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PACE E GIOIA ,  a ognuno, a tutti, al Vento, all'Acqua, alla Terra, al Fuoco. Laudato sì,mi' Signore!

Il pellegrinaggio,  da Gubbio a Spello, è stato un dono, un imparare a 'lasciarsi amare', a lasciarsi

accogliere, a sentir salire 'il fuoco' che ci abita in momenti particolari e, senza calcoli, ' lasciarsi

andare', accettare di essere scelti per vivere e far vivere e bene-dire...liberi e leggeri....

Grazie al Dio altissimo e infinitamente piccolo di Francesco!

Grazie a ognuno dei pellegrini in cammino, a chi abbiamo incontrato a caso, ma è sempre grazia e

dono, (tra gli altri la Responsabile generale delle P.S.G., davanti alla chiesa di S. Damiano in Assisi,

con il suo  sereno, dolce, splendido sorriso)), a chi ci ha accolti con impegno grande, gioioso e

fraterno....

'Grazie'  e..'Per niente': Sono le due parole che sottolineo ora facendo memoria di quei giorni di

pellegrinaggio.

Avevo iniziato proponendo un tema:

Dal lupo ( che è in noi e fuori di noi) all'armonia fraterna nel rispetto delle differenze.

Un obiettivo anche per me..Tutto un cammino da fare.   E, mi pare, quanto ne abbiamo fatto!

Ma, mano a mano che i passi aumentavano, che le ore passavano, camminando o radunati per

ascoltare, conoscere i posti e le persone, o impegnato a dire: 'coraggio, camminiamo insieme',.

quel 'per niente'  da lucignolo è diventato un faro potente; le aspettative sono diventate un'  attesa, il

scegliere , un lasciarsi scegliere, il controllare, un fidarsi degli altri....Mi si è spalancato una porta

nel 'Niente' che apre su 'Tutto'....Là dove neanche il Niente oil Tutto è un assoluto, neanche Dio un

assoluto, ma un Amore gratuito, libero, non imposto...indicibile!...Mistero della fede.

Desidero  riportare le parole che ognuno di noi, in un brevissimo primo 'memoriale' a  Spello nella

fraternità dei Piccoli Fratelli, ha lasciato agli altri come messaggio, come colore centrale del suo

pellegrinaggio. Queste parole riunite, dicono il cuore del pellegrinaggio.

ABBANDONO    /   INQUIETUDINE (più del quotidiano che del pellegrinaggio)   /   FIDUCIA   

ENTUSIASMO,,,/   LUPO (da riconoscere)/   ARMONIA,,,/    ESSERCI   /    LETIZIA   /   

UNITA'   / AFFIDARSI-GRAZIE.../...ESSERE SCELTI   /   DOCILI.../...SPERANZA   /   

SERENITA'    /   GENEROSITA'   /   ACCOGLIENZA.../...EMPATIA.../   

APERTURA.../...GRAZIE,.../...SVUOTAMENTO-MOMENTO PRESENTE../ ...IN BUONE

MANI.../...CONDIVISIONE.../...STUPORE.../...RICONOSCIMENTO.../...GRATITUDINE...

Queste parole sono nate da km fatti insieme, con lunghi momenti di silenzio, camminando in fila

indiana; sono nate da colloqui interiori con la creazione, respirando profondamente in essa; da

ascolti di persone dei vari posti dove siamo passati, che ci hanno aiutato a 'entrare in empatia' con

luoghi e persone; da condivisioni tra di noi lungo il cammino, a tavola. e in altri momenti:

Il messaggio che queste parole ci lasciano,  raccolto ora da ognuno di noi, possa trasformare il

nostro quotidiano da nomadismo a pellegrinaggio, da dispersione a unità, da paura del lupo in

fraternità e amicizia nell'armonia delle differenze.

                                                                                                   Tom

Messaggio in 'dieci righe' di ognuno dei pellegrini da Gubbio a Spello.

 

Fratel Tommaso carissimo

Abbiamo ripensato e ripensiamo continuamente alla significativa esperienza vissuta con te e tutto il gruppo dei partecipanti al Pellegrinaggio da Gubbio a Spello. Pochi giorni, ma vissuti intensamente in fraternità con la tua "sapiente" guida.

Desideriamo sottolineare la bella organizzazione, la solidarietà nei momenti difficili, in particolare con noi, l'armonia dei rapporti nonostante le diversità di caratteri e....di età!!

Per noi farsi pellegrini rappresenta un momento molto importante: ci costringe a rivedere le priorità della vita quotidiana, ad "alleggerire" lo zaino, ad affrontare ed accettare i "lupi" che ci portiamo sempre dietro; ci invita ad un più vivo rapporto con la natura, a fare più chiarezza nel nostro intimo per ritrovare le priorità nelle scelte e soprattutto a vivere una preghiera più intensa.

Grazie, fratelli pellegrini!

Auguri a tutti di pace e gioia.

ULTREIA e SUSEIA.

 

                              Zvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzv

 

Il bel pellegrinaggio a piedi da Gubbio a Spello che il Signore ci ha concesso

di vivere insieme ad un piccolo ma significativo gruppo di pellegrini di diverse provenienze, esperienze, età, motivazioni, è stato fonte di gioia per molti.



Per me è stata una intensa occasione di condivisione, di preghiera, di stupore

per le bellezze della natura, delle opere dell’uomo, con le sue piazze, chiese, etc.

e alla scoperta o riscoperta dei grandi Santi, non solo S. Francesco e S. Chiara, ma anche S, Ubaldo, S. Marone, etc…



Nonostante le pessime previsioni, siamo riusciti ad attraversare le

verdissime colline alternate a valli senza prendere acqua, e questo non era scontato, anzi, pur essendoci nubi scure che incombevano, sembra proprio che qualche aiutino speciale l’abbiamo avuto… Che sia stato il nostro caro compagno di viaggio S. Ubaldino II che con la sua energica concentrazione sia riuscito a spostare le nubi??? Grazie comunque per l’ottima interpretazione…



Molto arricchente sono stati i vari incontri che fratel Tommaso aveva proposto:

per prima la famiglia di Gianluca di Gubbio, poi i teatranti dell’eremo S. Pietro,

poi Giovanna ad Assisi, poi i piccoli fratelli a Spello ed infine tutti i pellegrini incontrati “on the road”. Non da meno sono stati gli incontri tra di noi, sia solo 

in 2, che in pochi o in gruppo, sicuramente è stata una valida occasione per creare, sviluppare o anche solo mantenere delle relazioni autentiche.



Ora ognuno torna alle sue “routine”, ma se ricaricati e rigenerati,  si potrà forse affrontare con maggiore entusiasmo, determinazione e consapevolezza,

così da rivitalizzare il quotidiano fino a saper rendere sacro ogni nostro atto?

Personalmente sento il desiderio di riuscir a fare memoria di quanto ci è stato donato, così da vivere il tempo che mi viene concesso con intensità ma sempre da pellegrino, cioè senza troppi attaccamenti o aspettative…



Grazie al Signore, a Tommaso, a tutte-i i collaboratori e tutte-i voi


Buona vita!!!   

                                           Zvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvz

 

Eccomi a raccontare la mia esperienza sul bellissimo pellegrinaggio :
Inizio col dire subito il limite..ossia il tempo, quindi confido che il prossimo duri almeno 10 gg.
L esperienza è stata intensa e arricchente da tanti punti di vista,
Dalle persone speciali che ci hanno accolto alle belle  persone  del gruppo stesso..
La magia dei luoghi di culto e della natura potente di quei luoghi.
Avrei voluto più momenti di silenzio per ascoltare il mio cuore, e probabilmente se ci fossero stati più giorni ciò sarebbe accaduto naturalmente..così come è stato bello alzarsi presto e salire sul monte Subasio, perché li il silenzio è venuto spontaneo e necessario..
Propongo che tutte le mattine del pellegrinaggio ci si alzi per assistere l Alba..
Grazie a Tommaso
Grazie a chi ci ha accolto
Grazie a Paolino e grazie a tutti i partecipanti che hanno reso prezioso questo pellegrinaggio.
Grazie
…....................................zvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvzvz

 

Buongiorno Tommaso,.

Per quanto riguarda il mio commento al nostro pellegrinaggio mi devo ripetere...
Sei stato un valido organizzatore e coordinatore nel riuscire a tenerci tutti a bada e nel far rispettare i tempi nonchè l'esempio di fraternità e accoglienza che ha stimolato tutti  a tirar fuori il meglio di noi stessi e ciò  ha permesso di creare un bel gruppo affiatato.
Da parte mia,visto che non conoscevo quasi nessuno tranne te e Paolo, non posso che essere grata  per l'accoglienza e la fraternità che mi hanno dimostrato tutti...è stato  stimolante per me il fatto di dovermi raffrontare e confrontare con persone nuove e cercare di entrare "in contatto" con tutti.
La nota dolente,per quanto mi riguarda,...non si fosse capito ...è stato il viaggio...TROPPOOOO lungo..
Pace e gioia, un abbracc

 

                                             09090909090909090909090

Tommaso carissimo ciao!.

