari, ha vissuto qui all'eremo una formazione a diventare facilitatori di incontro tra Parola di Dio e gruppo di persone in ascolto, disponibili a attualizzarla insieme (in segni, gesti, immagini, condivisioni....) immediatamente (Bibliodramma).

Dono di essere insieme, noi qui dell'eremo con loro e tra di loro, così diversi, così lontani geograficamente e a volte come formazione; grazia di camminare verso un cuore solo, uno spirito solo, un battesimo solo, quello dello Spirito, in serena armonia delle differenze.

Cosa c'entra l'eremo Betania in tutto questo? Perché anche i fine settimana per le coppie-famiglie, i giorni di meditazione cristiana, le serate per un impegno sociale attento al grido della creazione (problema dell'acqua, migranti perché?) e al grido dei poveri... all'eremo Betania, perché?

Dialogando con alcuni del gruppo in semplicità e amicizia è riaffiorato in me con più evidenza, quanto, fin dall'inizio di Betania (sono ormai sette anni), portavo dentro, come in germe.

Nati come 'Spazio e Tempo di incontro con se stessi', con l'altro, con Dio' in un ambiente naturale di 'pace', in clima di famiglia, di amicizia fraterna con tutti, era ed è sempre più fondamentale avere

la porta aperta, vivere l'accoglienza come un dono e impegno reciproco.

Quando Francesco, vescovo e fratello di Roma, invita la chiesa ad uscire, ad andare nelle periferie...abbiamo sentito che per noi voleva dire aprire ancora di più le porte, lasciarle aperte giorno e notte ad ognuno, a tutti coloro che s'affacciano: nero, olivastro e perfino il bianco, dice una poesia di Turoldo.

Così nell'Evangelii gaudium: “La chiesa in uscita è una chiesa con le porte aperte...A volte è come il padre del figliol prodigo,che rimane con le porte aperte perché quando ritornerà possa entrare senza difficoltà” (46)

Per tenere la Porta aperta sempre, per un' ospitalità reciproca in vista di crescere insieme come amici in 'Fraternità umana', gioiosa, che indica orizzonti belli e offre un banchetto di solidarietà concreta, di misericordia e tenerezza, è necessario avere come pietra angolare la coscienza chiara di: 'togliersi i sandali di fronte alla terra sacra dell' altro (e.G.69), di ogni altro, di ogni ospite a Betania.

'Terra sacra': Ogni umano; 'Terra sacra': ogni creatura.   Tutto è in relazione. Noi siamo relazione con tutto. Dio è relazione. Ogni cosa ha la sua sacralità, anche se in una gerarchia da tener in conto e rispettare. Non è questione di superiorità o inferiorità, ma di situazioni diverse, di 'luoghi' diversi nel 'corpo' unico che è la Creazione tutta.

Terra sacra l'ospite che arriva a Betania, Terra sacra noi che siamo qui, Terra sacra la natura intorno, significa allora che abbiamo da imparare gli uni dagli altri, che siamo chiamati a camminare insieme, consapevoli di essere sostegno gli uni per gli altri, che nessuno è 'maestro' o professionista di...' , nessuno è 'padre', ma tutti fratelli e sorelle, inclusa la bella creazione che ci ospita, la casa

Chi viene a Betania (chi ci ritorna in particolare, e noi che ci viviamo) sa che non trova 'Direttori' o 'Don' 'Maestri dell'accoglienza'....o una casa 'specializzata' (hotel, ostello...), ma fratelli, sorelle, amici, un ambiente di 'famiglia.

E' allora importante crescere nella consapevolezza che l'altro ha qualcosa da dirmi, da donarmi, che le differenze ci sono proprio per arricchirci dei raggi di luce che ognuno porta in sé , chiunque egli sia, non importa quale 'classifica' in classe sociale o religiosa o di fama lo accompagna.

Quante volte ho potuto costatare frutti abbondanti di pace, di fraternità dal dialogo, dall'incontro, dal rispetto, dall'ascolto integrale proprio tra ospiti che non si conoscevano o si conoscevano poco.

Se nell'eremo circola questo spirito di 'togliersi i sandali di fronte alla terra sacra dell'altro', questo spirito che ci fa 'discepoli' gli uni dagli altri, che l'altro mi è messo accanto per crescere nell'Amore....Allora i miracoli avvengono. E non sono miracoli dei santuari, o per 'proclamare dei santi', bensì della 'beatitudine' del quotidiano.

Quando nell'eremo circola lo spirito di 'fraternità' fra tutti e con tutte le creature ( dall'albero grande davanti all'eremo, al bicchiere di vetro (non plastica) che uso per bere...al letto per dormire), allora il quotidiano di Betania ha il tono di vita semplice , di sobrietà, di rispetto e cura di tutto e tutti, di condivisione e compassione, di benevola responsabilità del bene comune, di gioiosa benedizione per tutto e tutti. Allora chi arriva trova semplice e pulito, chi parte lascia più bello e limpido di prima avendo cura anche dell'altro -fratello sorella che non conosco- che verrà.

“E tu vieni e vai libero e leggero; non portare tunica, né sacca di marca, né scarpe,   ,ma solo il vincastro per il viaggio. Lungo i sentieri dell'eremo, spandi fiori di grazie e canta a tutti danzando: E' cosa buona che tu esisti'.

                                                       Ogni bene     Tom