Rispondo subito alla richiesta di Massimo, inviandoti così, di getto, poche righe di me intorno al pellegrinaggio a Spello: pochi  pensieri che ho scritto anche a Paolino e che riprendo con te!

La decisione  di intraprendere qst. Pellegrinaggio- mi è parsa una “chiamata”, consapevole che era una Segno per dar inizio a un cammino di conversione, non ancora ma sperata! Raccolsi il tuo invito quando salii all’Eremo di Betania a metà luglio con Massimo; c’era anche Alex!

Ho intrapreso il cammino  tra persone (sorelle e fratelli) che non conoscevo e dai cui sono stato accolto!

Ho chiesto a Dio, dovunque Egli fosse, la Grazia dell’abbandono, di “gustare” la Sua Presenza accanto a me, passo dopo passo, condividendo esperienze molto belle.

Ho ricevuto tanti Doni frutto di tanti incontri..significativo quello con Sorella Giovanna con Marco e Gabriele!

Così come tu le hai guidate, qst. giornate con attenzione e amorevole delicatezza - la tua vicinanza, tra l’altro,  mi è stata di grande sollievo- tali giornate sono scorse in modo veramente “bello” (direbbe Papa Francesco!.

A Dio piacendo, ho iniziato accanto a te un cammino e avverto la tua premura nel condividere il mio tempo irto di difficoltà,i miei fardelli e so che mi aiuti a ri-sollevarmi qnd. inciampo!.

 Grazie   Un fraterno abbraccio

                                     =90890890890890890890899089

Caro Fratel Tommaso,

ti sono riconoscente per avermi dato l’opportunità di fare questa esperienza di pellegrinaggio. Quando vado a camminare,anche se in compagnia,mi piace fare dei tratti in silenzio per godermi la natura e dare via libera ai pensieri,che affollano la mia mente. Anche nella quotidianità,tendo ad affollare le giornate con mille cose da fare.

Questa volta è stato diverso,mi hai  insegnato a creare degli spazi dentro di me,per far entrare l’ALTRO. Mi si è rovesciata la situazione:non solo prendere ma farmi prendere.

Grazie per avermi insegnato questo,devo farne tesoro,ma soprattutto devo impegnarmi a farne sistema di vita.

Un grazie anche a tutto il gruppo che mi ha sopportato ed aiutato molto.

Saluti a Delfina e a tutti pace e bene

 

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In cammino
Sarà banale ed ovvio ma per me da Gubbio a Spello è stato proprio un cammino. Av
evo detto la prima sera che mi sentivo fermo da un bel po'. Camminare con il cor
po mi ha permesso di muovere anche emozioni, desideri, sentimenti, qualche pensi
ero (pochi). camminare mi ha posto in una situazione di progressivo svuotamento.
Mano a mano sono uscite preoccupazioni, timori, dubbi e incertezze, pensieri ri
correnti, freni e resistenze. Un pò mi ha colpito la rapidità di questo sentirmi
svuotato. Si è preparato il primo pomeriggio a Gubbio salendo a sant'Ubaldo poi
si è manifestato già alla prima sosta di mezza mattina sul prato con la vista d
i Gubbio già lontana. Mi sentivo alleggerito, lasciati gli ormeggi. Un inizio. M
i ha aiutato camminare in silenzio in fila indiana. Così ho apprezzato ancora di
più il camminare insieme. A coppie dialogando, in più persone anche piacevolmen
te scherzando. Fuori di me ho notato persone che si muovevano: corpi che facevan
o fatica o si muovevano con agilità, menti aperte, parole e gesti che dicevano d
i affetto, premura per gli altri, preoccupazione e fatica, timori, stanchezza ed
entusiasmo, simpatia. ho notato querce, tante querce forti; ulivi che amo; more
squisite; uve mature.
Dentro me ho notato che dai polmoni usciva un respiro più naturale, non affannat
o; mano a mano non tornavo più alle immagini ed ai pensieri che continuamente mi
avevano accompagnato nelle settimane e nei mesi precedenti. ho notato che abban
donare queste immagini e pensieri non mi creava dolore, come temevo. neppure mi
spaventava lasciare queste abitudini. ho notato che lasciavo andare e che, alleg
gerito, finalmente mi muovevo, camminavo. Poche pensieri, alcune parole scambiat
e, non moltissime ma autentiche. tanto corpo che cammina, anima e mente che lo s
eguivano. poi San Francesco che ha parlato a teatro dicendo che: lasciarsi amare
è il modo per non far del male agli altri. forse lo avevo già sentito e magari
anche detto in passato. Ma in realtà non lo sapevo. Camminando l'ho saputo e ora
non voglio perdere ciò che ho saputo per esperienza.
Il tempo nel cammino si è dilatato, gli incontri, le relazioni, gli sguardi, i gesti e le parole scambiati hanno reso dense le giornate, le albe, le sere, le notti.
Il tempo è stato anche il tempo passato. Indietro nel tempo a 35 anni fa a Spelo, a Foligno ed Assisi.Senza nè ripiegamento nostalgico nè rimpianti. È stato così, è andato così con tgioiemoment di dolore, fratture e perdite ma anche sogni, desideri e momenti di pienezza. Portare con me tuquesti momenti mi ha rasserenato,    Lo svuotamento mi aveva permesso di accogliere anche ricordi di situazioni, episodi, anni che non ho accettato per anni. Ci sono stati e ci sono e sono stati un dono di Dio in ogni caso, anche quando proprio non capivo(spesso ancora non capisco) perché sono stati così, perché io sono stato così.
Camminare con San Francesco e capire che anche lui ha avuto bisogno di un Ubaldo
prima, che preparava il terreno, mostrava che si poteva fare diversamente, che convertirsi era necessario e possibile. Anche adesso per me converti camminando mi pare necessario e possibile. Non da solo, senza di voi, anche silenziosi talvolta, non ce l'avrei fatta a mettermi in cammino. Non c'è la faccio neanche ora. Non da solo. Grazie a tutti e tutte      Piergiorgio- Ubal

                                 =0=0=0=0=0=0=0=0=0=

il Pellegrinaggio  esperienza forte e bellissima, una dimensione di scambio energetico ed al tempo stesso di sostegno reciproco, un simbolo della vita stessa!!!

La parola? AFFIDAMENTO   sto sperimentando l’intervento divino in ogni momento della vita come aiuto,sostegno, forse perché  la mia vita è oggettivamente difficile : no lavoro , no soldi, senza un compagno, addirittura senza mia figlia ( che vive in Norvegia da 2 anni) , senza nessuna certezza , insomma in questo processo di sottrazione e desertificazione posso dire che attraverso l’abbandono sto incontrando  la divina provvidenza! Grazie dunque a tutti  e grazie per i momenti come quello sul Subasio dove ho percepito chiaramente una circolazione di energia potente tra  noi ed ho veramente sperimentato che” io sono te”….

 

                              =0=0=0=0=0=0=0=0=0p=0=   

 

Ho scelto di condividere con voi le parole che maggiormente risuonano in me dopo il mio primo pellegrinaggio.
La prima parola è ACCOGLIENZA. Penso all'accoglienza ricevuta da parte di tutto il gruppo al mio arrivo, a quella donata dai piccoli fratelli, dalle persone incontrate nel cammino...
La seconda è RELAZIONI. Durante questo cammino ho rinforzato relazioni che già esistevano, ne ho iniziate di nuove ed ho scoperto che la relazione è possibile e può essere ricca anche con persone con cui non mi sarei mai aspettata di trovarmi in sintonia.
Ho scoperto una nuova relazione con me stessa.
La terza è BELLEZZA. La bellezza dei luoghi, hanno colori e profumi per me inusuali, a volte inaspettati. La bellezza delle persone, la generosità con cui mi hanno donato parti di se, della loro storia, della loro saggezza...
Ultima ma non per importanza è GRAZIE. Grazie vita per avermi donato questa esperienza. Grazie a me per averla saputa cogliere. Grazie al gruppo per avermi sostenuta, questo pellegrinaggio è avvenuto in un momento di particolare fragilità da parte mia.
GRAZIE

                    

                                      +§+§+§+§+§+§+§+ù+§+ù+ù                                          

 

Un cammino iniziato in marcia verso Santiago e proseguito soprattutto lungo la via di S. Francesco, attraverso i sentieri benedetti dell'Umbria "mistica", un cammino di fraternità, dove l'intento comune di volersi bene oltre le differenze ci ha uniti, la natura ci ha accolti....

Parole, pensieri, incontri, risate, abbracci, passi....  semplicemente esserci, stupirsi, ricevere il dono.

I pesi si abbandonano, il cuore si libera e si riempe di cose belle, vivi l'oggi, sperimenti la provvidenza...ti accorgi che Dio continua a farti piccoli doni a tua misura, ti accompagna con la Sua tenerezza...cominci a farti piccolo, a farti accogliere, ti sembra di "giocare"perchè ti apri alla novità, ancora di più senti di gioire...eppure hai dormito poco, i piedi ti fanno un pò male, la salita è impegnativa e vorresti essere già in cima, non con tutti riesci ad avere la relazione che vorresti... ma spesso non servono le parole e desideri rispettare i tempi e i silenzi dell'altro.

L'amore lascia liberi e dà fiducia all'altro.

 

Rallenta, fermati, fai una pausa, prega, ascolta, guarda, ama...

Sicuro che la realtà è quella che hai sempre creduto?   

 

               ooooooooooooooooooooo    

                    

Pellegrinaggio Gubbio – Spello

Camminare sentendo la terra sotto i piedi, la testa svuotata dai pensieri.

Rimanere col vuoto leggero, in attesa che il Vento dello Spirito soffi.

Camminare in costante attenzione-contemplazione a ciò che sorge dentro e fuori.

Respirare in contatto con il Creato.

Accettare la povertà di non avere un progetto e affidarsi a Colui che ci conosceva e ci ha desiderato, visto e amato  ancor prima di nascere.

Accettare la fragilità come una finestra  per lasciar entrare la Forza Misericordiosa dal Signore.

Consegnare la paura, il mio lupo, alla Madonna del prato, in una cappella votiva prima dell'eremo di San Pietro, perchè la trasformasse in fiducia e coraggio.

Sentirmi parte di una comunità in cammino-

Lasciarmi camminare, lasciarmi amare da Dio.

Sentirmi come una pala eolica ( vista durante il cammino) spinta dal vento dello Spirito.

Ricordarsi di tener oliate le pale così che il movimento continuo generi Luce, portatrice di Gioia

Lasciare le aspettative , cariche di ansia e facili motivo di delusioni, per aprirsi all'attesa fiduciosa, sapendo di essere già nel disegno di Dio, anche se a volte misterioso o incomprensibile.

Attendere nell'aurora che arrivi l'alba. Il sole ,col suo calore c'invita alla partenza fiduciosa e con animo grato alla Vita.

 

In questo pellegrinaggio non ho incontrato lupi ma uccelli, rane, una lepre e un cerbiatto!

Non ho incontrato demoni ma ogni giorno persone meravigliose che mi hanno arricchito, accolto e nutrito.

Può essere utile nei prossimi pellegrinaggi:

--avere copia delle letture per poterle riprendere e meditare.

--eventualmente avere una traccia o domande che lasciamo risuonare mentre camminiamo o che

  liberamente condividiamo.

 .Esempio:Chi è il lupo per me?...Che cosa significa?...Che cosa ne faccio di questo lupo?  

. (identificazione, relazione, azione).

--trovare luoghi che permettano momenti di condivisione serali cercando di rimanere in contesti naturali e semplici ( si Gubbio, ni Valfabbrica, no Assisi, splendido Spello).

Grazie Tommaso!

 

                                        oooooooooooooo

 

Carissimi, l'esperienza per noi è incominciata solo venerdì sera ma è stata ugualmente intensa e motivo di riflessione. continuare a cercare il lupo e la lupa che abitano in noi, per conoscerli accettarli e amarli è una bella sfida ma piano piano diventa una via verso la libertà, che ci permette, di guardare con occhi limpidi e più amorevoli gli altri e il mondo che abitiamo.  Spesso ci arrabbiamo per svariati motivi con gli altri, ce la prendiamo con il mondo e la sfortuna ed è più facile agire così che invece accettare l'idea, che noi siamo come uno specchio che riflette all'esterno ciò che alimentiamo interiormente. Prendere in mano la nostra vita con responsabilità è allora decidere cosa vogliamo risolvere o nutrire dentro di noi. A volte però ci sono passaggi troppo pesanti, memorie dolorose che ci offuscano e rischiano di demoralizzarci allora è bello mettere tutta la nostra buona volontà nelle mani di Dio e senza cercare soluzioni chiedere a lui di fare cosa è meglio per noi. Ecco queste sono le riflessioni che volevamo condividere, una nota più leggera ma non meno importante, la piacevolezza dei momenti conviviali trascorsi insieme! Vi abbracciamo uno a uno tutti pace e gioia a presto 

 

                                    OOOOOOOOOOOOOOOOO

 

PACE E GIOIA ,  a ognuno, a tutti, al Vento, all'Acqua, alla Terra, al Fuoco. Laudato sì,mi' Signore!

Il pellegrinaggio è stato un dono, un imparare a 'lasciarsi amare', a lasciarsi accogliere, a sentir salire 'il fuoco' che ci abita in momenti particolari e, senza calcoli, ' lasciarsi andare', accettare di essere scelti per vivere e far vivere e bene-dire...liberi e leggeri....

Grazie al Dio altissimo e infinitamente piccolo di Francesco!

Grazie a ognuno dei pellegrini in cammino, a chi abbiamo incontrato a caso, ma è sempre grazia e dono, (tra gli altri la Responsabile generale delle P.S.G. con il suo  sereno, dolce, splendido sorriso)), a chi ci ha   accolti con impegno grande ma gioioso e fraterno....

'Grazie'  e..'Per niente': Sono le due parole che sottolineo ora facendo memoria di quei giorni di pellegrinaggio.

Avevo iniziato proponendo un tema: dal lupo all'armonia fraterna nel rispetto delle differenze, un obiettivo anche per me..Tutto un cammino da fare.   E, mi pare, quanto ne abbiamo fatto.

Ma, mano a mano che i passi aumentavano, che le ore passavano, camminando o radunati per ascoltare, conoscere i posti e le persone, o impegnato a dire: 'coraggio, camminiamo insieme'.......quel 'per niente'  da lucignolo è diventato un faro potente; le aspettative sono diventate un'  attesa, il scegliere , un lasciarsi scegliere, il controllare, un fidarsi degli altri....Mi si è spalancato una porta nel 'niente' che apre su 'Tutto'....Amen, alleluia.

Ora desidero  riportare le parole che ognuno di noi, in un brevissimo primo 'memoriale', ha lasciato agli altri come messaggio, come colore centrale del suo pellegrinaggio,perché , riunite, dicono il cuore del pellegrinaggio.

 

ABBANDONO    /   INQUIETUDINE (più del quotidiano che del pellegrinaggio)   /   FIDUCIA   

ENTUSIASMO,,,/   LUPO,,,,/   ARMONIA,,,/    ESSERCI   /    LETIZIA   /   UNITA'   /   AFFIDARSI-GRAZIE.../...ESSERE SCELTI   /   DOCILI.../...SPERANZA   /   SERENITA'    /   GENEROSIPA'   /   ACCOGLIENZA.../...EMPATIA.../   APERTURA.../...GRAZIE,.../...SVUOTAMENTO-MOMENTO PRESENTE,,,/ ,,,iN BUONE MANI.../...CONDIVISIONE.../...STUPORE.../...RICONOSCIMENTO.../...GRATITUDINE...

 

Accogliendo queste parole in meditazione, in ascolto interiore profondo...si trovano anche silenzi pieni e parole vivificate dall'incontro con il fratello e amico Gesù, soprattutto una vita che è stata scelta per amorizzare il mondo in profumo di preghiera.   

                                                                                                  Tom

 E U C A R E S T I A – C H I E S A

Corpo di Cristo – Memoriale – Opera dello Spirito nella fede

 

Una premessa basilare: Eucarestia= Tutto Gesù Cristo nella realtà sacramentale: Gesù di Betlemme,

                                                  di Nazareth, la sua vita di com-passsione, la sua morte; Gesù Cristo

                                                   Risorto, Signore, Fratello e Amico di tutto, di tutti.

              Charles de F.: Nell'Eucarestia c'è Gesù, c'è tutto Gesù.... Potremmo dire:G: Cristo

           -Tutto Gesù- è quel pane, quel vino in cui lo Spirito opera pienezza di Resurrezione, di Vita.

“Quando dunque vi radunate insieme     (per) mangiare la cena del Signore...

Io infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e,dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me.”

Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice dicendo:Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue,fate questo ogni volta che ne bevete, n memoria di me”   Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice,, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga:”

Sono le parole più antiche che abbiamo sulla cena del Signore. Sono state scritte nel 55-56 dopo Cristo

Desidero cogliere alcuni aspetti di questo brano che possono aiutarci alla riflessione sui due misteri: L'Eucarestia e la Chiesa ,ambedue come corpo di Cristo e ambedue come memoriale del mistero di Pasqua.

Parole scritte da Paolo quando era a Efeso.... Paolo già prima aveva iniziato a frequentare Antiochia, Corinto (dall'anno 40, pare),piccoli gruppi in cui si iniziava a condividere il pane e il vino in memoria di Lui, la cena del Signore...

Paolo affermava di aver ricevuto, anche lui, quella consegna: Fare memoria, Fate in memoria....

Ma per capire meglio il legame tra Eucarestia e Chiesa mi pare possa essere utile ripercorrere, con un po' d'immaginazione,ma a partire dai testi che abbiamo, il formarsi delle prime comunità al seguito di Gesù

Immaginiamo di essere a Corinto, a Colossi, a Roma, ad Antiochia...

Antiochia una città di 300.00 abitanti....Abbastanza presto vi si forma una comunità importante (Antiochia è il primo posto dove i 'santi' sono chiamati cristiani); in realtà una comunità di una cinquantina di persone. Non c'è Vescovo, non c'è il parroco, non c'è una cattedrale...ancora nessun messale, niente Bibbia (Vangeli scritti...), niente libri di canto, niente canone fisso.... Quella cinquantina di persone avevano ascoltato dei discepoli di Gesù venuti da Gerusalemme; essi parlavano di un uomo che era vissuto in Galilea, era passato facendo del bene, era stato addirittura crocifisso (la più grande umiliazione di quel tempo, perché amava tutti e parlava di Dio come Papà dal cuore di Mamma..), ma era risorto.

Vediamo che Barnaba e Paolo, che erano in quella comunità, parlano con molta convinzione e passione; è evidente che credono davvero a quel crocifisso, ora vivo -dicono-, Signore e fratello.   Si, affermano che Gesù di Nazareth, quel 'maledetto' (secondo la Bibbia) crocifisso, è Signore di tutti,greci, romani, ebrei, tutti....Un messaggio nuovo, mai sentito....Signore a quel tempo, sotto i romani, era detto dell'Imperatore romano; lui il benefattore del mondo, perché dispensava a tutti benevolenza e pace (La pace dei morti!!!)

Tali discorsi o annunci lasciavano senza parole...Poi alcuni che avevano cominciato a vivere insieme nel Suo nome davano testimonianza di fraternità, di accoglienza e così altri chiedevano di essere accolti...

I nuovi accolti venivano 'immersi' (bapto) nell'acqua, come segno di essere immersi in Lui, nel suo mistero di morte e resurrezione...Il battezzato non si apparteneva più, era una nuova nascita. “Adesso sai a chi appartieni”, a Gesù Cristo, tuo Signore per sempre.

Continuiamo a ricostruire, ad immaginare. Quei battezzati ogni sette giorni, abbastanza regolarmente, si incontravano. Cosa facevano durante l'incontro? Come primo, mangiavano insieme. Ognuno portava del cibo,benedicevano il pane, poi consumavano il pasto...Dicevano che era usanza degli ebrei, praticata anche da Gesù...Paolo e Barnaba la chiamavano “La cena del Signore”.   Infatti prima di morire Gesù aveva consumato con i suoi amici una cena simile, ed era poi risorto, allora quella cena era il momento della comunione con lui e della memoria di lui.

Si radunavano il primo giorno della settimana,giorno della resurrezione, giorno del Signore, dell'assemblea, della Cena del Signore, dell'Eucarestia.

Ecco un altro testo che presenta il radunarsi (ecclesia) dei battezzati per spezzare il pane, una sinassi eucaristica, celebrazione che comprende lo spezzare il pane, la spiegazione delle Scritture.

( At 20, 7-12). (Leggere e raccontare l'episodio degli Atti))

La domenica appare dunque essere il giorno in cui la comunità si raduna, convocata dal Signore risorto per celebrare l'evento pasquale..

Convenire, riunirsi insieme (ecclesia), cena del Signore sono identificati con l'espressione ecclesia tou theou...La concreta chiesa locale che è in Corinto, in Roma, in Padenghe....(ogni comunità, anche la più piccola, rappresenta la chiesa universale)...si raduna per la fractio panis (spezzare il pane, mangiare), per la spiegazione delle scritture (ascoltare, mangiare la Parola) e per vivere di Lui, in Lui, con Lui.

Dunque il mistero della Chiesa emerge essenzialmente nell'assemblea eucaristica.e il mistero eucarisico è 'dentro' quello della Chiesa.

Di qui con chiarezza possiamo dire che nella Celebrazione dell'eucarestia è tutta l'assemblea che celebra,un'assemblea (chiesa) in cui tutti sono sacerdoti (dal Battesimo. Non vado a 'prendere' Messa, a 'dire' Messa; non vado solo per precetto) Certo il servizio del Presbitero, che presiede, è essenziale, a nome di Cristo Sposo...,ma 'servizio' perché tutta l'assemblea celebri.(E.G. 104)

E attenti a isolare l'aspetto liturgico dal resto della vita....Rischio molto grave, che può portare a una incomprensione del mistero totale che è l'Eucarestia, che è la Chiesa. Può portare anche a una deriva 'dove l'aspetto canonico, rituale viene messo come primo (E.G. 95), può portare a una sacralizzazione e idolatria delle regole, dell'ostia (guai a...toccare l'ostia)...;sacro di qua in chiesa e profano di là nella vita..; i sacramenti prima del grande e unico Sacramento: Gesù; prima dello Spirito....Il prete che prende potere,che porta frutto se mette in pratica le leggi, se la comunione si fa in ginocchio e in bocca, e poi sarebbe meglio il latino... (Ci ritorneremo)

Nelle prime celebrazioni della cena del Signore, Paolo, prima di congedare i partecipanti, diceva loro una cosa forte e consolante: Noi che siamo qui, proprio noi, siamo il 'corpo di Cristo'.

Eucarestia: Corpo di Cristo

Chiesa: Corpo di Cristo,(vedremo meglio il significato...), popolo di Cristo in cammino

Quale dei due è 'Presenza reale'? Presenza mistica?   Che vuol dire?

C'è da riscoprire come nell'Eucarestia la presenza vera di Cristo che si da a noi come nutrimento per la fede sia orientata verso la trasformazione di noi tutti nel corpo di Cristo. Nell'Eucarestia preghiamo il Padre di mandare lo Spirito affinché trasformi o porti a pienezza le offerte nel corpo e sangue di Cristo e riunisca i fedeli in un solo corpo e in un solo spirito; di membra disperse, divise, rivali, realizzi il Corpo di Cristo.

Francesco Vescovo di Roma, qualche mercoledì fa, ha parlato della Chiesa come corpo di Cristo, un corpo edificato nello Spirito (Ez. 37, la visione delle ossa rianimate....):

Che bello se ci ricordassimo più spesso di quello che siamo, di che cosa ha fatto di noi il Signore Gesù. Siamo il suo corpo, quel corpo che niente e nessuno può strappare da lui e che egli ricopre della sua passione e di tutto il suo amore, proprio come uno sposo con la sua sposa: Questo pensiero, però, deve far sorgere in noi il desiderio di corrispondere al Signore Gesù e di condividere il suo amore tra di noi, come membra vive del suo stesso corpo.” (Francesco, mercoledì 22-10).  

Riparleremo nel ritiro di marzo del Corpo di Cristo, ora vorrei solo sottolineare un aspetto importante legato alla riconciliazione (sottolineata tra l'altro all'inizio della Celebrazione della Messa):

Eucarestia, Chiesa misteri di Riconciliazione.   Proprio dell'Eucarestia cristiana, del fare chiesa è il superamento di ogni divisione....”Non c'è più greco né giudeo; né maschio né femmina; né adulto né bambino; né ricco né povero,nè libero né schiavo....

Che diciamo delle divisioni tra cristiani per orgogli, per invidie, per sentirci noi nella verità da difendere e imporre a tutti i costi (a volte su cose banali...modi di far pastorale...), divisioni che portano ascontri....divisioni coscientemente continuate (tra varie chiese) invece di dialogo....?

Che diciamo delle celebrazioni eucaristiche per gruppi, per movimenti, per categorie....quando sono intenzionalmente eucarestie chiuse ad altri? Non ci sono eucarestie di 'solo noi'....Sono anti-cena del Signore. L'Eucarestia, come la Chiesa, è proprio il contrario dell'Esclusione.

E allora teniamo ben presente l'invito della E. G.: “l'Eucarestia, sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli”.(E.G. 47)

E mi permetto di aggiungere: Non ci sono qui ruoli che contano...dignità o poteri che esimano dal corrispondere al Signore. Il prete, il Vescovo è chiamato come tutti, prima di tutti direi, a cogliersi debole e nutrirsi di Lui, condividendo l'amore con ogni altro.

E veniamo così al Memoriale, che riguarda sia l'Eucarestia, sia la Chiesa.  

Quando la comunità si raduna e celebra la morte e resurrezione del Signore, in quel preciso momento avviene un mistero grande e tremendo. Questo mistero lo chiamiamo memoriale.. Il memoriale,il fare memoria nella Messa è proprio un'altra cosa da una bella cena per ricordare un morto, un personaggio...Non siamo in un museo.(E: G. 95)

Gesù stesso ha celebrato l'antica Pasqua degli ebrei facendo memoria. Sono loro che hanno scoperto il memoriale.

Cos'è dunque?   Ogni volta che ci raduniamo per celebrare l'Eucarestia è sempre, è davvero Pasqua, è sempre il mistero che si compie, ora in questo momento, lo stesso mistero del calvario, della tomba vuota.  C'è qualcosa di grandioso in questa memoria.

'Fate questo in memoria di me'...non vuol dire semplicemente 'celebrate la Messa in memoria di Me', ma fate ciò che questa celebrazione significa Celebrate la cena del Signore, continuate quello che io ho vissuto, vivete come io ho vissuto, donate la vostra vita come io l'ho donata.

Non sarebbe anche questo la sua Presenza reale oggi?

Ed è qualcosa di straordinario: significa che è l'Amore a vincere per sempre ogni forma di morte.

Tutto questo solo lo Spirito puo' operarlo (come per le ossa che rivivono di Ezechiele)

Importanza dell'invocazione dello Spirito(epiclesi) prima della consacrazione durante e dopo.

E' lo Spirito che convoca, che raduna, che trasforma e completa l'incarnazione e la resurrezione....

Lo Spirito e la nostra fede.

La fede dei partecipanti, la fede del primo partecipante, il Presbitero, il Vescovo.

La fede si nutre se la Messa è Parola pregata, se è incontro con il Signore Gesù (E.G. 262)

Si nutre facendo memoria nella celebrazione e nella vita.

Allora è fede perché si esprime, quando risulta nell'Amore.

Il memoriale che testimonia di più, che evangelizza di più è:: Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me...ama in me, si dona in me, offre in me...loda in me....fa comunione con tutti in me....

Posso con umiltà e serenità, sentendomi in cammino, osare dire anch'io queste parole?

-Mi preparo, mi raccolgo prima della celebrazione dell'Eucarestia? Con che animo, quali preoccupazioni mi abitano nel celebrare Messa?

-Che incidenza ha la celebrazione dell'Eucarestia nella mia vita con gli altri?

         Padenghe, Eremo Betania, 5-11-14

 

                             Parrocchia   missionaria

       Introduzione:

a) Da cosa, da quale intenzione profonda è guidato un Parroco? E i laici corresponsabili? Dal 'salvare' i poveri peccatori? Dal 'proteggere i buoni dagli impuri?Da eseguire i riti alla perfezione? Dal 'combattere il male, confondendolo con i malfattori? Dall'aspettare che vengano in Chiesa, in sacrestia, in ufficio.

b)Una semplice constatazione...Ci sono meno preti, hanno parrocchie grandi o più parrocchie, unità pastorali). Parecchi continuano a fare le stesse cose che facevano quand'erano più numerosi: molte messe, funerali, doversi occupare dell'ufficio, delle costruzioni, di partecipare a feste della repubblica, della guerra...; al servizio di una religione, di una tradizione a volte fuori luogo; invece di seguire Gesù, incontrarlo fra la gente, uno di loro, impegnato nelle opere di misericordia corporale e spirituale in cui i laici possano assumere vari ministeri temporanei, come anche nel Vangelo condiviso a piccole comunità...

c) Tre parole, pronunciate da Francesco ad Assisi nella sua visita al santo di cui ha preso il nome, mi sembra possano racchiudere tutto il cammino di una parrocchia missionaria:

ASCOLTO   -   USCIRE NELLE PERIFERIE...-....CAMMINARE INSIEME

Usciamo, usciamo ..per offrire a tutti la vita di Gesù Cristo. Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”..

'Abbiamo dei preti tristi, che si sono trasformati in collezionisti di antichità o di novità, piuttosto che essere dei pastori impegnati avendo l'odore delle pecore..un odore che dev'essere percepito'

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Vediamo queste tre parole o più concretamente dei punti che le contengono:

=+ Una Parrocchia èmissionaria se ha il primato dell'incontro, dell'ascolto, del rispetto, del dialogo, della relazione. Non dello scontro, del giudicare, dell'imporre...Dio è Relazione, è dialogo!

'L'ascolto è la base di ogni buona relazione con l'altro (Persone e creazione), con Dio, con se stessi. Tutto è in relazione; ascoltare è il perno della relazione, di ogni incontro vivo e che fa vivere.

Chi incontrare, ascoltare, dove e come ascoltare?

Incontro basilare, quello con Gesù.Perché la fede è l'incontro con Gesù; e noi siamo chiamati a fare ciò che Gesù ha fatto: incontrare gli altri'.

Ritrovare la preghiera personale ed esservi fedeli; ritrovare e adorare Gesù Cristo presente nel Silenzio del cuore, pregando in Dio, più che pregare Dio, nella creazione, nella parola, nell'Eucarestia, negli altri. Risvegliarsi alla Sua presenza...ovunque.(da parlarne più a lungo a parte)

E dove Gesù incontrava la gente e ascoltava? : In strada (il cieco....Zaccheo...,),in cammino (     ) , al lavoro (Matteo, pescatori...), nella sinagoga....a tavola (- a Cana.;...invitato da...,visitato da   peccatrice), invitandosi lui stesso (Zaccheo....).

Come Gesù incontrava? Non come un dottore della legge, non come un rabbino, uno dei soliti maestri ma come uno di loro, come fratello, amico...(amico, al giovane ricco; amico, a Giuda...) con tenerezza, con compassione, per camminare insieme.

E Charles de F. ci può dire qualcosa?   L'amore a Gesù lo ha portato a imitarlo...a fare come lui...E' passato da 'Nazareth della Trappa, a Nazareth delle Clarisse....pensando di imitare Gesù sopratutto 'ritirandosi' in preghiera, adorazione,nascosto, umile...(anche così era missionario)...fino a scoprire che 'E l'Amore che ti unisce a me (e a tutti), non l'allontanamento dalla gente', e dunque va in Algeria, va nel Sahara per incontrare quei 'poveri', quei 'lontani', per stringere amicizia, per farsi fratello di tutti..E ci va da fratello, da amico....(Vedremo meglio domani: Camminare insieme p. 3)

Francesco, Vescovo di Roma per tutti, fratello con tutti...uomo dell'Incontro! Dell'uscire per incontrare.Lo abbiamo sotto gli occhi: incontra tutti,senza pregiudizi, senza barriere...nel nome di Gesù di Nazareth, di Cafarnao, del Calvario e Risorto.(Vedi: Cuba, famiglie, bambini...)

'Uscendo è importante andare incontro a.. incontro agli altri.

“In questo momento di crisi, non possiamo preoccuparci di noi stessi. Non chiudiamoci, vi prego...Una chiesa chiusa è una chiesa malata. La Chiesa deve uscire da se stessa. Per andare dove? Verso le periferie dell'esistenza, non conta quali periferie,ma uscire '

'Gesù, quante volte bussa alla porta per uscire, ma noi non lo lasciamo uscire perché siamo attaccati alle nostre certezze, o spesso siamo chiusi nelle nostre strutture che ci rendono schiavi, ma non figli di Dio, liberi!' (Omelia di Pentecoste)

Per l'incontro il primo passo è l'ascolto. Anche nell'evangelizzazione questo è così:

Il primo momento consiste in un incontro (dialogo) in cui l'altra persona si esprime e condivide le sue gioie, le sue speranze, le preoccupazioni...e tu ascolti ..Solo dopo è possibile presentare la Parola”(E. G. 127-128)

Alcune applicazioni: Una parrocchia è missionaria se il Parroco, i preti come primi, ma ogni cristiano

hanno come primato, come veramente essenziale l'incontro personale con i parrocchiani, a partire dagli 'ultimi', dai 'lontani', dai piccoli... E allora, perché non dedicare mezz'ora, un'ora di tempo (vale quanto la preghiera di lodi!) a incontrare persone ( soprattutto immigrati) sulla piazza, nei bar, a casa, semplicemente salutarsi, dialogare, conoscersi, fare amicizia...non per convertire. Di lì verranno fuori molte iniziative...con loro, da loro...insieme..

Parroco, preti o/e laici che prendono l'autobus, (invece di usare la macchina sempre) vanno a far la spesa o altro con la precisa intenzione di salutare, di conoscere (ma per rispetto, per 'niente' non per giudicare,.). Di lì nasce un rapporto diverso con la gente: un fratello che cammina con fratelli e sorelle. Viene fuori una guida che parla con autorità'....

=+Una Parrocchia è missionaria se il primato è dato all'altro, già figlio di Dio, già fratello, già in cammino di salvezza...dell'altro con cui camminare insieme, con cui scoprire il Vangelo, scoprire Gesù come vero Donatore di Vita, come Amico e Fratello, che cammina con noi per condurci nelle braccia del Padre....Parrocchia quindi di tutti fratelli già dalla nascita eppure si diventa.

Parrocchia della persona umana e del creato. Prima di tutto le persone,l'altro, a partire dai più poveri, deboli, emarginati, scartati..

Cristiano -il pieno d'umanità- non è definito da delle leggi, da riti, da tradizioni, da chiese...fosse anche la più bella e grande , né da teologie, da formule ben recitate...No: cristiano è definito dall'amore con cui accetta d'essere amato (anche quando sembra il contrario) e ama (anche quando per amore si perse la vita, unico modo per ritrovarla), perchè Gesù Cristo è proprio tutto e solo questo!

Che si capisca o no, che si voglia o no, sono convinto che il Dna di ogni umano sta in questo essere amato e amare. Spesso le filosofie, le società, gli stati, senza dire in particolare del denaro, anche le religioni non aiutano l'umano, anzi lo bloccano, fanno credere che per essere amato bisogna essere grandi, i primi, dominare..sconfiggere l'altro.....

Invece, per riprendere Arturo Paoli: l'altro non è estraneo, è la mia obbedienza, la mia religione, il mio amore a Dio, il mio camino.   Ascolta!

In effetti anche l'amore a Dio passa per l'amore degli altri (vedi lett di Giacomo)

Vedi giudizio ultimo sull'umanità: Giudicati sull'amore al prossimo.

Quando una parrocchia rimane con il primato dei sacramenti, con il contare chi va a messa e chi no, con la preoccupazione principale della morale, di riti precisi e 'sacri', della catechesi sul Vangelo..Siamo in una religione che lega, che distingue buoni e cattivi,che mette paura, che separa invece di unire, che sa di cimitero....\

E l'altro sono innanzitutto i poveri, gli scartati, emarginati... “Dio concede ai poveri la sua prima misericordia. Questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani   Chiesa povera per i poveri...parrocchia povera per e con i poveri...Chiamati a scoprire Cristo nei poveri, chiamati a essere loro voce, ma anche loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli, ad accoglierli...(E.G. 197) E prima di tutto un'attenzione rivolta all'altro 'considerandolo come un'unica cosa con se stesso'...(198)

Oggi se una Parrocchia davvero mette l'altro (persone e creazione) come primato, come 'missione' non può non camminare insiemea loro, non può oggi non coinvolgersi nell'accoglienza, in particolare agli immigrai, rifugiati politici e altre acoglienze.

“Se una Parrocchia non accoglie non è chiesa, è un museo” (Francesco)

Si tratta dunque di trovare formule di aggregazione, di inizio di comunità:

 

++Fare rete in parrocchia nell'accogliere rifugiati: volontari vari che si dividono i compiti e sentono che è opera del Signore più che loro, che è evangelizzare con la vita. Da soli si muore!

++Perché invece (o oltre) ,delle solite feste, che terminano con tristi e individualistiche abbuffate,non proporre Cene tra immigrati e locali in cui, mescolati a tavoli di 10-12 persone, si mangia e beve insieme rispettando ognuno le proprie tradizioni anche per il mangiare, ma soprattutto facendo in modo di conoscersi, ascoltarsi e così diminuendo le paure, le lontananze..(Mt 9,10 su chi è invitato...) Anche tra Parroco -preti- e laici corresponsabili in vari ministeri è bene fare delle cene proprio come luogo di conoscenza reciproca e di condivisione su alcuni problemi pastorali:

++Altro esempio: Una persona sola cerca alloggio e a prezzo basso, perché non proporre di aggiungersi ad altri e condividere un alloggio con altri! in modo da diminuire le spese e portare avanti una convivenza fraterna pur venendo da etnie e religioni differenti. Ma anche altre iniziative per la pace,giustizia e salvaguardia del creato,e nel quotidiano 'togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell'altro' in dialogo rispettoso, interagendo (accogliendosi a vicenda) .

E così:

=+Parrocchia missionaria del 'gridare il Vangelo con la vita', di testimonianza, più che dell'insegnare, del convincere,del trasmettere...'La Chiesa non cresce per proselitismo. Cresce per attrazione'. Gesù ci aspetta nelle periferie non tanto per farsi amare da noi, ma per rivelarci altre parti della Sua Verità. E la sua verità è misericordia'.

Nelle periferie, direbbe Charles de F. per 'lasciarci evangelizzare, per condividere gioie e dolori e camminare insieme nella bontà, nell'amicizia, misericordiosi come Dio è misericordioso, pellegrini assieme a tutti, perché tutti siamo ospiti e stranieri, e in in cammino di liberazione, di fraternità da accogliere e coltivare in povertà, in sobrietà.... nella gioia!

Parrocchiani senza gioia, con volto da funerale, testimoniano satana, il divisore, non il Regno.

Riflettiamo: Più che fare delle preghiere ricordiamoci che siamo una preghiera in cammino. Allora: più che fare la carità, siamo carità in cammino. Così per il Vangelo: più che annunciarlo con le parole, siamo Vangelo incammino, più che fare missione , siamo missionari in cammino .

Mi chiedo? Che preghiera sono ?, Che carità sono? Che Vangelo sono?   Che missionario sono?

Con sale o senza sale? Tenebra o luce?..

.=+ Per gridare il Vangelo con la vita c'è innanzitutto da ascoltarlo, da meditarlo e pregarlo e condividerlo.

Parrocchia missionaria lo nell'ascolto del Vangelo, nel primato dato alla Parola di Dio prima che agli insegnamenti del Papa, al catechismo, al rituale romano... Questo è uno dei punti più importanti e che richiederà più costanza per un rinnovamento della parrocchia.

--Ripartire dal Vangelo. Che significherà ripartire da Gesù, perché il vangelo ci porta a Gesù, -la fede è l'incontro con Gesù- ci porta ad avere 'gli stessi sentimenti che furono di Gesù', ci fa 'missionari' come lui (e non come la Chiesa spesso l'ha inteso)

--Ripartire dal Vangelo come fonte di preghiera personale, di meditazione, di contemplazione anche davanti all'Eucarestia, per l'incontro personale con Gesù: Solo così si costruisce sulla Roccia

--Ripartire dal Vangelo nelle omelie(E. G.) e non dalla morale, dalle minacce.,dalle verità assolute...

--Ripartire dal Vangelo cercando di iniziare e sostenere piccole comunità di ascolto, piccole fraternità di condivisione del Vangelo dove lo si ascolta, medita, prega e mette in pratica. Esempio: Con i genitori dei battezzandi, o prima comunione: radunarli e, invece di catechismo, fare condivisione di un brano scelto di Vangelo.   Così per i cresimandi, che possono essere presi insieme ai genitori e condividere pagine del Vangelo. Da questi incontri possono nascere comunità di ascolto-preghiera-servizio. (Kigoda in Tanzania)

Investire sul Vangelo in parrocchia significa coraggio di novità, (superando resistenze di tanti), lasciare da parte certe tradizioni,(sicuramente meno catechismo diretto, ma derivante dal Vangelo,) 'fecondare con il Vangelo' tradizioni di pietà popolare...

=+ Parrocchia missionaria per' 'condividere una gioia, segnalare un orizzonte bello, offrire un banchetto desiderabile' (E. G.14)

Oso sperare che le cose dette siano un aiuto ai preti e ai laici a capire e vivere (se praticate) come disscepolimissionari, come parrocchia missionaria, oggi.

Anche il termine 'missionario' prende una luce nuova: non un conquistatore, caso mai un esploratore (come Charles de Foucauld), ma non per 'controllare, per dominare, bensì per conoscere ascoltando, accogliere e condividere in cammino...Missionario che soprattutto condivide la gioia che porta nel cuore e indica cammini verso la Luce, la Libertà, il Bello.. in particolare invita a 'mangiare insieme' a sedersi a tavola, dove gli ultimi hanno davvero il primo posto...Parlo di cene, di pranzi della vita quotidiana (non della Messa): Cene, pranzi di condivisione dove i poveri sono invitati; cene non abbuffate, gioiose non ubriache, di amichevole conoscenza e non fissati sul proprio piatto.

Ripropongo: Cene tra immigrati e locali, solo per conoscersi un po' meglio, fare amicizia, fraternizzare...e niente più; ma questo è Vangelo e, forse, dialogando si potrà anche parlare di Gesù, del suo Spirito che ci abita. Lc 14, 13: '...Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli....nè i ricchi vicini...Al contrario invita poveri, ciechi, zoppi e sarai beato...'

E un'ultima invito.

Da Misericordiae vultus, il messaggio per l'anno giubilare della Misericordia.

'Nelle nostre parrocchie,nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma dovunque ci sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un 'oasi di misericordia.

Siamo tutti 'ospiti e pellegrini'...Nel pellegrinaggio di misericordia teniamo presenti i passi da fare:

1) Non giudicate,non condannate. 2) Date e vi sarà dato...3) Perdonate e sarete perdonati...

Si tratta di camminare umili e pieni di speranza, aprire gli occhi a vedere le miserie del mondo., le mani stringano le loro mani...

Si tratta di riscoprire e praticare le opere di misericordia corporale e spirituale, singolarmente e come parrocchia. Alla sera della vita saremo giudicati sull'Amore...

Anche la parrocchia missionaria avrà il suo esame sull'Amore, non altri:

Tutti invitati a essere Missionari della Misericordia. Parrocchia della Misericordia!

Parrocchia di testimoni umili, ma con speranza, con gioia.

Avendo ben presente che “Nel cuore di questo mondo (della nostra parrocchia) rimane sempre presente il Signore della vita che ci ama tanto” (Laudato si 245)

      Per la condivisione:

1) Quale appello, quali cambiamenti se ascoltiamo davvero quell' 'Usciamo...'?

     C'è da lasciare, da tracciare sentieri nuovi. Quali ostacoli?

2) Cosa comporta, cosa cambiare per dare il primato all'incontro con ogni altro, al Vangelo...invece che alle tradizioni, alla morale, ai riti sacramentali, al catechismo....?

3) Come suscitare piccole comunità-fraternità all'interno della comunità più grande, con tre piedi: Parola, Preghiera, Carità (condivisione anche economica, servizi nella gratuità, accoglienza.....). Come fare? Da dove partire?

Riassumendo:   Coraggio di novità, di lasciare da parte certe tradizioni e ridare valore ai due

                           pilastri delle prime comunità cristiane:

           + Ritrovare il Vangelocome base della catechesi. Pregarlo, Raccontarlo, condividerlo

                     (Il vangelo di Marco in particolare era la catechesi)

           + Ritrovare il tavolo del pranzo o della cena nelle case o/e in parrocchia per '

                     Cene di incontro, di conoscenza, di condivisione

           + Ritrovare l'Eucarestia come mensa d'incontro con Gesù Cristo, con la comunità che celebra il giorno del Signore, della fraternità, del riposo.

EUCARISTIA: MISTERO DELLA FEDE, PANE DI VITA

Nella Messa, dopo la consacrazione, il presbitero invita a formulare il Mistero della Fede:

morte, resurrezzione, nell'attesa della venuta nella gloria di Gesù Cristo..

Questo dell'Eucaristia è il mistero centrale che racchiude tutto il Mistero di Dio, del senso della vita umana, dell'universo. Mistero di un Dio che accetta di prendere carne (unica religione che 'crede' questa follia d'Amore), di diventare fragile, fratello di tutti gli umani, amico, pane quotidiano. Vedremo appunto alla fine del discorso sul Pane di vita (Gv 6) che ''molti tornarono indietro e non andavano più con lui'   Che fatica, che svolta accogliere l'immagine del Dio di Gesù povero, umile, Dio che scende, servo di tutti; Dio dell'Amore e Misericordia infinita! . E' cammino impegnativo, e richiede, come nota di fondo, il lasciarci condurre dalla fede (fiducia), dallo Spirito e non dalla Legge o dal Tempio o dalla Religione; richiede 'Fare della religione un Amore' (Charles de F.), cioè fare della vita un amore, vivere dello Spirito.

.Ma veniamo al testo di Gv 6.

Questa è la volontà del Padre mio che chiunque vede il figlio e crede in lui abbia la vita eterna e io lo risusciti nell'ultimo giorno... In verità, in verità io vidico: chi crede ha la vita eterna....“

In verità, in vverità vi dico non è Mosé che vi ha dato il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che scende dal cielo e da la vita al mondo.... Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui. Io sono il pane della vita....Io sono il Pane disceso dal cielo.Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo.....E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato, che non perda nulla di quanto mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.”

 

Questa è la volontà del Padre mio che chiunque vede il figlio e crede in lui abbia la vita eterna

In Gv c'è sempre il legame tra credere e vita eterna.   Vita eterna:   Non solo dopo, già ora c'è un vivere che è eterno, cioè che non muore, non passa e che è pienezza. Chi ama vive, l'amore vive e fa vivere in continuazione......E' per il dono della fede e della fiducia in Gesù che riceviamo il dono della vita eterna e rinasciamo così dall'alto...ogni volta che amiamo.

La fede non è dunque semplicemente adesione a una dottrina. E' credere, accettare la persona di Gesù, figlio dell'uomo, figlio di Dio, avere fiducia nelle sue parole , accogliere il mistero dell'Incarazione (un figlio dell'uomo: Dio fra noi, uno di noi), il mistero della Pasqua (quel morto, asssassinato dai poteri...muore liberamente di un amore folle che trasforma la morte in Vita nuova., è Lui il Signore). Mistero della fede!

Ecco come Giovanni racconta, nel cap 6, il cammino di fede dopo la moltiplicazione dei pani (Gv 6. 16-21) ...'Salirono in barca e si avviarono sull'altra riva' '

Atraversare il lago è un attraversare la vita che ha momenti di confusione, di paura,di dubbio.

E' un cammino dondolante in mezzo alle onde del mare della vita turbolenta, data l'ampiezza del mistero. Mistero dell'Eucarestia celebrata e adorata e dell'Eucarestia nel quotidiano, ambedue come 'sacramento' di un Vivere interiore, dentro e oltre, vivere mistico, spirituale,.in cui ciò che conta appunto è lo Spirito.

Spirito, Vento, Soffio di Vita,..Creatore, Custode, Rigeneratore. Chiamati a vivere dello e nello Spirito (Rom 8) è cammino di liberazione vera (liberi, gioiosi, creativi, ). Solo lo Spirito rende liberi, da vita nuova, immerge in Gesù Cristo...,non la Legge, la Religione come tale, non il denaro.

'Sono io non abbiate paura'... Gesù invita a passare da una fede basata su un miracolo a una fede che è fiducia totale in lui e nella sua parola, parola che può sembrare insensata, stravagante, scandalosa.,..Mistero di un incontro con Qualcuno che ci raggiunge chiamandoci per nome, e la risposta non è una decisione presa, bensì un consegnarci, un affidarci, un reale spostamento di noi stessi dal nostro io chiuso e concentrato su se stesso, fino a trapiantarci in Cristo, come feti nel grembo della Madre, come bambini nelle braccia del Padre.

Questo cammino nella fiducia in Gesù è il tema centrale del Vangelo di Giovanni. E' la storia dei primi discepoli, è la nostra storia.“L'opera di Dio è che abbiate fiducia in Colui che ha mandato”

.

In verità, in vverità vi dico non è Mosé che vi ha dato il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che scende dal cielo e da la vita al mondo.” Gv 6 32-33

Mi diceva un pellegrino: Chi non mangia non cammina' Abbiamo tutti bisogno di mangiare, ma 'non di solo pane materiale vive l'uomo'.Abbiamo bisogno di un Pane discceso dal cielo.

“Io sono il pane della vita.(48)...Io sono il pane vivo disceso dal cielo.(51)...'.Esprime fortemente la personalizzazione del pane di vita nella sua persona. Gesù è colui che è disceso dal cielo e può donare la vita eterna al credente in lui, contrariamente alla manna la quale non impediva la morte. Solo l'uomo che realizza la comunione con Gesù si realizza e si apre a una vita nuova.

Gesù è Pane di vita. Lo èsia come Parola, sia come libera Offerta-vittima sacrificale, per Amore.  

Per gli ebrei era evidente che si vive della Parola di Dio, si mangia la Parola 'ascoltandoLa'

'Apri la bocca e mangia ciò che ti do... un libro in rotolo.. Io lo mangiai e in bocca mi fu dolce come miele...'(Ez. 2, 8-10)  

La Parola di Dio (per noi soprattutto il Vangelo) è rivelazione dell'Amore di Dio per il suo popolo e anche del senso della storia, dell'universo, dell'umanità.

Chi non 'mangia ' questa Parola di Vita (che è Gesù) muore lungo la strada, perde il sentiero della vita.   Di qui la Messa con due mense, della Parola e del Pane; di qui il Vangelo come reale presenza -cibo di Vita, di incontro con Gesù. E l'importnza di ritrovarlo come fondamento di catechesi.

.“E il pane che io darò è la mia carne.”(51).Per gli israeliti la carne e il sangue di una persona sono il suo essere completo. Separando carne e sangue Gesù significa e annuncia il suo drammatico morire per amore. Gli interlocutori prendono le sue parole solo alla lettera , non riescono a cogliere la dimensione mistica. Mistero della fede, scandalo per i Giudei, follia per i greci.

E' lo scandalo fondamentale di:Gesù Parola e Carne..Il mistero dell'Eucarestia, del Pane di vita, carne di Cristo. E' il mistero dell'incarnazione (Gesù Dio eUomo), mistero d'Amore, un Amore folle, senza limiti, che si fa fragile, che discende, muore e porta frutto, Vita. (Annunciamo la tua morte)   E' lo stesso mistero del povero, dei poveri, carne di Cristo , in cui Cristo abita, realmente; e risorge nella solidarietà, nel giustizia e misericordia (perdono) vissuta (Proclamiamo la tua risurrezione); mistero dell'universo, della storia come 'sacramento' di una Vita totale, piena , di una Com-unione di tutto e tutti in Dio (Spirito ) verso cui andiamo (Nell'attesa della tua venuta). Tutto questo 'per opera dello Spirito', cammino di fede.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in lui: Come il Padre che ha la vita ha amato me ed io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me'

Gesù ci offe una comunione intima con lui, una relazione personale che ci introduce nella vita stessa di Dio, ci porterà a rimanere in Gesù e Gesù rimane in noi. L'inabitazione reciproca rivela un'amicizia che implica una certa uguaglianza tra le persone, ognuna aperta all'altra, vulnerabili. Diventare amici veri di qualcuno è diminuire il proprio io, è ascolto dell'altro, è gratuità totale, cercare il suo bene, ciò che lui ama e vuole..

'Rimane in me e io in lui' Se Gesù è il nosttro amico beneamato, cerchiamo di fare ciò che vuole (Charles de F.) Che cosa vuole Gesù? Intanto vuole ciò che il Padre vuole. Dunque: che siamo in comunione con il Padre, che ci amiamo come lui ci ama, che non giudichiamo, che non condanniamo, ma che perdoniamo anche i nemici.   Opera dello Spirito.

La comunione alla tavola del Signore, manifesta e nutre l'amicizia che Gesù desidera vivere con ognuno di noi.

I sacramenti (l'Eucaristia in particolare) sono come delle porte che ci aprono a questa amicizia con Cristo e di Cristo con noi, la rivelano, la mantengono e la fortificano e la estendono a tutto e tutti senza frontiere, senza barriere, nella gratuità d'un amore folle (mistero di Pasqua.).Siamo chiamati a diventare come Gesù e così a diventare i figli amati del Padre .

Il cibo di cui parla Gesù è la sua presenza reale nei nostri cuori. Ci invita ad avere fame e sete della sua presenza d'amore, che è presenza reale in noi.

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(Riflessione)

+ Le nostre celebrazioni dell'Eucarestia e l'adorazione sono autoreferenziali. (ridotte a religione, qualcosa da fare per Dio, per salvarsi...per pagare un debito..), o 'luogo' di intimità con Gesù,, di contemplazione e preghiera profonda, di 'adorare Dio in Spirito e verità?

+ Vivo e cerco di far vivere l'Eucarestia come 'sorgente' di salvezza per me e per tutti, .come cammino per diventare altro Cristo che ha dato la vita perchè tutti l'abbiano in abbondanza? Eucarestia-Gesù Pane di vita per diventare noi pani di Vita, o semplice 'funzione' farisaica?

Canto:   Trovare in me la Tua presenza, tenere una lampada accesa,

             Voler abitare la fiducia, amando e lasciandosi amar

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Mangiando il Pane di vita alla Messa siamo immersi nella morte di Gesù:'

“Annunciamo la tua morte”

Gesù, mi fido di te, della Tua Parola, di Te che ci ami fino a morire, di te che chiami Giuda amico, che chiami noi, piccoli poveri, traditori.a morire con Te,.ad amare come tu ami, a dare la vita., a non aver paura della morte...Annunciamo la tua morte: oggi ancora muori nelle vittime di violenze, nei mari con i profughi, nei bambini vittime di fame, di violemze, di armi... Mistero della fede!

Ma noi desieriamo un Gesù che mette ordine nelle cose del mondo. Mentre Gesù vuole che noi mettiamo giustizia , misericordia nelle cose del mondo. Sta a noi, nella forza dello Spirito, nutrire chi ha fame, lottare per la giustizia e la pace....Sta a noi curare, sanare, rispondere al male con il bene, vivere l'Eucarestia nel quotidiano dei giorni , essere 'altri Cristo' o ostensori di Lui ,esposti tra chi soffre, è oppresso, in modo da rivelare davvero la buona notizia concreta dell' amicizia e essi possono sentirsi amati dal Padre e capire che alla morte si risponde con la vita, sempre: Proclamiamo la tua risurrezione”. Bevendo il Sangue delll'Alleanza nella Messa siamo introdotti nella sua resurrezione, ma la proclamiamocon il nostro vivere e non andarcene perchè...ma perchè Dio non mi ha risolto i problemi, perchè tanti morti di fame, di violenze bestiali....perchè i terremoti esistono ancora e di che magnitudine! ?1?

Scrivevo per gli auguri di Pasqua: Quante volte respiro il profumo di misericordia. Grazie a te Luigi che hai saputo 'risuscitare' la moglie che ti ha tradito; grazie a te Paola, che hai 'vendicato' il fratello ammazzato frenando la violenza vendicativa dell'altro fratello e spargendo preghiere per gli assassini.   Grazie a voi clan di scouts che ho visto veramente impegnati nella custodia e difesa del Creato; grazie a te Luciana, a te Beppe, silenziosi 'artigiani di pace' nel duro quotidiano.che affilate 'le armi' della Misericordia: non giudizio, pazienza, dialogo, accoglienza dell'immigrato..Messa celebrata in silenzio, senza suono delle campane,solo un fondo di primaverile Vento leggero. E'Pasqua!profumo diMisericordia,Risurrezione

'Chi mangia questo pane vivrà in eterno' .'E molti tornarono indietro, e non andavano più con lui'. In questo capitolo: una folla all'inizio...pochissimi alla fine. In certo senso comprensibile..Tutto questo ci riguarda ed è mistero della fede l'accogliere, il credere, l'abbandonarsi al Pane di vita che è la Parola, il Vangelo; alla Carne di Cristo (Pane di vita), Eucarestia celebrata, alla Carne di Cristo (pane di vita) che sono i poveri, che è anche il creato (che soffre e geme nelle doglie del parto).

Nell' attesa della sua venuta nella gloria”, quando Cristo radunerà tutto e tutti, nelle braccia del Padre- Madre, tutti passati nel fuoco dell'Amore a Gesù Cristo, presente nei piccoli, nei poveri, nei prigionieri, nell'immigrato...

“Per i cristiani, i poveri non sono sociologia,ma la carne di Cristo” (Francesco)

'Se noi andiamo verso la carne di Cristo, incominciamo a capire qualcosa, a capire che cosa sia questa povertà del Signore e a prendere su di noi il dolore dei poveri e usciamo...' dal chiuso delle sacrestie, di schemi liturgici, di 'si è sempre fatto cosi', di paure di sporcarsi 'Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, che una chiesa ammalata per chiusure...(Francesco)

Paradossso:è solo uscendo verso la carne di Cristo nelle periferie che si rimane in Lui

Charles de F: 'Non c'è, credo, parola del Vangelo che abbia fatto su di me una più profonda impressione e trasformato di più la mia vita che questa: “Tutto quello che fate a uno di questi piccoli, voi lo fate a me. Ed è lo stesso che ha detto: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue.

E accettterà di essere ordinato prete diocesano per 'portare questo divino banchetto' ai più poveri, lontani, per imparare a diventare lui stesso eucaristia vivente, ostensorio che irradia misericordia, avendo lo stesso odore dei Twaregs, non possedendo Dio, né la Verità, ma attento a imparare qualcosa dagli altri, a indicare orizzonti di fraaternità, a rendersi conto che, pur non essendo necessario essere cristiano cattolico per salvarsi, è comunque cosa buona sapere di avere un Padre dal cuore di Madre, conoscere Cristo che ci fa fratelli in pienezza con tutti, perchè in tutti, a partire dai più piccoli, Lui si è identificato.

E così ha imparato ad avere un solo culto, quello del Corpo di Cristo, Pane di Vita, presenza reale nell'Eucarestia, ma presenza reale in un popolo, nei fratelli, nel povero, presenza di una vita offerta. Si dirigerà verso Tamanrasset, sapendo di non poter celebrare la Messa....E non avrà più niente da offrire Fr. Charles a Tamanrasset, se non se stesso ed allora sarà quasi obbligato ad essere tra i Twaregs puro testimone dell'Amore divino,senza apparenza, senza gloria, nel dono di sé.

Accanto al suo corpo-cadavere giaceranno le ostie consacrate sparse dai predatori: Eucarestia vissuta.

La Chiesa, guidata dal Vangelo della Misericordia e dell'amore all'essere umano, ascolta il grido per la giustizia e desidera rispondervi con tutte le sue forze. In questo quadro si comprende la richiesta di Gesù ai suoi discepoli: Voi stessi date loro da mangiare, e ciò implica sia la collaborazione per risolvere le cause strutturali della povertà e per promuovere lo sviluppo integrale dei poveri, sia i gesti più semplici e quotidiani di solidarietà di fronte alle miserie concrete che incontriamo” (E. G. 188)

                                              

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+ Il mio odore di Prete (diacono) sa più di altare, di sacrestia, di chiuso, di ostensorio dorato da mettere in alto o l'odore dei poveri, degli emarginati, prigionieri, curando concretamente, servendo, portando a spalla?   Sono ostensorio con l'odore delle pecore, che, mostrando Gesù , lo fa come fratello e amico o come ruolo di prete, di Monsignore, Eccellenza...?

+ La nostra pastorale tiene conto dell'invito di Francesco: “Dobbiamo diventare cristiani , preti, vescovi coraggiosi e andare a cercare quelli che sono la carne di Cristo”?

Preghiera finale (da Francesco): “

'Signore Gesù, ci hai detto che se noi mangiamo il tuo Corpo e beviamo il tuo Sangue avremo vita, amicizia con te, intimità reciproca. Adesso, facendo adorazione, collegati con la celebrazione della Messa, preghiamo: Signore, Tu che sei con noi nell'Eucaristia, Tu che sei nell'Ostia e sei dentro di noi, dacci la grazia di non aver paura di uscire, di incontrare, toccare la carne Tua nei poveri, dacci la grazia dello Spirito santo, la grazia di non aver paura quando lo Spirito, con sicurezza, ci dice di fare un passo avanti., di uscire. In questa adorazione chiediamo questo coraggio apostolico di generare vita e non fare della nostra vita un museo di ricordi'.   AMEN